Il re demone

Il Daishonin afferma che il re demone del sesto cielo attacca le forze del bene con i suoi «dieci eserciti», elencati nel Trattato sulla grande perfezione della saggezza: avidità; scoraggiamento; fame e sete; amore dei piaceri; sonnolenza e apatia; paura; dubbio e rimpianto; rabbia; brama di fama e ricchezza; arroganza e disprezzo per gli altri. Sono tutte funzioni demoniache che sorgono dalla nostra interiorità.
Nel Buddismo i "demoni" o "funzioni demoniache" sono definiti "ladri di vita" o "ladri di benefici" (cfr. L'apertura degli occhi di immagini dipinte o in legno, RSND, 1, 77) perché prosciugano la forza vitale necessaria per condurre una vita positiva e ci derubano dei benefici che abbiamo accumulato. I dieci eserciti e il re demone del sesto cielo non sono esseri reali ma rappresentano dinamiche interne della vita. In tal senso conseguire la Buddità è essenzialmente una lotta contro le forze distruttive e la negatività che risiedono nella nostra vita, non contro forze esterne. La via diretta per il conseguimento della Buddità è sconfiggere questa natura demoniaca interiore. Quindi, anche se veniamo derubati di tutti i nostri possedimenti, se siamo colpiti da una malattia o subiamo un incidente, finché la nostra fede rimane salda e incrollabile possiamo nuovamente rialzarci, sfidare la situazione, trionfare e costruire una vera felicità. «È il cuore che è importante» (La strategia del Sutra del Loto, RSND, 1, 889). La natura essenziale delle funzioni demoniache consiste proprio nel cercare di distruggere questo cuore che crede, la cosa più importante. Il Daishonin scrive che il re demone è in guerra con il devoto del Sutra del Loto «per impedirgli di prendere possesso di questa terra impura in cui vivono santi e persone comuni, e strappargliela del tutto»; è un'immagine vivida, che comunica l'aspra battaglia per la supremazia fra le forze del bene e quelle del male. Quando le forze del bene diventano più forti, crescono anche quelle del male, per ostacolarle. Nel momento in cui pensiamo di aver fatto abbastanza, le forze del male contrattaccano. Questa è la realtà della nostra battaglia per kosen-rufu e per il conseguimento della Buddità in questa esistenza. Il maestro Toda dichiarò risolutamente: "Nella grande battaglia di kosen-rufu non possiamo permetterci di essere sconfitti. Non possiamo lasciarci intimidire. Se saremo battuti l'umanità rimarrà per sempre avvolta dall'oscurità. La Soka Gakkai, con la sua nobile missione di condurre le persone alla felicità, non deve mai essere vinta!".

D. Ikeda - Tratto da: Buddismo e Società n° 175 - Marzo-Aprile 2016
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