Per la felicità di tutti

Il 9 e 10 settembre a Roma si è tenuta la Consulta nazionale. Di seguito alcuni interventi

La chiave è l'altruismo
Tamotsu Nakajima, presidente della Soka Gakkai italiana

Bisogna avere gratitudine per chi ha lavorato per kosen-rufu prima di noi, siamo arrivati fin qui grazie allo sforzo di tutti, e senza questa gratitudine non possiamo né avanzare né migliorare.
Ogni responsabilità è importante, è un'occasione per tirare fuori tutte le nostre capacità. Ma questo non avviene automaticamente, ci vogliono decisione e sforzo continuo. Non conta il livello di responsabilità, non pensate in termini di alto-basso, ogni ruolo è diverso e ha la sua funzione.
Come buddisti cerchiamo di praticare bene, abbiamo tutti il diritto di ottenere benefici e diventare felici: questa è la ragione per cui pratichiamo. Ma il Buddismo ci insegna che per diventare felici noi bisogna desiderare e fare sforzi continui per la felicità degli altri. La chiave è essere altruisti: ciò che veramente conta è quanto riusciamo ad aiutare gli altri. Tutti i membri di cui siamo responsabili devono diventare assolutamente felici. La nostra organizzazione esiste solo per questo. Quindi, ogni responsabilità che ci assumiamo è un'occasione per realizzare anche la nostra felicità, ma tutto dipende da quanto ci attiviamo, quanto Daimoku recitiamo per gli altri, quanto è forte il desiderio di realizzare kosen-rufu.
Fin dal giorno della sua nomina a presidente della Soka Gakkai, nel 1960, sensei ha pregato ogni giorno perché ci fossero ovunque raccolti abbondanti e non si verificassero calamità e per la felicità di tutte le persone.
In particolare, ora che la Soka Gakkai italiana ha ottenuto l'Intesa con lo Stato è il momento di dimostrare che questa religione può essere utile a tutti gli italiani.
Bisogna tornare alle basi di fede, pratica e studio, ripartire sempre dagli scritti del Daishonin e dalle guide di sensei. Utilizziamo il Gosho e le guide dei tre maestri, accantonando tutto ciò che abbiamo aggiunto in questi anni, le nostre idee e i punti di vista personali. Basarsi sul Gosho significa non soltanto leggerlo, ma utilizzarlo nella vita, sforzarsi ogni giorno di mettere in pratica le parole del Daishonin.
Sensei ci sta chiedendo di "lavorare sodo" insieme a lui per espandere la rete dei Bodhisattva della Terra e costruire le fondamenta eterne della Soka Gakkai mirando al 18 novembre 2018 (NR, 590, 5).
Per rispondere al suo desiderio, quindi, concentriamoci sullo scopo di quest'anno: 4+4 in ogni gruppo, cioè quattro nuovi fedeli più quattro persone che ricominciano a partecipare alle riunioni. E che la metà siano giovani.
È importantissimo che aumentino i giovani.
Nel poema del 1987 dedicato "Ai miei cari amici italiani" sensei rievoca il suo viaggio in Italia del 1981 e il suo incontro con i giovani di allora (NR, 604, 15).
Era il periodo successivo alle sue dimissioni da presidente della Soka Gakkai, a causa dei problemi con il clero della Nichiren Shoshu. Poiché gli era stato vietato di dare guide e incoraggiare i membri in Giappone, proprio in quel periodo sensei iniziò a viaggiare all'estero per realizzare kosen-rufu nel mondo, e fu molto incoraggiato dall'incontro con i giovani italiani.
Anche nelle puntate attuali de La nuova rivoluzione umana il presidente Ikeda racconta di quel viaggio in Italia, nel capitolo che ha intitolato: "Suonate la campana che annuncia l'alba" (NRU, vol. 30). Tutto questo ha un profondo significato. In particolare, per noi italiani, è il momento di fare una nuova partenza insieme a sensei per realizzare la felicità di tutti.

Ripartire da fede, pratica e studio
Anna Conti, responsabile nazionale donne

Sicuramente stiamo vivendo un momento cruciale nella storia di kosen-rufu. Il 2 gennaio il presidente Ikeda compirà novant'anni, e il fatto di poter condividere questa missione di creare "fondamenta eterne" per il nostro movimento insieme a lui, è una grandissima fortuna.
Sensei ha una fiducia illimitata nei giovani e ci chiede di mettere tutta la nostra energia nel sostenere la loro crescita. Questa è una responsabilità che coinvolge tutti, non soltanto i responsabili giovani. Quindi come adulti, uomini e donne, concentriamoci su questo obiettivo facendo shakubuku ai giovani che si trovano intorno a noi, creiamo una nuova ondata per rispondere al desiderio di sensei, così da potergli dedicare tutti insieme una grande vittoria per il suo novantesimo compleanno!
Ora che la Soka Gakkai sta emergendo come religione mondiale è fondamentale ritornare alle basi eterne di fede, pratica e studio, le forze motrici della crescita e della vittoria di tutti i membri della Gakkai.
Durante il recente corso in Giappone, riferendosi alle lezioni del presidente Ikeda su fede, pratica e studio (vedi BS 184 e 185), il responsabile del Dipartimento di studio Masaaki Morinaka si è soffermato in particolare sull'importanza dell'ichinen, della convinzione.
«Questo è il tempo di kosen-rufu, -ha detto-, bisogna essere coraggiosi». Per essere coraggiosi è necessario essere assolutamente convinti di ciò che stiamo facendo. Gongyo e Daimoku sono gli stessi ogni giorno, ma ciò che cambia è il nostro cuore, la determinazione con cui preghiamo. Ogni giorno bisogna ricercare questa convinzione assoluta, eliminando qualsiasi dubbio. Tutto dipende dalla nostra decisione di trasformare qualsiasi karma in missione. La fede non si vede ma si manifesta nelle nostre azioni, nel comportamento: riusciamo a pregare nei momenti più difficili? A proteggere sempre i nostri compagni di fede? A lottare insieme al maestro in qualsiasi situazione? Pur facendo tanto Daimoku e attività, in un istante si azzera tutto se dubitiamo. Cerchiamo di fare Daimoku in modo da «immobilizzare l'insorgere del dubbio», ha detto Morinaka. Il fatto di ottenere una risposta o meno alle nostre preghiere dipende dalla decisione che prendiamo. Tutta la nostra vita andrà di conseguenza. Il potere della fede è imbattibile.
Inoltre, questa fede non è per se stessi, ma per sviluppare una condizione vitale tale da voler condividere la sofferenza degli altri. Si tratta di impegnarsi fino in fondo per aiutare le persone che stanno soffrendo, in modo da guidarle verso la felicità.
L'autentico valore della religione si trova nell'avvicinarsi a coloro che soffrono e sostenerli con compassione. La rivoluzione umana personale e l'espansione di kosen-rufu vanno di pari passo. Questa è la pratica del bodhisattva, per realizzare la felicità nostra e degli altri.
Per questo ci dedichiamo a far conoscere il Buddismo a tutte le persone con cui abbiamo un legame, in accordo con l'appello del Daishonin a «propagare il Sutra del Loto con il suo stesso atteggiamento».
Niente può fermare il progresso del nostro movimento Soka che si basa su fede, pratica e studio, tre requisiti fondamentali che ci consentono di vivere ogni giorno con fiducia e dare speranza agli altri.

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Io sono Shin'Ichi Yamamoto
Come Divisione giovani italiana vogliamo proseguire insieme al maestro fino al 18 novembre 2018 e oltre, con le attività basate su un Daimoku "disperato" per la realizzazione di kosen-rufu in Italia, facendo in modo che i giovani siano il "motore" di queste vittorie.
Abbiamo lanciato la campagna dei giovani uomini "Io Sono Shin'ichi Yamamoto". Vogliamo unirci nello spirito che lega ognuno di noi singolarmente al maestro e per questo i giovani uomini stanno organizzando nel modo più adatto a ogni zona:
- Recitazioni di Daimoku;
- Occasioni per studiare insieme:
- La rivoluzione umana il capitolo "La determinazione" (RU, 10, 1);
- La nuova rivoluzione umana il capitolo "Suonate la campana che annuncia l'alba" (ilnuovorinascimento.org)
- Facciamo così tanto shakubuku da consegnare il Gohonzon a un giovane entro il 31 dicembre 2017 per commemorare con questa vittoria il novantesimo compleanno di sensei (2 gennaio 2018) e per sostenere l'obiettivo di consegnare in ogni gruppo almeno un Gohonzon a un giovane uomo.
Il fatto che il maestro Ikeda stia scrivendo come ultimo capitolo dell'intero romanzo La nuova rivoluzione umana, della sua visita in Europa e in Italia nel 1981 ha un profondo significato: ci sta incoraggiando ad alzarci e metterci alla guida del movimento, pronti a ispirare tutte le persone che incontriamo, facendo emergere, uno dopo l'altro, le e gli "Shin'ichi Yamamoto della nuova era" nelle nostre rispettive località!

NR n° 613 - 15 ottobre 2017
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