Le parole del Buddismo: La buddità nella forma presente (Sokushin Jobutsu)

Soku=presente, shin=forma, corpo umano, jo=ottenere, manifestare, Butsu=Illuminazione, Buddità. Diventare Budda non significa cambiare la propria natura ma usarla al meglio per il bene degli altri.

L’illuminazione dei malvagi e delle donne

Ottenere la Buddità nella propria forma presente, cioè senza abbandonare le propria identità di comuni mortali è uno dei principi chiave che il Gran Maestro T’ien-t’ai esplicitò dal Sutra del Loto e in particolare dal capitolo Devadatta, dov’è contenuta questa stupefacente rivelazione. In esso Shakyamuni rivela che suo cugino Devadatta, considerato la malvagità in persona, che per gelosia e risentimento nei confronti del Budda cercò persino di ucciderlo, in realtà era stato suo maestro in un’esistenza passata e perciò avrebbe sicuramente ottenuto l’Illuminazione nel futuro. Nello stesso capitolo il Bodhisattva Manjushri narra che, durante la sua predicazione presso il palazzo del Re Drago, la figlia del re, di otto anni, udendo il Sutra del Loto, aveva ottenuto immediatamente l’Illuminazione. Così facendo il Budda aveva completamente stravolto i suoi insegnamenti precedenti: e specificamente che prima di ottenere l’Illuminazione le persone malvage dovevano sradicare il proprio karma negativo ponendo buone cause per molte vite e che le donne dovevano rinascere uomini prima di poter aspirare all’Illuminazione. Ne Il Sutra della vera riconoscenza Nichiren Daishonin osserva: «Per tutti coloro che credevano nel Sutra del Loto ma non riuscivano a credere del tutto, il quinto volume espone l’essenza dell’intero sutra, la dottrina del raggiungimento della Buddità nella forma presente. Era come se un oggetto nero fosse diventato bianco, come se la lacca nera fosse diventata simile a neve, come se una cosa sporca fosse diventata pulita e pura o il gioiello che esaudisce i desideri fosse stato gettato nell’acqua torbida. Vi si narra di come Ryunyo [la figlia del re dei Naga], avesse ottenuto la Buddità nella sua forma presente di serpente. E a quel punto nessuno poteva più dubitare che anche per gli uomini fosse possibile ottenere la Buddità. Così il Sutra del Loto usa l’Illuminazione delle donne come modello [per rivelare che la Buddità è accessibile a tutti]» (SND, 8, 108).

La Buddità è nella vita di tutti i giorni
Nel Gohonzon, Devadatta rappresenta la condizione vitale d’Inferno e Ryunyo, la figlia del Re Drago, quella di Animalità. E poiché, per il principio del Mutuo possesso dei dieci mondi, ogni mondo contiene gli altri nove, Inferno e Animalità contengono la Buddità e la Buddità contiene Inferno e Animalità. Questa è un’altra rivelazione che appare solo nel Sutra del Loto e che è della massima importanza per capire che la Buddità non è una condizione trascendente ma un potenziale che esiste da sempre in ognuno di noi. Se portiamo avanti la nostra pratica quotidiana con un forte spirito di ricerca possiamo concretizzare ogni giorno quel potenziale fino a che diverrà la tendenza dominante della nostra vita. «Benché nel mio cuore possa avere un po’ di fede nel Sutra del Loto, il mio corpo ha l’aspetto di un uomo, ma è un corpo animale…» (SND, 4 ,77) scrive Nichiren Daishonin in Lettera da Sado. Fisicamente apparteniamo alla specie animale e ciò che contraddistingue la nostra umanità non è la stazione eretta o un cervello più sviluppato ma il nostro comportamento nei confronti degli altri esseri viventi e del nostro ambiente in genere. E nel Sutra del Loto il Bodhisattva Manjushri loda la figlia del Re Drago per la sua dolcezza, gentilezza e sensibilità affermando che «ella prova compassione per gli esseri viventi come fossero suoi figli».

Usare se stessi per salvare gli altri
«Ottenere la Buddità nella forma presente significa sviluppare il forte desiderio di salvare gli esseri viventi – spiega Daisaku Ikeda – e continuare ad aiutare chi soffre con calma e sorridendo anche se si viene derisi e respinti. In tali persone, così come sono, risplende la Buddità» (Saggezza, 2, 169). Quando noi persone comuni diamo prova concreta della nostra pratica buddista superando le difficoltà personali e realizzando i nostri desideri, incoraggiamo anche gli altri a farlo. La rivoluzione umana è essenzialmente un processo che avviene dentro di noi ma la trasformazione interiore si riflette sia nel nostro aspetto fisico che nelle nostre circostanze materiali. E qualsiasi sia l’obiettivo a cui miriamo saremo certi di raggiungerlo se ci sforziamo sempre avendo in mente la visione più grande di kosen-rufu, cioè la realizzazione di una società armoniosa attraverso la propagazione dell’insegnamento di Nichiren Daishonin.

NR n° 285 - 1 luglio 2003
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