Porte aperte alle difficoltà

Il successo appena conseguito non dovrebbe distogliere l’attenzione dal prossimo obiettivo, perché le persone di valore incontrano inesorabilmente delle difficoltà. Non si diventa straordinari conducendo una vita piatta e tranquilla.

Ieri, quando gli studenti dell’università Soka hanno eseguito la Nona sinfonia di Beethoven, ho osservato la suonatrice di timpani. Nonostante suonasse con grande energia, quando la partitura lo richiedeva, smorzava con le mani le vibrazioni dello strumento così come ha fatto oggi anche il vostro timpanista. Non soffermatevi troppo a lungo sulle soddisfazioni ottenute quest’oggi ma tenetele sotto controllo proprio come il suonatore ha fatto con i timpani, concentrandovi sulle appassionanti sfide che vi aspettano.
In questi anni ho incontrato molti capi di Stato e ognuno di loro ha lasciato un segno dentro di me. In particolare, ho un ricordo indimenticabile di Zhou Enlai (1898-1976), primo presidente della Repubblica popolare cinese, che incontrai nel 1974 e Rajiv Gandhi, capo del governo indiano, incontrato nel 1985 e assassinato nel 1991. È ancora viva nella mia mente la nobile espressione del suo volto, che evocava l’immagine di un inviato divino.
Il leader indiano era appassionato di fotografia. Le foto da lui scattate, come un diario, ne raccontano la vita. La famiglia Gandhi ha permesso alla SGI di utilizzarne alcune per una mostra che si terrà all’inizio di quest’anno presso il museo Fuji di Tokyo. La realizzazione di questa mostra si è resa possibile grazie al rapporto di fiducia che esiste tra questa famiglia e me. Intendo proseguire nell’impegno di stringere profondi legami di amicizia con persone di ogni parte del mondo.
Ho mantenuto stretti contatti con Sonia, vedova di Rajiv e la figlia Priyanka, che somiglia molto al padre. Ogni volta che la rivedo rimango sorpreso dalla sua crescita. La vitalità e l’energia che emana sono tipiche della gioventù. Seguendo l’esempio del padre si adopera, insieme con la madre, per il benessere dell’India, incurante degli ostacoli e delle difficoltà. È una donna intelligente, di notevole carattere, grande saggezza e solidi principi morali; per questo credo che diventerà un personaggio chiave del prossimo secolo. Il bisnonno di Priyanka, Jawaharlal Nehru (1889-1964), fu il capo del primo governo dell’India indipendente e sua nonna Indira Gandhi (1917-1984), ne fu il terzo primo ministro. Durante gli anni della lotta per la liberazione dell’India, Nehru fu imprigionato nove volte per un totale di 3262 giorni, quasi nove anni.
Le persone di grande valore incontrano inesorabilmente delle persecuzioni e nessuno, se veramente grande, può sfuggire a esse.
Nehru insegnava alla giovanissima figlia Indira la storia dell’umanità attraverso le lettere che le scriveva dal carcere. Che meraviglioso esempio di relazione tra padre e figlia! In una di queste lettere, scritta il giorno di capodanno, commentava: «Come sarebbe noiosa e incolore la vita se non ci fossero ostacoli da superare e battaglie da vincere. Tu che sei sulla soglia della vita, mia cara, non permettere che tristezza e malinconia abbiano il sopravvento. Affronta tutto ciò che la vita ti offre con animo sereno e gioioso. Siano benvenute le difficoltà così come il piacere di superarle». Come sono vere queste parole! Le difficoltà formano il carattere; non si diventa straordinari conducendo una vita piatta e tranquilla. Evitare le lotte e le sfide conduce alla pigrizia e all’inerzia. Il coraggio e l’ottimismo espressi in questa lettera sono un’eredità vivente trasmessa da Nehru alla figlia Indira, da Indira al figlio Rajiv e da Rajiv alla figlia Priyanka.
Allo stesso modo lo spirito della Soka Gakkai è giunto fino a noi trasmesso dal primo presidente Tsunesaburo Makiguchi al secondo presidente Josei Toda e da Josei Toda a me, che lo tramando a voi. Senza dubbio è l’eredità spirituale più preziosa per il bene della pace, della cultura, degli ideali del buddismo di Nichiren Daishonin e per il futuro dell’umanità e del mondo.
Con composta franchezza e serenità Priyanka racconta che la pace e la fratellanza erano state il filo conduttore della vita del padre nonostante le continue critiche e il lungo susseguirsi di attacchi e tradimenti. Afferma che è inevitabile per coloro che difendono il bene essere attaccati e che le persone da guardare con maggior sospetto sono quelle che non vengono mai criticate poiché è proprio questo che rivela che non stanno costruendo niente. Le persone che si sottraggono alle critiche di solito sono paurose, irresponsabili e non agiscono, sforzandosi solo di evitare a tutti i costi le difficoltà. Secondo Priyanka, i corrotti ritengono che non esistano persone veramente buone e non credono che si possa agire con onestà e integrità. I malvagi non riescono a vedere negli altri nobili qualità e perciò essere criticati da costoro è un onore. Queste parole risplendono di un’illuminata saggezza. Desidero sappiate che esistono nel mondo dei giovani leader puri come lei.
Ho risposto a Priyanka che impegnarsi nella lotta per la felicità degli altri, senza curarsi delle critiche, è la più nobile delle battaglie, poiché solo in questo modo la nostra vita è in armonia con la più profonda Legge dell’universo; mentre dedicarsi alla conquista della fama e del successo è squallido, effimero e provvisorio come la luce di una lucciola.
L’ho incoraggiata come fosse mia figlia: «Sii forte, poiché la forza è alla base della giustizia e della felicità. Chi cede di fronte a un momento di crisi, trascurando i valori di onestà e bontà, non è degno di fiducia, al pari dei perversi e dei corrotti. Per questo è necessario che tu sia forte, altrimenti non vincerai mai».
Offro a voi, miei giovani successori che amo come figli, le stesse parole.

D. Ikeda - NR n° 170 - aprile 1996
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