La battaglia del devoto contro il male fondamentale

Perché il devoto del Sutra del Loto incontra grandi persecuzioni?

«Qualcuno potrebbe fare questa domanda: A quanto pare è certo che oggi siano presenti i tre tipi di nemici, ma non c'è nessun devoto del Sutra del Loto. Se si dicesse che tu [Nichiren] sei il devoto del Sutra del Loto, allora diverrebbero evidenti alcune gravi discrepanze. Il Sutra del Loto afferma: "I giovani figli del cielo lo assisteranno e lo serviranno. Spade e bastoni non lo toccheranno e il veleno non avrà potere di nuocergli". Dice anche: "Se la gente parlerà male di lui e lo ingiurierà, le loro bocche verranno serrate e fermate". E afferma: "[Coloro che hanno udito la Legge] godranno di pace e sicurezza nell'esistenza presente e nasceranno in circostanze favorevoli nelle successive". Afferma anche: "[A chiunque [...] tormenta i predicatori della Legge,] si spacchi la testa in sette pezzi come i rami dell'albero "arjaka". Inoltre dice: "[I praticanti del Sutra del Loto] nell'esistenza presente saranno ricompensati con la fortuna". E aggiunge: "Se qualcuno vedrà una persona che accetta e sostiene questo sutra e cercherà di rivelare le sue colpe o i suoi errori, sia che dica il vero sia che dica il falso, nell'esistenza presente si ammalerà di lebbra bianca". [Come spieghi queste discrepanze?]
Risposta: Questi tuoi dubbi sono molto opportuni. Coglierò l'occasione per chiarire i punti che possono confonderti».

L'apertura degli occhi è un trattato che annuncia la fondazione del Buddismo di Nichiren Daishonin. Le tre virtù di sovrano, maestro e genitore ne costituiscono il tema principale. Nella prima parte, Nichiren chiarisce l'insegnamento che può condurre tutte le persone dell'Ultimo giorno della Legge all'Illuminazione, mentre nella seconda parte rivela l'identità del "maestro dell'Ultimo giorno" che diffonde quest'insegnamento.
In particolare, nella seconda parte, citando vari brani dei capitoli del Sutra del Loto L'apparizione della torre preziosa, Devadatta ed Esortazione alla devozione, Nichiren mette in luce il fatto che il suo impegno nella propagazione e le persecuzioni che lo hanno colpito si accordano con le predizioni del sutra, e dimostra così di essere lui stesso il devoto del Sutra del Loto dell'Ultimo giorno della Legge. Si potrebbe dire che questa parte del trattato, che ho già discusso in dettaglio, corrisponda alla "prova documentaria", una delle tre prove.
Resta da rispondere a queste domande: Perché il devoto del Sutra del Loto incontra persecuzioni? E perché quando viene colpito dalle persecuzioni le divinità celesti non lo proteggono? Nichiren dice che queste domande sono «il punto essenziale di questo mio scritto [...] [e] la principale preoccupazione di tutta la mia vita». Nel rispondere a queste domande, Nichiren basa la sua spiegazione sulla ragione e sulla logica. In altre parole, cerca di dimostrare per mezzo della "prova teorica" che lui è il devoto del Sutra del Loto nell'Ultimo giorno della Legge. Questo è ciò che vorrei discutere ora.
Prima di cominciare, però, permettetemi di notare anche che alla fine della seconda metà dell'Apertura degli occhi, dopo avere concluso le sue argomentazioni, Nichiren fa la famosa dichiarazione che inizia con le parole: «Questo io affermo. Che gli dèi mi abbandonino. Che tutte le persecuzioni mi assalgano. Io continuerò a dare la mia vita per la Legge!». Questa dichiarazione rappresenta il suo grande voto di continuare a condurre una lotta incessante in qualità di "pilastro del Giappone", e trasmette il suo grandioso stato di vita di maestro dell'Ultimo giorno della Legge. Nichiren poi prosegue delineando la fede, la pratica e il beneficio del Buddismo da lui stabilito per l'Illuminazione di tutte le persone dell'Ultimo giorno. Avendo rivelato il proprio spirito, esorta i suoi seguaci ad abbracciare la fede nell'insegnamento corretto e a praticarlo unendosi a lui e seguendolo come loro maestro. Nella parte conclusiva del trattato, perciò, Nichiren cerca di dimostrare di essere il maestro dell'Ultimo giorno sulla base della "prova concreta", cioè nei termini della realtà della sua stessa vita.

La vera pace e la vera sicurezza si trovano nel combattere per superare grandi difficoltà
Ora rivolgiamo la nostra attenzione alla parte in cui Nichiren utilizza la prova teorica per dimostrare di essere il devoto del Sutra del Loto dell'Ultimo giorno. Inizia sollevando la domanda del perché, se lui è davvero il devoto del sutra, si stanno verificando degli eventi che apparentemente contraddicono il sutra: «Qualcuno potrebbe fare questa domanda: A quanto pare è certo che oggi siano presenti i tre tipi di nemici, ma non c'è nessun devoto del Sutra del Loto. Se si dicesse che tu [Nichiren] sei il devoto del Sutra del Loto, allora diverrebbero evidenti alcune gravi discrepanze». Poi cita sei brani del Sutra del Loto che sembrano contraddire seriamente le sue precedenti affermazioni. Il contenuto di questi brani può essere riassunto in due asserti fondamentali: 1) coloro che diffondono il sutra nell'Ultimo giorno saranno sicuramente protetti dalle divinità celesti e godranno di "pace e sicurezza nell'esistenza presente" e di "circostanze favorevoli nelle successive"; 2) coloro che attaccano i praticanti del Sutra del Loto riceveranno immediatamente retribuzioni negative o punizioni.
Nella parte precedente, Nichiren aveva citato diversi brani del capitolo Esortazione alla devozione come prova documentaria per affermare di essere il vero devoto del Sutra del Loto. Dimostra così che le persecuzioni che lui sta subendo rispecchiano quelle descritte in quel capitolo, e dichiara di conseguenza che tutte le persone dovrebbero cercarlo e fare di lui il proprio maestro. La successiva domanda riguardo alle apparenti discrepanze con il sutra viene introdotta per contestare le sue stesse dichiarazioni.
Per rispondere, volendo riaffermare la sua premessa di base che un vero devoto del Sutra del Loto incontra invariabilmente grandi persecuzioni, Nichiren prima di tutto menziona diversi esempi di devoti del sutra del passato. Ricorda, ad esempio, che il Budda Shakyamuni dovette affrontare nove grandi prove, che il bodhisattva Mai Sprezzante fu colpito con bastoni, tegole e pietre, e che praticanti di spicco come Maudgalyayana, il bodhisattva Aryadeva e il venerabile Aryasimha furono uccisi. Il solo fatto che una persona venga perseguitata o minacciata di morte e non riceva la protezione delle divinità celesti, dice Nichiren, non significa che non sia un devoto del Sutra del Loto.
Nella Raccolta degli insegnamenti orali Nichiren dice: «Quando si pratica il Sutra del Loto [nell'Ultimo giorno della Legge], sorgeranno difficoltà, ed esse devono essere considerate pratiche "pacifiche"». In altre parole, per un devoto del Sutra del Loto "pace e sicurezza" significano la vera pace e la vera sicurezza che derivano da uno stato di vita che consente di continuare a combattere instancabilmente contro grandi persecuzioni.
Dunque dopo avere citato esempi di devoti del sutra che furono perseguitati nel passato, Nichiren prosegue dicendo: «Se consideriamo la seconda parte della tua domanda [letteralmente: il cuore della questione], dobbiamo notare i seguenti punti». Poi fornisce una spiegazione articolata in tre punti dei motivi per cui i devoti del Sutra del Loto subiscono attacchi feroci e non ricevono la protezione delle divinità celesti, mentre gli autori degli attacchi non subiscono una punizione immediata. I tre punti possono essere riassunti come segue.
Primo, la ragione per cui i devoti del Sutra del Loto non ricevono la protezione delle divinità celesti quando vengono perseguitati è che gli stessi devoti hanno creato un karma negativo offendendo la Legge nelle loro esistenze precedenti. Nichiren dice che se i devoti non hanno questo tipo di karma negativo, allora coloro che li perseguitano subiranno sicuramente qualche tipo di punizione immediata.
Secondo, gli icchantika, i miscredenti incorreggibili, non subiranno alcuna punizione immediata, anche se commettono gravi offese in questa vita, perché sono già destinati a cadere nell'inferno nella loro prossima esistenza.
Terzo, la protezione delle divinità celesti non si manifesta perché esse hanno già abbandonato il paese a causa della diffusione delle offese alla Legge.
Esaminiamo questi punti uno alla volta sulla base delle affermazioni di Nichiren.

«Se consideriamo la seconda parte della tua domanda [letteralmente: il cuore della questione], dobbiamo notare i seguenti punti. Coloro che non hanno commesso l'errore di offendere il Sutra del Loto nelle loro esistenze precedenti, diventeranno devoti del Sutra del Loto nella loro vita presente. Se queste persone dovessero incontrare persecuzioni sotto la falsa accusa di avere commesso colpe mondane, allora coloro che li perseguitano subiranno una punizione immediata. Sarebbe come il caso degli asura che scagliarono frecce su Shakra, o degli uccelli garuda che tentarono di mangiare il drago del lago Anavatapta. Ma gli uni e gli altri furono invece sterminati essi stessi. E tuttavia T'ien-t'ai dice: "Le sofferenze e le pene che sopporto attualmente sono tutte dovute alle cause del passato, e le azioni meritorie che compio nella mia vita presente saranno ricompensate nel futuro".  Analogamente, il Sutra della contemplazione della mente come la terra (Shinjikan)afferma: "Se vuoi comprendere le cause che esistono nel passato, guarda gli effetti che si manifestano nel presente. E se vuoi comprendere gli effetti che si manifesteranno nel futuro, guarda le cause che esistono nel presente". Il capitolo del Sutra del Loto Il bodhisattva Mai Sprezzantedice: "Quando le sue colpe furono espiate [egli conseguì la via del Budda]". Questo significa che il bodhisattva Mai Sprezzante fu colpito con tegole e pietre perché nel passato aveva commesso la colpa di offendere il Sutra del Loto.
In secondo luogo, dovremmo notare che le persone che nella loro prossima esistenza sono inevitabilmente destinate a cadere nell'inferno, anche se in questa vita commettono gravi offese, non riceveranno una punizione immediata. Gli icchantika sono un esempio di ciò. [...] Tutte queste similitudini illustrano il fatto che gli icchantika della peggiore categoria nella loro prossima vita cadranno immancabilmente nell'inferno della sofferenza incessante, perciò non ricevono alcuna punizione immediata in questa vita. Essi sono simili ai malvagi sovrani dell'antica Cina, il re Chieh della dinasta Hsia e il re Chou della dinasta Yin. Durante i loro regni il cielo non mostrò alcun fenomeno insolito come avvertimento, perché le loro colpe erano così gravi che le loro dinastie erano già destinate a estinguersi.
In terzo luogo, sembrerebbe che le divinità protettrici abbiano abbandonato questo paese, e questa è probabilmente una delle ragioni per cui i calunniatori non ricevono alcuna punizione immediata. In un'epoca in cui la Legge viene offesa, le divinità protettrici se ne vanno e gli dèi celesti cessano di offrire la loro protezione. Questo è il motivo per cui i devoti dell'insegnamento corretto non ricevono alcun segno del favore del cielo, ma al contrario incontrano gravi difficoltà. Il Sutra della Luce dorata (Konkomyo) afferma: "Coloro che compiono buone azioni si indeboliscono e diminuiscono di giorno in giorno". Viviamo in un paese malvagio e in un'epoca malvagia. Ho discusso tutto questo in dettaglio nel mio trattato intitolato Adottare la dottrina corretta per la pace del paese».

1. Il karma del devoto del Sutra del Loto
Nichiren Daishonin spiega che, nonostante il Sutra del Loto dica che coloro che tormentano i devoti del sutra subiranno una punizione immediata, ciò si riferisce al caso in cui i devoti non hanno commesso la colpa di offendere il Sutra del Loto nelle loro passate esistenze. Però, se i devoti nelle loro vite precedenti hanno offeso il sutra, allora come retribuzione per quella colpa subiranno persecuzioni.
Anche il bodhisattva Mai Sprezzante incontrò grandi tribolazioni a causa delle sue colpe passate. Il sutra fa capire che i quattro tipi di credenti - monaci, monache, laici e laiche - che lo attaccarono violentemente non ricevettero punizioni evidenti fin quando egli non espiò le sue colpe.
La Legge di causa ed effetto è un principio essenziale del Buddismo. Nichiren perciò cita le famose parole del Sutra della contemplazione della mente come la terra: «Se vuoi comprendere le cause che esistono nel passato, guarda gli effetti che si manifestano nel presente. E se vuoi comprendere gli effetti che si manifesteranno nel futuro, guarda le cause che esistono nel presente».
Gli effetti presenti sono dovuti alle cause karmiche del passato. Ma gli effetti futuri sorgono dalle cause che creiamo nel presente. Ciò che conta è sempre il presente. Benché le cause che abbiamo creato nelle nostre vite passate contribuiscano a dare forma al nostro presente, è il nostro presente - ciò che facciamo nel momento presente - che decide il nostro futuro. Le cause passate non governano anche il nostro futuro. Al contrario, Nichiren sottolinea che qualunque sia il tipo di cause karmiche che abbiamo creato nel passato, attraverso le cause che creiamo nel presente possiamo costruire un futuro luminoso. È in questo principio che si trova il vero valore del Buddismo di Nichiren Daishonin. Quando spiega il karma, Nichiren ha sempre lo scopo di mostrare che esso può essere trasformato senza alcun dubbio.
Esaminerò più dettagliatamente la teoria del karma di Nichiren in un'altra occasione. Ora voglio semplicemente confermare che anche le cause che portano a subire grandi persecuzioni vanno cercate all'interno della vita individuale dei devoti del Sutra del Loto. Questo concetto è una parte integrante della dottrina della trasformazione del karma.
Offendere il Sutra del Loto è in realtà un atto supremamente malvagio che sorge dall'oscurità fondamentale, o dall'ignoranza, delle persone. Non esiste colpa più grande che un essere umano possa commettere di quella di negare la fondamentale natura di Budda innata nella vita di tutti gli esseri umani e di offendere il Sutra del Loto - l'insegnamento che ci permette di manifestare la natura di Budda - e coloro che lo diffondono.
L'oscurità fondamentale, la fonte dell'offesa alla Legge, è di per sé la radice di tutto il karma negativo. Ed è vincendo in questa vita sulla nostra oscurità fondamentale attraverso la fede nella Legge mistica che possiamo liberarci dal ciclo della trasmigrazione nei cattivi sentieri trasformandolo in un ciclo di trasmigrazione nei sentieri del bene sulla base della Legge mistica. Questo è il principio della trasformazione del proprio karma.
Sulla questione della punizione, Nichiren spiega che i persecutori di quei devoti che sono liberi dal karma negativo subiranno sicuramente una retribuzione negativa immediata. Va notato che questa retribuzione non viene inflitta da una divinità o da qualche analogo agente esterno. È invece la naturale conseguenza delle azioni commesse e si manifesta in accordo con la Legge di causa ed effetto. Nella concezione buddista la retribuzione negativa, o punizione, dev'essere vista come un effetto negativo basato sulla Legge.
D'altra parte, anche se i persecutori dei devoti che nel passato hanno offeso la Legge non ricevono una punizione immediata, ciò non significa che la faranno franca. Significa semplicemente che la punizione non si manifesta subito; essi tuttavia riceveranno senza dubbio una punizione invisibile. Questo fatto diventa chiaro in connessione al secondo punto della spiegazione di Nichiren, quello relativo agli icchantika.

2. Gli icchantika destinati a cadere nell'inferno
Nichiren spiega che gli icchantika, che sono destinati a cadere nell'inferno nella loro prossima vita, non ricevono una punizione immediata. Egli scrive: «Dovremmo notare che le persone che nella loro prossima esistenza sono inevitabilmente destinate a cadere nell'inferno, anche se in questa vita commettono gravi offese, non riceveranno una punizione immediata. Gli icchantika sono un esempio di ciò».
Come indica questo brano, quando i persecutori sono già destinati a cadere nell'inferno della sofferenza incessante non ricevono immediatamente una punizione visibile per le loro azioni. Nella Lettera a Horen Nichiren dice di simili persone: «Sono come condannati a morte in attesa dell'esecuzione. Mentre sono in prigione, qualunque cattiva azione possano commettere, non subiranno ulteriori punizioni oltre alla pena di morte che è già stata decretata. Invece, i prigionieri che un giorno verranno rilasciati, se in prigione commettono azioni malvagie allora verranno ammoniti».
Nell'Apertura degli occhi Nichiren, citando il Sutra del Nirvana, mette in risalto che sebbene anche una persona molto malvagia possa, grazie a varie influenze, cambiare il proprio cuore e arrivare a pentirsi delle proprie azioni, nel caso degli icchantika, che sono miscredenti incorreggibili, questo non può avvenire.
Gli icchantika sono individui nella cui vita la miscredenza e l'offesa alla Legge sono talmente radicate che essi non nutrono alcun rimpianto o rimorso per le proprie azioni. Ovviamente, anche gli icchantika possiedono la natura di Budda - la causa diretta per conseguire la Buddità. Però, essendo privi della fede necessaria per manifestarla, sono incapaci di aprirsi un varco attraverso l'oscurità che nasconde il loro potenziale interiore più elevato. Di conseguenza, si comportano come se non possedessero affatto la natura di Budda, e la loro mente e le loro azioni sono impregnate di malvagità. Sono come persone immerse nell'oscurità anche quando il sole splende nel cielo, perché la loro stessa vita è ricoperta da spesse nubi che impediscono alla luce di filtrare.
Coloro che sono avvolti in queste tenebre sono incapaci di credere che la natura di Budda esista nella loro vita e in quella degli altri. Inconsapevoli del fatto che stanno offendendo la Legge, si avviano inesorabilmente verso l'abisso dell'inferno.
Inoltre, benché questi calunniatori non subiscano una punizione immediata, sono immancabilmente tormentati da una paura e da un'angoscia di fondo che sorgono dalla loro incapacità di credere nella loro stessa natura di Budda. Questa paura e questa angoscia li tormentano costantemente e distruggono la loro vita. Perciò, anche nella fase in cui la loro retribuzione negativa non appare immediatamente in una forma visibile, essi stanno già subendo una chiara punizione invisibile. Perciò Nichiren dichiara: «Le persone che disprezzano i devoti del Sutra del Loto sulle prime sembra che non subiscano una punizione, ma alla fine sono tutti destinati alla rovina».

3. Le divinità celesti abbandonano il paese
Come terzo punto, c'è la questione dell'allontanamento delle divinità celesti. Nichiren scrive: «Sembrerebbe che le divinità protettrici abbiano abbandonato questo paese, e questa è probabilmente una delle ragioni per cui i calunniatori non ricevono alcuna punizione immediata. In un'epoca in cui la Legge viene offesa, le divinità protettrici se ne vanno e gli dèi celesti cessano di offrire la loro protezione. Questo è il motivo per cui i devoti dell'insegnamento corretto non ricevono alcun segno del favore del cielo, ma al contrario incontrano gravi difficoltà».
Questo brano si riferisce al principio delle divinità benevole che ascendono al cielo. In altre parole, private del loro sostentamento - il "sapore della Legge" - a causa della diffusione delle offese all'insegnamento corretto, esse abbandonano il paese e ritornano nei loro luoghi d'origine. Nichiren parla di questo principio anche nel suo trattato Adottare la dottrina corretta per la pace del paese, in cui dice: «Gli uomini di oggi voltano le spalle a ciò che è bene e seguono ciò che è male. Questa è la ragione per cui le divinità benevole hanno abbandonato il paese e i saggi se ne sono andati e non ritornano. E al loro posto arrivano diavoli e demoni, e si susseguono i disastri e le calamità».
Il fatto che le divinità celesti abbiano abbandonato il paese significa che esse non svolgeranno più la funzione di proteggere i devoti del Sutra del Loto e di punire i calunniatori della Legge. Di conseguenza, questi ultimi non subiscono la retribuzione negativa immediata per le loro colpe.

Il voto e la pratica di dedicare la propria vita alla propagazione del Sutra del Loto
Come ho appena discusso in dettaglio, nell'Apertura degli occhi Nichiren spiega in tre punti i motivi per cui i devoti del Sutra del Loto incontrano persecuzioni e coloro che li perseguitano non sempre ricevono una punizione immediata. Come abbiamo visto, i tre punti sono: 1) i devoti in questione hanno commesso la colpa di offendere il Sutra del Loto in una passata esistenza; 2) gli icchantika offendono il Sutra del Loto con la loro miscredenza incorreggibile, una colpa che li destina all'inferno nella loro prossima vita; 3) le divinità celesti abbandonano il paese quando imperversano le offese all'insegnamento corretto. L'offesa al Sutra del Loto - che è sinonimo di offesa alla Legge o all'insegnamento corretto - è dunque il denominatore comune di tutti e tre i punti.
I vari mali che colpiscono un devoto del Sutra del Loto sono tutti profondamente connessi al male fondamentale dell'offesa alla Legge. Questo perché i devoti del Sutra del Loto praticano la Legge o l'insegnamento corretto. La loro pratica, basata su un'energica denuncia delle offese alla Legge, suscita una reazione violenta dell'oscurità fondamentale nella vita degli icchantika, che si manifestano allora come i tre potenti nemici e attaccano i devoti con violenza.
La battaglia dei devoti del Sutra del Loto ha lo scopo di riformare il regno del Buddismo sradicando il male dell'offesa alla Legge. È per questo che i devoti del sutra sono destinati a incontrare difficoltà in conseguenza degli attacchi che inevitabilmente sorgono per contrastare i loro sforzi. Tali difficoltà, però, servono a forgiare e a temprare la vita dei devoti, permettendo loro di espiare la colpa di avere offeso il Sutra del Loto nelle loro passate esistenze. Inoltre, tutte le persecuzioni che subiscono derivano dal loro impegno di mettere in grado le persone di un'epoca malvagia di stabilire la Buddità nella propria vita. Poiché i devoti intraprendono una simile battaglia, conseguono uno stato di vita talmente vasto che possono vedere le loro difficoltà come "pratiche pacifiche".
D'altro lato, il fatto di perseguitarei devoti del Sutra del Loto fa sì che nella vita degli icchantika l'oscurità fondamentale si manifesti con forza ancora maggiore. La loro vita diventa totalmente permeata dalla miscredenza e dall'offesa al Sutra del Loto, e di conseguenza essi subiscono la punizione invisibile che li condurrà a cadere nell'inferno.
Inoltre, l'influenza degli icchantika causa la diffusione in tutto il paese della miscredenza nell'insegnamento corretto e dell'offesa alla Legge, facendo svanire le funzioni protettive delle divinità celesti.
I devoti del Sutra del Loto che ciononostante non si lasciano intimidire e, superando le difficoltà, perseverano nella propagazione dell'insegnamento corretto riescono a far emergere il mondo di Buddità nella propria vita. Questa lotta dei devoti del sutra per propagare la Legge mistica non è solo una lotta per trasformare il proprio karma individuale e conseguire la Buddità nella vita presente, ma è anche una lotta per "adottare la dottrina corretta per la pace del paese" allo scopo di rivitalizzare le funzioni delle divinità celesti e portare pace e sicurezza alla società.

Il Buddismo di Nichiren forgia lo "spirito combattivo"
Entrambi i dubbi che abbiamo discusso - ovvero, se Nichiren è il devoto del Sutra del Loto, perché le divinità celesti non lo assistono, e perché i suoi persecutori non subiscono una punizione immediata? - derivano da una visione passiva della fede buddista, che porta le persone a limitarsi a implorare le divinità celesti e ad aspettare la loro protezione.
Nichiren risponde a questi dubbi con la ragione e la logica, fornendo una prova teorica. Egli proclama che la Legge mistica è la chiave per trasformare il proprio karma e realizzare una società pacifica, ed è perciò la forza che può riattivare anche le divinità celesti che hanno abbandonato il paese. Nichiren esprime questo concetto verso la fine dell'Apertura degli occhi, nel suo grande voto che comincia con le frasi: «Questo io affermo. Che gli dèi mi abbandonino. Che tutte le persecuzioni mi assalgano. Io continuerò a dare la mia vita per la Legge!».
Considerato alla luce dell'immenso stato di vita di Nichiren che incarna le tre virtù di sovrano, maestro e genitore, il Buddismo di Nichiren non è un insegnamento che si duole dell'assenza di protezione da parte delle divinità celesti. Al contrario, lo scopo del Buddismo di Nichiren è quello di rivitalizzare le potenti funzioni delle divinità celesti in tutto il paese e di realizzare una società ideale lavorando attivamente per adottare la dottrina corretta per la pace del paese.
Nella mia mente posso udire Nichiren Daishonin che esorta vigorosamente i suoi seguaci: «Se non lottate ora, allora quando lotterete? Miei seguaci, alzatevi con coraggio! Se lottate col cuore di un re leone, potete espiare tutte le colpe passate e trasformare il vostro karma! Conduciamo all'Illuminazione persino gli icchantika che ci perseguitano, e liberiamo l'umanità dall'oscurità fondamentale! Stabiliamo la dottrina corretta per la pace del paese e costruiamo un mondo in cui tutti possano vivere insieme felicemente e pacificamente».
Il Buddismo di Nichiren Daishonin forgia lo spirito "combattivo", che potrebbe essere definito l'essenza dell'Apertura degli occhi.
Di conseguenza, al livello più profondo, i due dubbi che abbiamo preso in esame possono essere risolti solo quando ognuno di noi si alza da solo col grande desiderio di kosen-rufu e fa il voto di dedicare la sua vita a diffondere il Sutra del Loto con lo spirito di "non risparmiare la propria vita" e di "dedicarsi altruisticamente alla propagazione della Legge".
Il trattato di Nichiren Daishonin rivela il vero significato di "apertura degli occhi", perché risveglia tutte le persone all'autentico spirito del Buddismo e le esorta a fare personalmente il voto di vivere con umanità restando fedeli alla Legge.

(Traduzione di Momi Zanda) Buddismo e Società n.118 - settembre ottobre 2006
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