Il luogo della leggerezza

Alle riunioni di discussione si può incontrare per la prima volta il Buddismo, approfondire la propria fede e, soprattutto, rivitalizzarsi. Oasi di umanesimo, anche Toda e Ikeda le hanno sempre considerate il nucleo del movimento di kosen-rufu

«Nessuna impresa più della riunione di discussione esprime l'impegno sincero e continuo; è proprio questo che le rende così nobili e durature. [...] Lo slancio e la dinamicità che le riunioni di discussione conferiscono all'attività di base determina il ritmo stesso dell'intero movimento di kosen-rufu» (D. Ikeda, NR, 348, 6).
«Perché cerchi la gioia fuori da te, non sai che la puoi trovare solo nel tuo cuore?», domandava Tagore, poeta, scrittore e filosofo indiano. Il Buddismo di Nichiren Daishonin ci permette di attingere alla Buddità, una felicità assoluta, silenziosa e latente, presente nella profondità della nostra vita. Per farla emergere è necessario recitare un forte e sincero Daimoku davanti al Gohonzon così da poter trasformare ogni sofferenza nel massimo valore per noi e per gli altri. E poi abbiamo l'incredibile occasione di poter condividere questa immensa felicità, e assaporarla attraverso i legami con le persone: nelle attività della Soka Gakkai, nei dialoghi che creiamo per parlare di Buddismo, ovunque e con chiunque. Questa gioia assoluta risiede nel nostro cuore, come diceva Tagore, ma non ha senso di esistere se non la si condivide e vive con gli altri. Il meeting di discussione è il momento in cui, riuniti in un simbolico cerchio, questa gioia si moltiplica, aumenta esponenzialmente all'infinito; è il momento in cui si concretizzano in piccoli ma solidi mattoncini, le fondamenta di kosen-rufu, è il luogo in cui fiorisce la causa per una società migliore. «Non importa quanto buia e desolata possa essere la società - disse Josei Toda - fate in modo che le nostre riunioni di discussione siano sempre splendenti e gioiose, permeate di coraggio e convinzione» (Zadankai, I tascabili, esperia, pag. 31).

Un ritmo che funziona
Chiedersi che cosa renda gioiosa una riunione di discussione può apparire vago e dispersivo, ma permette di individuare alcuni punti fondamentali da cui partire sempre affinché il meeting sia un concentrato di carica positiva. Come spiega il presidente Ikeda, tutto parte da una potente e sincera preghiera rivolta al Gohonzon. Barbara, responsabile di gruppo, racconta: «Per preparare lo zadankai, la prima cosa che facciamo è recitare insieme. Cerco di fare in modo che tutti contribuiscano alla preparazione, che gli argomenti siano stimolanti, così che ognuno si senta indispensabile per la buona riuscita del meeting. Nel mio Daimoku c'è sempre il desiderio che i partecipanti possano esprimersi liberamente, essere felici e sentire il valore del Buddismo. Quando le persone vengono apprezzate e messe a proprio agio, fanno emergere la parte migliore di loro». Ciò che trasmette Barbara è una profonda e assoluta fiducia nell'essere umano. «Mi fido del potenziale di tutte le persone del gruppo di cui mi prendo cura prosegue e anche degli ospiti che arrivano. Il mio desiderio, come ci insegna sensei, è che crescano tante persone di valore, con più capacità di quante possa manifestarne io ora». Questo Daimoku profondo è la base da cui partire per dare al meeting un ritmo vincente e gioioso. Anche Manuela, una giovane donna, racconta le sue impressioni sulla preparazione: «Quello che mi emoziona è l'armonia delle voci del Daimoku che precede la riunione. Parte tutto da lì. Il cuore si scalda ed esce una gioia senza limiti». Josei Toda disse: «Considerate ogni riunione, grande o piccola che sia, importante. Tutto parte dalle persone che partecipano a queste riunioni, perciò dobbiamo fare in modo che ciascuna di esse sia un successo». E sensei continua: «Coloro che si prendono la responsabilità di condurre la riunione dovrebbero studiare e prepararsi in anticipo, raccogliendo saggezza e creatività per assicurare che sia una grande esperienza per tutti. Il successo di una riunione è determinato dalla preparazione» (Ibidem, pag. 46).

Il dialogo rinvigorisce
Può capitare di arrivare alle riunioni di discussione stanchi, di non essere riusciti a prepararsi al meglio oppure che durante l'incontro accadano degli imprevisti. Ciò che conta è mettere da parte il giudizio verso noi stessi e verso gli altri, e decidere, in un istante, di dare comunque il nostro cento per cento. Non c'è niente di più bello di una riunione di discussione permeata dal calore umano di persone che lottano per superare le innumerevoli difficoltà della vita.
Stefania, una studentessa, dice: «Per me ciò che rende gioioso un meeting sono l'apertura e la cura che si hanno verso gli altri. Tutto dipende dall'atteggiamento che si ha con la persona di fronte, che sia un ospite o un amico. C'è gioia nel rispettare profondamente gli altri: è bello che tutti ascoltino in silenzio, senza fretta, interessati e sorridenti!». Anche per Adonai, da poco membro della Soka Gakkai, la felicità si propaga proprio a partire dal sostegno tra le persone: «Sento gioia ogni volta che sostengo qualcuno e negli zadankai è così. Nonostante le diversità ci si aiuta sempre. Anche quando non ho voglia di andarci, mi sforzo e alla fine ne esco sempre rinvigorito». Questo scambio sincero permette di sperimentare un modello alternativo di società, dove ognuno brilla per la propria unicità, in cui la singola differenza si trasforma in valore aggiunto. Ognuno può "mettersi a nudo" e aprire liberamente il proprio cuore raccontando esperienze di fede e lotte quotidiane così da ispirarsi a vicenda per rilanciare e ripartire insieme.
Il filosofo Lou Marinoff ha definito le riunioni di discussione come «una forma di pratica per raggiungere una più profonda conoscenza di sé attraverso l'ascolto delle esperienze degli altri» (D. Ikeda, NR, 348, 4). In questo senso le esperienze di fede sono il nucleo fondamentale da cui nasce la speranza e la solidarietà, il faro che illumina il mondo. Ogni persona può riconoscersi nei racconti degli altri e ritrovare la voglia di vincere. Sensei infatti dice che «l'azione coraggiosa di partecipare a una riunione di discussione apre la via a un futuro colmo di vittoria e di illimitata speranza. Non dimentichiamo che le voci piene di convinzione che risuonano nelle riunioni di discussione, come una bellissima melodia di una nuova era, annunciano l'alba di una civiltà globale basata sul dialogo» (Zadankai, Tascabili, esperia, pag. 32).

Divertenti, utili e significative
A diciannove anni, il 14 agosto del 1947, il giovane Ikeda partecipò alla sua prima riunione di discussione: «Sullo sfondo rovinoso di un Giappone devastato, il mio cuore di ragazzo cercava una via certa nella vita» (Ibidem, pag. 7). Fu allora che conobbe Toda e il Buddismo di Nichiren Daishonin. Ikeda, dopo quel primo incontro, decise di iniziare a praticare. Trovò nel Buddismo tutte le risposte che cercava sul significato della vita. Sentì che poteva fidarsi di Toda, che avrebbe voluto realizzare la sua rivoluzione umana al fianco di quell'uomo per eliminare l'infelicità dal mondo. «Ero affascinato dalla sua personalità e allo stesso tempo profondamente colpito dall'ottimismo e dalla profondità filosofica di quella riunione di gente comune» (Ibidem). Quel meeting cambiò completamente la sua vita.
Un incontro può lasciare un segno indelebile nell'esistenza di una persona. A questo proposito Cassandra, una giovane donna, descrive che cosa rende, secondo lei, speciali le riunioni di discussione: «Sono un'oasi di pace dove meravigliosi Bodhisattva della Terra si riuniscono per avanzare uniti con lo spirito del nostro maestro. Quello che sento è che la gioia negli zadankai scaturisce dalla profonda unione tra i partecipanti e quando emerge in tutta la sua bellezza la relazione maestro e discepolo». Tuttora Ikeda, passati sessantasette anni da quel primo incontro, come presidente della Soka Gakkai Internazionale, recita Daimoku per la felicità dei membri di tutto il mondo e per la buona riuscita di tutti gli zadankai: «Ogni mese, quando si avvicina la settimana delle riunioni di discussione, sento un crescente entusiasmo. Immagino la luce calda che brilla dalle finestre dei luoghi di riunione [...]. Sento le voci felici dei membri che cantano le canzoni della Gakkai e le loro risate piene di gioia. Immagino gli argomenti che vengono trattati e le determinazioni espresse da ciascuno. Amo queste riunioni e vorrei poter stare seduto, non visto, in fondo a ciascuna stanza, per applaudire con tutto il cuore e rallegrarmi a ogni intervento» (Ibidem, pag. 14). È come se lui fosse presente a ogni riunione. Emerge il suo spirito nei racconti delle esperienze, nella preparazione degli argomenti, nella protezione che dietro le quinte sostiene tutto proprio come lui fa ogni giorno con noi. Attraverso il cuore delle persone che si sforzano per kosen-rufu, nelle piccole e grandi azioni, brilla l'eterno voto di maestro e discepolo.
«Il mio obiettivo era che le riunioni di discussione fossero il più divertenti, utili e significative possibile - scrive Ikeda . Volevo che i membri andassero via sentendosi rivitalizzati, pieni di speranza e di energia e per riuscirvi ci mettevo tutto me stesso» (Ibidem pag. 17). Quando pensiamo a sensei, che si dedica senza sosta a promuovere la pace nel mondo, nasce il naturale desiderio di avanzare al suo fianco e decidere di fare altrettanto. Dobbiamo essere noi a sentirci promotori di un nuovo slancio, di uno sviluppo dinamico di kosen-rufu nel mondo, partendo dalla nostra vita e dalle riunioni di discussione. Ciò che fa la differenza è la decisione personale, la promessa di alzarsi da soli e di sentire che "tutto parte da me", di essere un sole di gioia che illumina ogni luogo.
Nel 1968 il presidente Ikeda iniziò sul Seikyo Shimbun una rubrica dedicata alla rivitalizzazione delle riunioni di discussione. In uno degli articoli scrisse: «Un membro della Soka Gakkai è chi ha sviluppato la sua fede tramite l'attiva partecipazione alle riunioni di discussione. Dopo tutto, lo studio del Buddismo e le riunioni di discussione formano le basi della Soka Gakkai e sono la forza motrice di kosen-rufu. Perciò, se davvero avete a cuore, amate la nostra organizzazione e volete proteggerla, vi invito a impegnarvi strenuamente insieme a me per rendere le nostre riunioni di discussione meravigliose e ispiratrici» (NRU, 13, 139).
Per approfondire:
- Zadankai, I tascabili, esperia
- La nuova rivoluzione umana, esperia, vol. 13, pagg. 135-144

NR n° 566 - 1 ottobre 2015 di Cristina Ropa
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