Il seme di una promessa

Hideaki Takahashi (coordinatore della SGI europea)

Sono così felice di essere con voi di nuovo! Quando avevo sedici anni partecipai in Giappone al mio primo corso delle scuole superiori. Eravamo circa tremila tra ragazzi e ragazze, e sensei era lì che aspettava il nostro arrivo! Anche allora faceva molto caldo, non c'era l'aria condizionata, tuttavia non ho mai dimenticato quel meraviglioso incontro, tutta la Divisione futuro riunita intorno a sensei, studiando il Gosho insieme, cantando e dialogando...! Sono certo che anche voi in questi giorni riuscirete a creare ricordi indimenticabili. I vostri legami basati sulla fede dureranno per tutta la vita.
Nel 1966 ebbi la fortuna di seguire per sei mesi un ciclo di lezioni di sensei. Lui ci incoraggiava continuamente a studiare ogni materia, incluse le lingue straniere: «Anche se non ne avete voglia», diceva, «perché quando entrerete nel mondo del lavoro non avrete più tempo per farlo: adesso è il momento di costruire solide fondamenta per la vostra vita».
Inoltre ci spiegava con quale atteggiamento studiare il Gosho: «Per favore non fermatevi al significato letterale, sforzatevi di cogliere il profondo spirito di Nichiren Daishonin direttamente con il vostro cuore».
In quei giorni studiammo insieme a lui L'eredità della Legge fondamentale della vita, dove il Daishonin afferma che «recitare Myoho-renge-kyo con la consapevolezza che non esiste alcuna differenza fra Shakyamuni [...], il Sutra del Loto [...] e noi persone comuni significa ereditare la Legge fondamentale di vita e morte» (cfr. RSND, 1, 189). Quindi è fondamentale recitare Daimoku con questa convinzione: non c'è alcuna differenza fra il Budda, il Gohonzon e voi stessi. In questo modo la Legge mistica fluisce nella vostra vita.
Al termine di quel ciclo di lezioni iniziammo il nostro corso estivo, vicino ad Akone, una famosa località termale. Era il 16 luglio, eravamo un centinaio di ragazzi e ragazze e dopo aver fatto il bagno recitammo insieme a sensei un Gongyo potentissimo. In quel momento decisi con tutto me stesso: «Voglio essere un discepolo di sensei!».
Poi il presidente Ikeda ci parlò della relazione maestro e discepolo: «Il maestro non chiede mai al discepolo di diventare tale, è il discepolo che sceglie il suo maestro». E aggiunse: «Oggi consegno a ciascuno di voi lo stesso seme. Tuttavia dipenderà da ognuno che questo seme cresca e diventi un grande albero. Da oggi in poi non dipende da me, sarà vostra responsabilità».
Da quel giorno, ogni estate io rinnovo la mia promessa.
Sensei sta facendo Daimoku per noi ogni giorno. Quindi promettiamo oggi di realizzare la grandiosa visione del nostro maestro, facciamola diventare realtà!

• • •

Tamotsu Nakajima (presidente della Soka Gakkai italiana)

La realtà è molto dura e forse osservandoci non ci troviamo nemmeno tanto belli e bravi, ma il Sutra del Loto ci assicura che fin dall'infinito passato abbiamo servito un numero incalcolabile di Budda e grazie a questo abbiamo accumulato tantissime capacità. Siamo tutti Bodhisattva della Terra, dobbiamo esserne convinti, siamo tutti pieni di capacità! Per tirarle fuori ci vuole Daimoku e allenamento, ogni cosa che affrontiamo è un'occasione per tirare fuori ancora più capacità.
Nichiren Daishonin dice a un suo discepolo che lui stesso è la torre preziosa, e di recitare Nam-myoho-renge-kyo con questa convinzione (cfr. RSND, 1, 264). Voi siete veramente bravi, dovete convincervi di questo! Più potente del Daimoku non esiste nulla. Il punto è non aver paura. Con il Daimoku potete realizzare qualunque cosa. Se invece si ha paura diventa tutto più difficile.
Ogni giorno, sforzandosi di migliorare, bisogna vivere con molta serietà.

NR n° 610 - 1 settembre 2017
stampa la pagina

Commenti

Posta un commento

E' possibile inserire il tuo vero nome o un nickname scegliendo "Nome/URL"