Un padre responsabile

Le parole del Gosho hanno toccato profondamente la vita di Massimo, facendo emergere la sua fede. Il coraggio di affrontare e risolvere i problemi con il figlio trasforma una tendenza familiare negativa legata alle figure maschili

Nel '96 mi sono separato e da allora il rapporto con mio figlio, che fino a quel momento era stato bellissimo, si è rovinato. Non comunicavamo, eravamo lontani e questo durò fino al 2013, anno in cui ho incontrato il Buddismo. Quando la mia compagna mi parlò della pratica sentii subito una grande gioia e il vedere i benefici che riceveva mi convinceva che anch'io li avrei ottenuti con mio figlio. In Risposta a Kyo'o c'è scritto: «Solo la tua fede determinerà tutte queste cose. Una spada sarà inutile nelle mani di qualcuno che non si sforza di lottare. La potente spada del Sutra del Loto deve essere brandita da un coraggioso nella fede. Allora egli sarà forte come un demone armato di una mazza di ferro» (RSND, 1, 365). Ecco, io mi sentivo così! Sentivo che, oltre a recitare Daimoku, dovevo fare un'azione coraggiosa per risolvere la sofferenza per mio figlio. Nel momento in cui decisi di ricevere il Gohonzon trovai anche il coraggio di chiamarlo. Incredibilmente parlammo come se ci fossimo sentiti il giorno prima. Ho provato una gratitudine infinita e ho capito che «questo sutra può esaudirne i desideri, proprio come una fresca e limpida fonte può soddisfare tutti coloro che sono assetati» (RSND, 1, 366).
Da quel giorno è ricominciato tutto. Successivamente grazie a fortunate coincidenze sono riuscito a trovargli un lavoro in un hotel: avrebbe dovuto fare le pulizie pomeridiane e servizio al bar serale, lui è un barman acrobatico professionista. Era felicissimo perché aveva realizzato tre desideri: svolgere la sua professione, farlo di sera e vicino casa. L'incredibile, però, è stato quando mi ha detto: «Sono orgoglioso che tu sia mio padre!». Se penso che solo un anno prima mi aveva rinnegato! In quel momento ho sentito la trasformazione del karma e ho pianto di gioia. Continuai a recitare e a fare attività per la sua e la mia felicità e una sera mi arrivò un messaggio: «Contratto a tempo indeterminato, olè!». E poi due messaggi della mia ex moglie in cui mi ringraziava per l'impegno che avevo dimostrato nell'aiutare nostro figlio: non comunicavamo più così da quando eravamo separati. Ma i benefici non erano finiti. Spesso faccio fatica ad arrivare alla fine del mese, così ho pensato che avrei potuto sospendere il mantenimento per mio figlio, ormai grande. Col cuore in mano ho chiesto a mia moglie cosa ne pensava e la sua risposta immediata è stata: «Dimmi dove devo firmare!».
Recentemente mi sono ricoverato per un intervento al piede, mio figlio mi è venuto a prendere all'ospedale e, mentre aspettavamo che mi dimettessero, ho avuto occasione di parlare con un'infermiera della pratica buddista. Era la prima volta che avevo il coraggio di parlare così sinceramente davanti a mio figlio della pratica. Per tutto il tragitto fino a casa mi ha fatto molte domande sul Buddismo. Poi mi ha confidato della rabbia che aveva nei miei confronti e io gli ho detto che sapevo di avere delle colpe. Penso che in quel preciso momento abbiamo interrotto la "catena karmica" che ci portavamo dietro: mio nonno picchiava mio padre e mio padre picchiava me e io ho fatto violenza su mio figlio, non fisica ma ferendolo con il mio comportamento. Praticando il Buddismo si trova il coraggio di assumersi la responsabilità della propria vita. Prima che se ne andasse gli ho chiesto se voleva recitare tre Nam-myoho-renge-kyo davanti al Gohonzon, così abbiamo recitato anche con la mia compagna. Qualche giorno dopo, ancora con il piede fasciato, ho fatto attività di protezione come Prometeo al Centro culturale. A un certo punto vedo arrivare mio figlio con la sua fidanzata. Che gioia! Gli ho mostrato il nostro Centro e ho parlato di Buddismo anche a lei. Mi è stato consigliato di mettere degli obiettivi chiari e l'ho fatto: ho desiderato fortemente la felicità di mio figlio e la mia e, dopo solo un anno di pratica corretta, ho avuto il coraggio di affrontare questo importante nodo karmico manifestando il mio massimo potenziale. Ecco perché ho deciso di dedicare la mia vita a kosen-rufu qualunque cosa accada.

NR n° 568 - 1 novembre 2015 - di M. C.
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Commenti

  1. Grazie era quello di cui avevo bisogno

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  2. Grazie per la testimonianza mi è di grande incoraggiamento!

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  3. GRAZIE mi serve tanto ...anche io
    Come te ho sbagliato e oggi recito per la felicità dei miei due figli...

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