Una preoccupazione comune

Di seguito, alcune risposte che Morinaka ha dato durante le sessioni di domande e risposte al corso di studio europeo.

Molte persone col passare del tempo perdono lo spirito di ricerca degli inizi della pratica, si sentono appesantite dalle attività e spesso si sentono in colpa. Come possiamo continuare a praticare traboccanti di fresca determinazione, così da poter accumulare vittorie sia nella nostra vita che per kosen-rufu?
Questa domanda rispecchia una preoccupazione comune, perché la determinazione non è qualcosa che può durare a lungo. L'importante è continuare a determinare, riuscire a rialzarsi ogni volta confermando la propria decisione. Rispondendo a un ragazzo della Divisione futuro che diceva che la sua determinazione non durava più di tre giorni, il presidente Ikeda dice: «Va bene così, rinnovala dieci volte al mese, così durerà trenta giorni!».
Nichiren Daishonin parla di "fede come il fuoco e come l'acqua". Avere fede come l'acqua significa credere sempre, senza mai retrocedere.
Sensei ci ha dato una guida molto profonda su questo punto: la fede ideale sarebbe come l'"acqua bollente", piena di ardore e di passione, e allo stesso tempo costante come l'acqua che scorre.
Bisogna vivere con naturalezza, sinceri con se stessi. Se avete difficoltà a portare avanti la vostra determinazione, si tratta solo di continuare a rinnovarla. A volte praticheremo come l'acqua, a volte come il fuoco o come l'acqua bollente, ma ciò che conta è non smettere mai e continuare ad avanzare senza abbandonare la fede. Non siate perfezionisti o rigidi con voi stessi, non tormentatevi con i sensi di colpa. Se permettete a sentimenti di questo tipo di fermarvi significa che state dando spazio alle funzioni demoniache. La soluzione è semplice: continuate a fare un passo in avanti e a migliorarvi nonostante la situazione. Una persona che continua ad avanzare felice nonostante tutto, sicuramente vince.
Quando ci vede avanzare con questo spirito gioioso, il demone sicuramente scappa... Quindi, cerchiamo di vivere felici, con il cuore leggero!
La storia dell'Europa è segnata da conflitti e divisioni. Inoltre, è un continente che dà molta importanza alla libertà individuale. Per approfondire ancora il nostro motto One Europe with sensei! e poterlo realizzare, può spiegarci il significato dell'unità?
È vero che la storia d'Europa è caratterizzata da conflitti e divisioni, questo è il karma del continente. Perciò è davvero importante approfondire il significato dell'unità basata sugli insegnamenti buddisti. Se chi vive in Europa non crea unità, sarà impossibile realizzare una terra pacifica. Se i membri europei si uniscono tra loro, ciò condurrà alla trasformazione del karma di tutto il continente, all'unità dell'Europa in generale. Come possiamo creare questa unità?
Sul Daibyakurenge di agosto è stato pubblicato un articolo di sensei che tratta della religione basata sulla rivoluzione umana (Siate portabandiera della pace e dell'unità del genere umano).
Perché il presidente Ikeda ha scelto questo argomento per il numero di agosto? Perché il 14 agosto incontrò per la prima volta Josei Toda, e il 24 agosto segna il settantesimo anniversario da quando è diventato membro della Gakkai.
«Attualmente - scrive - il mondo è esposto alla minaccia delle armi nucleari e degli attacchi terroristici. La tempesta della violenza infuria. La sopravvivenza dell'umanità dipende dalla capacità di spezzare questa catena di odio e sfiducia. L'importante è continuare il dialogo con ogni singola persona, senza rassegnarci, come faceva il Bodhisattva Mai Sprezzante che è l'esempio di questo atteggiamento. Ciò significa risvegliarsi alla propria natura di Budda e a quella degli altri.
«Essenzialmente, la causa dei conflitti che viviamo è la sfiducia negli esseri umani. In questo senso il punto focale è rispettare la dignità della vita.
«Il professor Bryan Wilson ha affermato che il movimento della rivoluzione umana della Soka Gakkai è la via più sicura per trasformare questo destino di divisioni e conflitti».
La chiave è sempre il comportamento del Bodhisattva Mai Sprezzante. La sua pratica di inchinarsi con rispetto non è altro che un'incessante lotta interiore per credere fino in fondo nella natura di Budda che tutti possiedono. Non è difficile credere che una bella persona possiede la natura di Budda, ma ci vuole coraggio per pensarlo di tutti, senza eccezioni. Nel Buddismo studiamo che ogni individuo è dotato della Buddità, ma in certi casi non riusciamo a crederci.
I membri che continuano a perseverare nello shakubuku arriveranno a sentirsi convinti che tutti, ma veramente tutti, possediamo la Buddità. Anche i vari problemi all'interno dell'organizzazione, visti da questa prospettiva diventano semplici. Possiamo davvero credere nella natura di Budda dei nostri compagni di fede? Questo è il principio di itai doshin. Quando il numero di persone "risvegliate", che credono nella natura di Budda di tutti aumenta, allora anche la società cambia di conseguenza.
Quando una persona si "risveglia", diventa il punto di riferimento intorno a cui si costrui­sce la rete di solidarietà delle altre persone. Questa è la formula per realizzare la pace mondiale. Penso che il professor Wilson abbia fatto una giusta osservazione: la SGI è un'organizzazione che avanza con sani princìpi verso la pace mondiale. Ha indicato anche il fatto che la riforma interiore di tanti membri della Soka Gakkai scuoterà la coscienza di tante altre persone non praticanti, e ciò condurrà al cambiamento della società.
Nell'articolo citato il presidente Ikeda scrive anche: «Senza dubbio gli ingranaggi della rivoluzione umana sono davvero importanti. Tutto inizia sempre dal cambiamento di una singola persona. Siate convinti che le nostre incessanti attività quotidiane stanno cambiando il mondo e condurranno alla pace mondiale. Questo movimento della rivoluzione umana equivale alla convinzione che ogni singola persona possiede la Buddità. Per questo sono indispensabili la "non dualità di maestro e discepolo" e l'unità di "diversi corpi, stessa mente"».
Sensei ha vissuto sempre prendendosi cura di ogni singola persona, facendone tesoro. Se siamo i suoi discepoli dobbiamo agire fino in fondo seguendo il suo esempio di prendersi cura di ognuno, con la convinzione che tutti possiedono la natura di Budda. Se siamo convinti della Buddità uno dell'altro, naturalmente avanzeremo in itai doshin.
Il punto è se riusciamo a credere nella Buddità insita in ogni singolo compagno di fede che incontriamo. Se non andiamo d'accordo o non riusciamo a creare unità, non stiamo praticando il Buddismo. Perciò l'unico modo per creare unità è elevare la nostra condizione vitale.
Spesso invece di sforzarci di cambiare noi stessi cerchiamo di cambiare gli altri, ma in questo modo l'unità diventa sempre più difficile. La chiave per creare unità è una preghiera seria e sincera per credere nella Buddità di ogni persona, per elevare la propria condizione vitale.
Il motto "One Europe with sensei" esprime perfettamente la non dualità di maestro e discepolo e l'unità di diversi corpi stessa mente. Credo che questo slogan diventerà la linea guida per trasformare il destino non solo dell'Europa, ma di tutto il genere umano.
Nel settembre 2016, sensei ha scritto: «Tra due anni, il 18 novembre 2018, giorno della fondazione della Soka Gakkai, segnerà il quinto anniversario del completamento del Kosen-rufu Daiseido (Palazzo del grande voto di kosen-rufu). [...] Vi prego di promettere insieme a me di lavorare sodo in questi prossimi due anni, insieme ai membri di tutto il mondo, per espandere la nostra rete di Bodhisattva della Terra e far risuonare per l'eterno futuro dell'Ultimo giorno della Legge il "canto di trionfo di maestro e discepolo" con forza, saggezza e allegria». Qual è la cosa più importante per mettere in pratica questa guida?
Il "canto di trionfo di maestro e discepolo" indica la vittoria del discepolo, e il maestro è colui che più di ogni altro si rallegra ed è felice dei resoconti di vittoria dei suoi discepoli. Non potrò mai dimenticare il momento in cui venne completato il Daiseido, il Palazzo del grande voto di kosen-rufu. Il messaggio inviato da sensei in quell'occasione esprime i sentimenti di un discepolo che rende conto di una grande vittoria ai suoi maestri: «Il completamento di questo splendido palazzo è testimonianza indiscutibile della vittoria di maestro e discepolo della Soka Gakkai. Pensando ai miei due grandi maestri e immaginando quanto questo evento li avrebbe resi indubbiamente felici, ho pregato per ripagare il mio profondo debito di gratitudine verso di loro» (NR, 526, 8).
Non esiste onore più grande di poter scrivere pagine di storie di vittorie di maestro e discepolo Soka. Finché ci saranno innumerevoli romanzi di persone comuni che vincono attraverso la non dualità di maestro e discepolo, la SGI potrà prosperare per l'eternità. Le storie di ognuno di voi saranno come sceneggiature di un magnifico film...
Se ci sono la "non dualità di maestro e discepolo" e l'unità di "diversi corpi, stessa mente", kosen-rufu si realizzerà senza alcun dubbio. Per favore, fate risuonare la campana che annuncia la nuova alba di kosen-rufu in Europa, poiché i protagonisti di tutto questo siete voi giovani.

NR n° 612 - 1 ottobre 2017
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