Un voto per l'Illuminazione di tutte le persone

«Io, Nichiren, sono l'unica persona in tutto il Giappone che capisce questo [che le altre scuole buddiste propongono insegnamenti calunniosi e fanno cadere le persone nei cattivi sentieri dell'esistenza, n.d.r.]. Ma se pronuncio anche una sola parola al riguardo, allora genitori, fratelli e maestri sicuramente mi criticheranno, e il sovrano del paese prenderà provvedimenti contro di me. D'altronde, sono pienamente consapevole che se non parlo apertamente, manco di compassione. Ho riflettuto su quale strada prendere alla luce degli insegnamenti dei Sutra del Loto e del Nirvana. Se rimango in silenzio, posso evitare le persecuzioni in questa vita, ma nella prossima cadrò senza dubbio nell'inferno della sofferenza incessante. Se parlo, sono pienamente consapevole che dovrò lottare contro i tre ostacoli e i quattro demoni. Ma di queste due strade, quella da scegliere è sicuramente la seconda.
Tuttavia, se io dovessi vacillare nella mia determinazione di fronte alle persecuzioni del sovrano, sarebbe meglio non parlare. Riflettendo su questo, mi sono ricordato degli insegnamenti del capitolo L'apparizione della torre preziosa sulle sei azioni difficili e le nove azioni facili. Persone come me, di scarsa forza, potrebbero nondimeno sollevare il monte Sumeru e scagliarlo in aria; persone come me, prive di poteri sovrannaturali, potrebbero nondimeno portare sulle spalle un carico di erba secca e non bruciare nel fuoco alla fine del kalpa di declino; e persone come me, che mancano di saggezza, potrebbero nondimeno leggere e memorizzare un numero di sutra pari ai granelli di sabbia del fiume Gange. Ma queste azioni non sono difficili, ci viene detto, se paragonate alla difficoltà di abbracciare anche una sola frase o un solo verso del Sutra del Loto nell'Ultimo giorno della Legge. Ciononostante, io feci il voto di risvegliare in me il potente e invincibile desiderio della salvezza di tutti gli esseri viventi e di non esitare mai nei miei sforzi».
È il potere dello spirito che forgia gli esseri umani, ne rafforza e ne arricchisce il carattere. Le qualità distintive di un individuo eccezionale sono generate da una solida filosofia e da un impegno tenace. L'apertura degli occhi è un trattato che contiene entrambe queste caratteristiche al massimo grado.
Dico che contiene la filosofia più profonda perché espone il grande insegnamento dell'ottenimento della Buddità delle persone comuni, un concetto che incarna la suprema compassione aprendo la strada alla salvezza di tutta l'umanità. Nichiren riconobbe l'esistenza dell'eterna Legge mistica nella vita apparentemente transitoria degli esseri umani, e stabilì una via che mette in grado ogni persona di far emergere il potere della Legge. In ciò si trova la filosofia più profonda, autenticamente capace di dare speranza e coraggio a tutte le persone.
Con l'impegno più tenace intendo l'impegno per kosen rufu, il voto di propagare - per quanti ostacoli e forze demoniache possano sorgere - il grande insegnamento che può liberare l'umanità dall'infelicità. Inutile dire che ciò che sta alla base di questo impegno è lo spirito di dedizione altruistica alla Legge e l'immensa compassione che permette di immedesimarsi con le sofferenze degli altri e di coltivare il loro infinito potenziale.
Nell'Apertura degli occhi Nichiren all'inizio rivela che il principio concreto dei "tremila regni in un singolo istante di vita", riposta nelle profondità del sutra, è l'insegnamento che deve essere propagato nell'Ultimo giorno della Legge per l'Illuminazione di tutta l'umanità. Abbiamo già discusso in dettaglio questo argomento.
Poi identifica il vero devoto del Sutra del Loto che diffonderà questo grande insegnamento. In altre parole, dopo aver rivelato la Legge fondamentale per conseguire la Buddità, concentra la sua attenzione sulla "persona" che propagherà questa Legge.
All'inizio di questa seconda parte del Gosho Nichiren parla del suo voto di diffondere la Legge mistica nell'Ultimo giorno, il voto che fece quando decise di proclamare il suo insegnamento. Ciò mostra la grande importanza di fare personalmente una promessa o un voto quando si intraprende la sfida di propagare la Legge nella nostra epoca.

L'offesa alla Legge deriva dall'oscurità fondamentale che nega il potenziale umano per la Buddità

Accennando a quanto sia difficile realizzare kosen rufuin quest'ultima epoca, Nichiren dice: «Nel Sutra del Nirvana il Budda predisse che nell'Ultimo giorno della Legge coloro che aderiranno all'insegnamento corretto saranno pochi come i granelli di terra che possono stare su un'unghia, mentre coloro che lo calunnieranno saranno numerosi come i granelli di terra di tutte le terre delle dieci direzioni [...]. Coloro che cadono nei cattivi sentieri a causa di crimini comuni saranno irrilevanti di numero come i granelli di terra su un'unghia, mentre coloro che vi cadono per avere violato gli insegnamenti buddisti saranno numerosi come i granelli di terra di tutte le terre delle dieci direzioni. Più monaci che laici, e più monache che laiche, cadranno nei cattivi sentieri». L'Ultimo giorno della Legge è descritto come un'epoca impura. Si dice che sia un'epoca in cui le persone hanno una scarsa capacità di comprendere il Buddismo e in cui i monaci e le monache delle varie scuole buddiste diventano sempre più corrotti. Per quanto queste circostanze siano ovviamente importanti, il vero motivo per cui la propagazione nell'Ultimo giorno della Legge è molto più difficile che durante il Primo o il Medio giorno della Legge non può essere compreso senza prendere in esame il concetto di offesa alla Legge.
Offendere la Legge significa denigrare l'insegnamento corretto. L'offesa alla Legge sorge dal non credere in quell'insegnamento. "Insegnamento corretto" indica il Sutra del Loto, che espone l'Illuminazione di tutte le persone. È un insegnamento che ci dice che ognuno di noi può conseguire la Buddità. Ma questo è difficile da accettare, perché si tende a pensare ai Budda come esseri trascendenti e sovrumani, in qualche modo differenti e separati dai comuni mortali. Influenzati da questa visione, tradizionale e autoritaria, della fede e della religione buddista, gli individui sono incapaci di credere nel Sutra del Loto e nel suo insegnamento di Illuminazione universale.
A causa della loro esperienza di vita reale, gli esseri umani hanno difficoltà anche a credere di possedere il potenziale per la Buddità. Quando si trovano nel pieno di qualche situazione difficile e dolorosa, non riescono a immaginare che qualcuno che sta soffrendo come loro possa mai diventare un Budda. Alla stessa stregua, tuttavia, quando le cose vanno bene, essi tendono a pensare di non avere alcun bisogno di ricercare l'Illuminazione o di conseguire la Buddità, dal momento che sono già felici.
In entrambi i casi, è raro che una persona abbracci effettivamente la fede nell'insegnamento corretto. Di conseguenza, poiché l'idea dell'Illuminazione universale è così difficile da accettare, molti sono inclini a preferire religioni autoritarie che predicano la fede in divinità o Budda trascendenti e sovrumani e impongono la necessità dell'intermediazione del clero tra l'individuo e tali esseri trascendenti.
Quando un praticante del Sutra del Loto - che si sforza di mettere in grado ogni persona di conseguire l'Illuminazione - appare in una società dove predominano queste credenze, molti individui, testardamente attaccati alle proprie convinzioni, si risentono e lo perseguitano - proprio lui, l'unico che sta effettivamente praticando l'insegnamento corretto.
Per esempio il tredicesimo capitolo del Sutra del Loto, Esortazione alla devozione, descrive il modo in cui i tre potenti nemici deridono i praticanti del sutra, chiamandoli con sarcastico disprezzo «Voialtri, Budda!». Ciò mostra come tali persecuzioni sorgano dal non credere e dall'offendere l'insegnamento corretto che espone l'Illuminazione di tutte le persone.
Gli insegnamenti hinayana e quelli mahayana provvisori o affermano che Shakyamuni è un essere straordinario dotato di una condizione vitale che gli esseri umani non potranno mai raggiungere, oppure parlano solo di Budda trascendenti, lontanissimi dal mondo fenomenico, come il Budda Amida o il Budda Mahavairochana. Le scuole buddiste basate su questi insegnamenti emersero durante il Primo e il Medio giorno della Legge: più la loro attenzione si rivolgeva a Budda ultraterreni più alla fine diventavano autoritarie.
Nell'Ultimo giorno della Legge le persone non riescono ad afferrare il vero significato del Sutra del Loto e sostengono sempre più rigidamente che la religione autoritaria è quella corretta; l'atteggiamento religioso prevalente è un atteggiamento di dipendenza e di sottomissione al potere o alla benevolenza di Budda o divinità trascendenti. Di conseguenza, l'attaccamento delle persone alla fede negli insegnamenti delle proprie scuole buddiste diventa ancora più forte, e le opinioni errate dilagano sempre più, come evidenziano le parole di Nichiren: «Coloro che aderiscono allo Hinayana rifiutano il Mahayana, e coloro che aderiscono agli insegnamenti provvisori attaccano il vero insegnamento». Vale a dire che prevalgono le scuole buddiste che calunniano il Sutra del Loto.
Alla fine, queste scuole fungono da influenze negative che inducono molte persone a non credere nel Sutra del Loto o a offenderlo, creando la deprecabile situazione in cui «coloro che vi cadono [nei cattivi sentieri] per avere violato gli insegnamenti buddisti saranno numerosi come i granelli di terra di tutte le Terre delle dieci direzioni». Originariamente il Buddismo è un insegnamento finalizzato a mettere in grado gli esseri umani di conseguire la Buddità. Tuttavia, come conseguenza della fede nelle dottrine erronee esposte dalle varie scuole buddiste, le persone cadono invece nei cattivi sentieri. Questo è ciò che succede nell'Ultimo giorno, quando la Legge è sul punto di scomparire.
Nichiren da solo si alzò in piedi per condurre all'Illuminazione le persone di quest'epoca oscura. Per questa ragione chiarì in dettaglio la natura demoniaca che si celava nelle varie scuole buddiste del suo tempo. Nell'Apertura degli occhi, prima di parlare del voto che fece quando decise di dichiararsi come il devoto del Sutra del Loto, Nichiren Daishonin smaschera e denuncia severamente la natura demoniaca di queste scuole, degenerate fino al punto di sostenere insegnamenti calunniosi e sviare le persone facendole cadere nei cattivi sentieri dell'esistenza. Nichiren identifica questa natura demoniaca come una manifestazione del principio dei «demoni malvagi che entrano nel corpo».

I preti di alto rango che manifestano la natura demoniaca sono la causa prima dell'offesa alla Legge

Nell'Apertura degli occhi, Nichiren Daishonin puntualizza che i demoni prendono possesso dei preti di alto rango che sembrano conoscere a fondo gli insegnamenti buddisti e attraverso di loro operano per trarre in inganno molte persone. In altre parole, le funzioni demoniache penetrano nella vita di coloro che esercitano una grande influenza spirituale sulla società, allo scopo di confondere un gran numero di persone causandone la caduta nei cattivi sentieri.
Gli insegnamenti che Shakyamuni espose prima del Sutra del Loto non sono calunniosi di per sé. Il problema sono i preti degenerati che sono attaccati a questi insegnamenti e ne fanno un cattivo uso, denigrando il Sutra del Loto; questa è la causa prima dell'offesa alla Legge. Si può dire inoltre che la propagazione dell'insegnamento corretto nell'Ultimo giorno comincia col vincere l'ignoranza e l'illusione di coloro che sostengono questi preti calunniatori.
Come indica Nichiren quando dice: «L'oscurità fondamentale si manifesta come il re demone del sesto cielo», la vera natura del re demone è quella dell'oscurità fondamentale, o illusione, che risiede nella vita di tutte le persone. Per dissipare questa ignoranza innata nel cuore delle persone è necessario contrastare risolutamente e sconfiggere le influenze demoniache e quelli che il Buddismo chiama "cattivi amici". È per questo che il corretto insegnamento buddista ha sempre sottolineato l'importanza di stare costantemente in guardia contro le influenze negative, riconoscendole per ciò che sono e combattendole.
Solo Nichiren, circa duecento anni dopo l'inizio dell'Ultimo giorno della Legge, riconobbe la vera natura interiore di questi preti "posseduti dai demoni".
Se un devoto del Sutra del Loto proclama apertamente la verità in un tempo in cui tutti hanno perso di vista l'insegnamento corretto, i preti malvagi che ingannano le persone avranno paura di essere smascherati e perciò attaccheranno quel devoto. Allo stesso tempo, le persone succubi dell'inganno di quei preti terranno lontano il praticante dell'insegnamento corretto, lo guarderanno con odio e gelosia, parleranno male di lui e alla fine lo perseguiteranno.
Una società in cui prevale l'offesa alla Legge diventerà inevitabilmente una società che opprime il devoto del Sutra del Loto che proclama la verità.
Nichiren era ben consapevole di ciò. Ciononostante, da solo decise di alzarsi in piedi per il bene della gente. La sua consapevolezza degli ostacoli che avrebbe trovato davanti a sé è evidente nella costante attenzione che diede a questo tema e nella lotta decisiva che intraprese nel suo cuore prima di risolversi a proclamare il suo insegnamento.
Nell'Apertura degli occhi Nichiren descrive in parte questa sua profonda introspezione. [Vedi la citazione all'inizio di questa lezione, n.d.r.]. Sono convinto che la sublime lotta interiore di Nichiren Daishonin, che si evince dalle sue parole, sarà riconosciuta eternamente come una pagina importante della storia spirituale dell'umanità.

Da soli alzarsi in piedi sulla base di un voto

Dicendo «Io, Nichiren, sono l'unica persona in tutto il Giappone che capisce questo» il Daishonin indica che lui solo comprende che nel paese imperversano influenze malvagie che portano le persone a offendere la Legge.
Alla luce dei Sutra del Loto e del Nirvana e delle altre scritture buddiste, è chiaro che se si cerca di avvertire le persone del fatto che il paese è dominato dall'offesa, allora i tre ostacoli e i quattro demoni sorgeranno sicuramente. È egualmente evidente, tuttavia, che non parlare apertamente costituisce una mancanza di compassione e in quanto tale destina una persona a cadere nell'inferno di sofferenza incessante nella prossima vita. Quindi, di fronte alla scelta di parlare o non parlare, Nichiren conclude sulla base dei sutra che deve parlare.
Nella scelta tra affrontare la difficoltà di navigare in un mare in tempesta o accettare la sofferenza di sprofondare in un abisso oscuro, Nichiren indica chiaramente che la condotta corretta è quella di affrontare coraggiosamente e risolutamente le difficoltà.
Naturalmente diffondere l'insegnamento corretto nell'Ultimo giorno non è affatto facile. L'implacabile assalto delle forze demoniache, che spingono le autorità a usare il loro potere per scatenare persecuzioni, può far pagare a una persona un inimmaginabile prezzo sia mentale che fisico. Nichiren, con la sua piena comprensione dell'insegnamento corretto che espone il principio dell'Illuminazione universale, possedeva una profonda intuizione della natura buddica inerente alla vita umana. Questa è probabilmente la ragione per cui fu capace di comprendere acutamente quanto può far paura la natura demoniaca che cerca di impedire la propagazione dell'insegnamento corretto. Per questo dice: «Se io dovessi vacillare nella mia determinazione di fronte alle persecuzioni del sovrano, sarebbe meglio non parlare. Riflettendo su questo [...]».
La lotta contro le forze demoniache è così feroce e implacabile che la mente di una persona può essere attraversata da pensieri come questo: «Se c'è la possibilità che io torni indietro qualora mi trovassi a navigare in mari tempestosi, allora forse sarebbe meglio non partire. Sapendo di essere colpito da una tempesta di funzioni demoniache e di poter vacillare nella mia determinazione, allora forse non dovrei parlare affatto».
In questo modo Nichiren Daishonin rifletté profondamente sulle sfide che aveva davanti, prima di tradurre la propria convinzione in azioni coraggiose. Naturalmente, quando egli dice che qualora avesse poi vacillato nella sua determinazione sarebbe stato meglio non parlare, non lo fa certo per vigliaccheria o debolezza. Nichiren capiva la vera natura delle funzioni demoniache che avrebbe dovuto fronteggiare. Sotto questo aspetto, la sua onesta riflessione su quale fosse la strada da intraprendere era basata sull'autentico coraggio di valutare l'incredibile difficoltà di sconfiggere le forze demoniache che pervadono l'universo.
Benché le parole "riflettendo su questo" possano dare l'impressione di una calma riflessione, nel cuore del Daishonin infuriò un'intensa battaglia. Nel corso di quella lotta interiore Nichiren, che all'epoca aveva poco più di trent'anni, ricordò le sei azioni difficili e le nove azioni facili descritte nell'undicesimo capitolo del Sutra del Loto, L'apparizione della torre preziosa.
Il Budda Shakyamuni descrive le sei azioni difficili e le nove azioni facili davanti all'assemblea dei bodhisattva, allo scopo di incoraggiarli a fare il voto di propagare il Sutra del Loto dopo la sua morte. Le nove azioni "facili" includono imprese praticamente impossibili come sollevare il monte Sumeru e scagliarlo al di là di innumerevoli terre del Budda o attraversare un grande fuoco con un carico di erba secca sulla schiena senza bruciarsi. Ancora più complicate sono le sei azioni difficili - le più ardue di tutte le imprese - che consistono nell'abbracciare e propagare il Sutra del Loto nell'era dopo la morte di Shakyamuni.
Dopo avere spiegato tutto questo, Shakyamuni esorta i bodhisattva presenti a fare il voto di propagare il Sutra del Loto dopo la sua morte, senza preoccuparsi delle difficoltà che ciò può comportare. In seguito, nell'Apertura degli occhi, Nichiren cita questa esortazione di Shakyamuni definendola il primo dei "tre appelli" che compaiono nel capitolo L'apparizione della torre preziosa. La propagazione del Sutra del Loto dopo la morte del Budda è il desiderio di tutti i Budda delle tre esistenze - passato, presente e futuro. Il Budda, pur riconoscendo pienamente la difficoltà di quest'impresa, esorta i bodhisattva che gli succederanno a intraprendere coraggiosamente questa sfida.
Le sei azioni difficili e le nove azioni facili esprimono l'intento del Budda. Il Budda, pur indicando schiettamente l'immensa difficoltà di diffondere il Sutra del Loto dopo la sua morte, esorta solennemente i suoi discepoli a fare un voto. Questo può essere considerato un chiaro messaggio per i praticanti del Sutra del Loto nell'Ultimo giorno, e indica che se essi fanno un voto e stabiliscono una salda fede nel Sutra del Loto, non c'è nessuna difficoltà od ostacolo che non possano superare.
Consideriamo i tre esempi di azioni facili che Nichiren utilizza nel soppesare le proprie possibilità di successo. Egli sottolinea il fatto di essere un comune mortale, descrivendosi come una persona "di scarsa forza", "priva di poteri sovrannaturali" e "mancante di saggezza". Ciò che desidera far capire è che anche se dovesse mancare di forza fisica, di poteri sovrannaturali o di saggezza, una persona che ha fatto voto di dedicarsi con impegno a propagare la Legge e ad avanzare insieme al Budda sarà dotata di forza, coraggio e saggezza illimitati e sarà capace di superare anche gli ostacoli più duri. Questo è il messaggio di infinita speranza implicito nelle sue parole.
In un'epoca malvagia, perseverando nella fede sulla base di un impegno tenace e di un voto incrollabile, anche le persone comuni che mancano di forza possono far emergere da dentro di loro il potere della Buddità per superare le difficoltà e trasformare la loro vita.
Viceversa, anche una persona che possiede una forza fenomenale, poteri sovrannaturali e saggezza può tuttavia trovare estremamente difficile trasformare la propria vita individuale.

Cosa significa nel Buddismo fare un voto

Dopo avere attentamente considerato la questione, Nichiren Daishonin alla fine fa la sua promessa: «Feci il voto di risvegliare in me il potente e invincibile desiderio della salvezza di tutti gli esseri viventi [letteralmente: il desiderio dell'Illuminazione, n.d.r.] e di non esitare mai nei miei sforzi». Un potente e invincibile desiderio dell'Illuminazione indica lo spirito di aspirare a conseguire la Buddità a qualunque costo. Questo è il voto di un bodhisattva.
Infatti, secondo gli insegnamenti mahayana, tutti i bodhisattva fanno quattro grandi voti universali: il voto di salvare innumerevoli esseri viventi, il voto di sradicare innumerevoli desideri terreni, il voto di padroneggiare innumerevoli insegnamenti buddisti, il voto di conseguire la suprema Illuminazione.
Quella che potrebbe essere considerata la forma originale di questi voti dei bodhisattva si trova nel quinto capitolo del Sutra del Loto, La parabola delle erbe medicinali, dove il Budda promette: «Farò traghettare coloro che non hanno ancora traghettato, libererò coloro che non si sono ancora liberati, farò riposare coloro che non hanno ancora raggiunto il riposo, farò ottenere il nirvana a coloro che non l'hanno ancora ottenuto». Questa promessa nell'insieme rappresenta il primo voto di salvare innumerevoli esseri viventi. Esprime chiaramente il fatto che le azioni del Budda sono basate sul suo voto risoluto di condurre tutte le persone all'Illuminazione. Nello stesso brano, possiamo anche trovare delle formule che corrispondono agli altri tre voti.
Nel Buddismo un voto potrebbe essere definito come il potere di recidere le catene del karma, di liberarsi dai vincoli del passato e di forgiare un io che possa guardare con speranza a un nuovo futuro. In altre parole, il potere di un voto rende capaci di svilupparsi tramite gli insegnamenti del Budda, di assumersi la responsabilità del proprio futuro destino sulla base di un solido senso dell'io, e di continuare a sforzarsi a questo fine.
Si può dire che fare un voto è il principio fondamentale del cambiamento. Se da un lato fare un voto comporta ovviamente lo sforzo di cambiare se stessi, questo è anche il principio per trasformare la vita di tutte le persone, come si vede nel voto che il Budda fa nel capitolo La parabola delle erbe medicinali.

La fede nella Legge mistica e nella natura di Budda

Nell'adempiere il voto di far conseguire l'Illuminazione a tutte le persone dell'Ultimo giorno, Nichiren mette in evidenza sopratutto il ruolo della fede.
La fede nell'illimitato potenziale degli esseri umani in quanto entità della Legge mistica può essere considerata l'essenza del Sutra del Loto. Non è solo l'espressione di una fede assoluta nella Legge mistica, ma anche di una fiducia e un rispetto profondi verso tutti gli esseri umani.
Il bodhisattva Mai Sprezzante descritto nel Sutra del Loto, il modello per la propagazione nell'Ultimo giorno, era motivato da questo spirito. Benché venisse ripetutamente attaccato con "bastoni, tegole o pietre" dai quattro tipi di credenti - monaci, monache, laici e laiche - egli perseverava nella pratica di riverire gli altri. Talvolta si ritirava a distanza di sicurezza e diceva ad alta voce parole del tipo: «Anche così, io vi rispetto. Diventerete tutti dei Budda». Continuava a riverire anche coloro che lo ricoprivano di insulti o lo aggredivano fisicamente. La pratica del bodhisattva Mai Sprezzante si basa sul concetto che tutti gli esseri umani senza alcuna eccezione possiedono la natura di Budda. Soprattutto, lui stesso dimostrava di avere un'incrollabile convinzione dell'esistenza della natura buddica nella vita di tutte le persone.
In netto contrasto c'è il caso di Shariputra, che in una vita passata si lasciò sconfiggere dalla dura prova del bramano che gli chiese un occhio, e di conseguenza ritornò agli insegnamenti hinayana. Quando le sue buone intenzioni furono letteralmente calpestate, Shariputra di riflesso gridò: «Questa persona è troppo difficile da salvare!». In definitiva, perse la fede nell'esistenza della natura di Budda in tutte le persone.
Il bramano di questo episodio era il re demone del sesto cielo travestito. È la caratteristica essenziale dei demoni cercare di impedire che la natura di Budda si manifesti in tutti gli esseri umani. In fondo essi cercano di distruggere la fede delle persone nel principio che tutti gli individui sono Budda.
Ci si può sentire comprensibilmente turbati dall'essere odiati e fatti oggetto di attacchi proprio da parte di coloro che si sta cercando di condurre alla felicità. Tuttavia, rimanere fedeli alla propria profonda convinzione - come fece il bodhisattva Mai Sprezzante che continuava a dichiarare: «Anche così, io vi rispetto» - è la caratteristica distintiva dei veri praticanti buddisti nell'Ultimo giorno della Legge. In un certo senso, è il potere del voto e dell'impegno di condurre tutte le persone all'Illuminazione che sostiene la convinzione incrollabile dell'innata bontà degli esseri umani e il profondo ottimismo che sorge da quella convinzione.
Nichiren Daishonin, grazie al suo voto profondo, da solo si alzò in piedi coraggiosamente come devoto del Sutra del Loto e perseverò risolutamente nei suoi sforzi, motivato dal desiderio di salvare tutte le persone che erano indotte dalle influenze demoniache a offendere la Legge. Di conseguenza, come lui stesso aveva previsto, incorse nell'odio dei cittadini di tutto il paese e si attirò una tempesta di persecuzioni.
Nondimeno, Nichiren continuò a lottare con lo spirito risoluto espresso dalle frasi: «Io mi rallegrai, dicendo che avevo atteso lungamente che si arrivasse a questo», «Eppure non sono ancora scoraggiato», «Non ho mai pensato una sola volta di ritirarmi» e «Così, la battaglia continua ancora oggi». Possiamo affermare che la sola forza motrice che sostenne Nichiren per tutta la vita nella sua lotta implacabile è stata il potere del voto che aveva fatto. Tramite il suo esempio, Nichiren ci ha insegnato che mantenendo un voto possiamo fonderci col cuore del Budda e far emergere l'illimitato potere della Buddità dalla profondità della nostra vita.
In un'epoca impura, solo attraverso il potere del voto di condurre tutte le persone all'Illuminazione possiamo sconfiggere i malvagi disegni delle funzioni demoniache che cercano di far proliferare la sfiducia e il dubbio verso gli altri esseri umani.

(traduzione di Momi Zanda) Buddismo e Società n.111 - luglio agosto 2005
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