La forza delle donne nella società

Come delle vere equilibriste, le donne e le giovani donne allenano costantemente la capacità di destreggiarsi in molteplici ruoli: in famiglia, nelle relazioni, a scuola, sul lavoro. Quattro compagne di fede raccontano come hanno trasformato tale necessità in virtù e fonte di gioia

«La vera forza motrice del cambiamento sono le preghiere delle donne e le loro attività profondamente radicate nella vita quotidiana. La forza delle donne può essere paragonata alla forza della terra. Quando la terra si muove, ogni cosa si muove. I baluardi del potere crollano e anche le montagne apparentemente inamovibili si spostano» (NRU, 11, 50).
L'immagine delle montagne inamovibili usata da Daisaku Ikeda, ben rende quello che ciascuna ha nel cuore quando fronteggia le difficoltà della vita. Da sempre le donne lottano per vedere riconosciuto il proprio ruolo in famiglia e nella comunità, per avere pari diritti, rispetto e purtroppo anche incolumità.
Circa duemilaquattrocento anni fa, per la prima volta Shakyamuni dichiarò nel Sutra del Loto che anche le donne possono conseguire la Buddità. L'esempio della fanciulla drago, infatti, rappresenta il conseguimento della Buddità da parte di tutte le donne ed è «una grande dichiarazione dei diritti umani» (Saggezza, 2, 26). Milleseicento anni dopo, Nichiren Daishonin raccolse il testimone di questa rivoluzionaria affermazione, intuendo che l'unico modo per ripagare il debito di gratitudine verso sua madre era mettere in condizione ogni donna di diventare felice, come manifestazione dell'autentica gratitudine verso la vita, poiché ogni essere è, prima di tutto e in modo indiscutibile, figlio.
Famoso è il passo del Gosho: «Non devono esserci discriminazioni tra coloro che propagano Nam-myoho-renge-kyo nell'Ultimo giorno della Legge, siano essi uomini o donne» (RSND, 1, 341). La Soka Gakkai ha ereditato gli ideali del Daishonin e proseguito questa strada del profondo rispetto verso tutti gli esseri umani.
Di recente, il presidente Ikeda ha affermato che «la nuova era di kosen-rufu nel mondo è soprattutto una nuova era delle donne Soka». Ma cosa vuol dire? Sta a noi comprendere il senso di queste parole, rispondendo concretamente alla fiducia che sensei nutre nei nostri confronti.
Scrive ancora: «Le donne Soka si potrebbero chiamare anche "madri della comunità", che aiutano le altre donne a tracciare la propria via verso la felicità, o "madri di umanesimo", che aprono il sentiero dell'Illuminazione delle donne nell'infinito futuro. Quando la compassione delle madri illuminerà ovunque tutta l'umanità, e tutta l'umanità rispetterà il desiderio di pace che tutte le madri nutrono profondamente, si avrà un enorme cambiamento nella qualità della vita della civiltà contemporanea» (BS, 147, 51).
Il 7 giugno si terrà la seconda riunione generale donne e giovani donne della nuova era, e ci sembrava importante offrirvi una raccolta di esperienze di chi ha affrontanto con una forte preghiera varie sfide, impegnandosi per trasformare ogni circostanza in gioia.
Come scrive Kaneko Ikeda: «Il Daishonin ci promette con assoluta certezza che "l'inverno si trasforma sempre in primavera". Anche se dovessimo affrontare un lungo e rigido inverno di avversità, la primavera arriverà sicuramente nei nostri cuori. La cosa importante è incoraggiarci a vicenda come compagne di fede, facendo un coraggioso passo avanti, e poi un altro, con costanza e umiltà. Questi sforzi creeranno un sentiero costellato di fiori di felicità sul quale i nostri amici nel futuro potranno camminare con gioia e coraggio» (NR, 554, 8).

NR n° 559 - 1 giugno 2015 - di Barbara Amoroso
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