L'unità della famiglia Soka

Fare Daimoku nei momenti di difficoltà, Daimoku nei momenti felici, Daimoku qualsiasi cosa accada: le madri di kosen-rufu si sono sempre impegnate al massimo con una preghiera incentrata sul voto

Ancora oggi le parole del mio maestro Josei Toda risuonano vivide nella mia mente: «Noi siamo splendidi amici uniti, che condividono lo stesso spirito dall'infinito passato. Durante l'assemblea descritta nel Sutra del Loto, abbiamo formulato insieme un voto e siamo apparsi ancora una volta nel mondo di saha».
La Soka Gakkai è nata per compiere il mandato del Budda di realizzare kosen-rufu: è un sangha armonioso unico al mondo che si basa sul principio di itai doshin (diversi corpi, stessa mente).
La nostra "famiglia Soka", come viene definita, è un'unione solidale di persone quale non esiste altrove. Questa unione calorosa non riguarda solo la relazione con i genitori naturali, ma si estende ai padri e alle madri Soka, ovvero alle Divisioni uomini e donne che fanno tesoro dei membri giovani e Futuro come fossero i loro figli e le loro figlie.
Le riunioni dei giovani che si sono svolte nelle diverse regioni del Giappone (Chubu, Hokkaido, Kanto e Kansai), avvolte dal sostegno di tanti cuori sinceri, hanno avuto un successo enorme. Anche la presenza dei membri più anziani nella fede è stata importante.
A livello globale, inoltre, i compagni di fede in 192 paesi e territori stanno ampliando sempre più la rete di incoraggiamento fondata sul rispetto di tutte le persone.
La Soka Gakkai è l'immagine in miniatura di una società basata su un tipo di unione che il genere umano ha sempre sognato. È indubbio che anche il maestro Toda sta vegliando sorridente su tutti voi, miei cari compagni di fede, che anche oggi continuate a impegnarvi per "adottare l'insegnamento corretto per la pace nel paese" con lo spirito di unità, di pace e di armonia.

Donne Soka, brillate di felicità!
Giugno è il mese in cui si festeggia la nascita della Divisione donne, è il "mese delle donne". Mia moglie e io siamo stati molto felici nell'apprendere l'enorme progresso realizzato dalle nostre giovani donne, che il 4 giugno hanno celebrato la giornata mondiale delle sorelle Kayo in unità con le donne.
Il 10 giugno del 1951, in occasione della fondazione della Divisione donne, il mio maestro Toda compose questa poesia (cfr.: RU, 5, 63):
La nostra riunione
è pervasa dal profumo dei bianchi gigli.
Una fede pura ci unisce.
Per quanto grandi possano essere le difficoltà che attraversate, per quanto profonda la sofferenza che vivete, se la vostra fede è pura come un giglio bianco, non sarete mai sconfitte.
Nel periodo pionieristico della Soka Gakkai il mio maestro Toda incoraggiò con tutto se stesso una madre di un quartiere popolare di Tokyo, che raccontava la sua storia con le lacrime agli occhi, dicendo: «Vinciamo con la fede! Quando arriverà il momento della vittoria, tutto ciò non sarà che un ricordo nostalgico!». Questa madre, seguendo precisamente la guida del maestro Toda, ha pregato e lottato con tutte le forze nella zona di Adachi, la "città delle persone comuni", e ha vinto.
Fai in modo che gioia e dolore divengano «solo un ricordo della tua vita presente in questo mondo umano» (RSND, 1, 58), accumula gli eterni "tesori del cuore" e fai risuonare il canto vittorioso della vita: questa è l'essenza della fede. Nichiren Daishonin insegnò l'importanza dell'unità ai fratelli Ikegami e alle loro mogli, che attraversavano un vortice di difficoltà e sofferenze, e allo stesso tempo li incoraggiò a vivere mettendo sempre la fede al primo posto, in qualsiasi situazione. «Qualunque difficolta possa sorgere, considerala passeggera come un sogno e pensa solo al Sutra del Loto» (RSND, 1, 447).
Fare Daimoku nei momenti di difficoltà, Daimoku nei momenti felici, Daimoku qualsiasi cosa accada: le madri di kosen-rufu si sono sempre impegnate al massimo con una preghiera incentrata sul voto.
La società attuale è caratterizzata da incessanti ostilità e discordie. Dove si può trovare la speranza di porre fine a questa drammatica condizione? È proprio nella schiera delle donne unite dalla filosofia, dal coraggio e dall'amore.
Mia moglie e io abbiamo stretto un profondo legame di amicizia con il premio Nobel per la pace Betty Williams, una madre determinata a trovare una soluzione alla questione dell'Irlanda del Nord che è riuscita a unire le donne delle due parti antagoniste in un incredibile movimento per la pace. I suoi occhi, da cui traspaiono intelligenza e perspicacia, sono riusciti a vedere oltre e a capire che «le bugie alimentano l'antagonismo e rappresentano la causa principale della divisione che si crea all'interno della popolazione».
Betty Williams ha affermato che «non si può nascondere per sempre la verità. Nel momento in cui le menzogne vengono smascherate grazie agli sforzi delle persone, la speranza sgorga dalla meravigliosa sorgente del cuore».
Le parole sincere e piene di saggezza delle nostre madri Soka sono in grado di creare innumerevoli legami karmici di felicità.
In un sutra buddista Shakyamuni è descritto come qualcuno che fa sì che «le persone che si sono allontanate a causa di discordie si riavvicinino, e le persone che sono già in buoni rapporti riescano ad andare ancor più d'accordo»; inoltre «si rallegra dell'armonia tra le persone e utilizza parole che creano armonia».
In questo periodo di disordini, anche i nostri dialoghi pieni di coraggio, in grado di rafforzare la fiducia e di stabilire legami di amicizia, stanno moltiplicando nella società oasi di sicurezza piene di speranza e sincerità.
Siate come un leone!
Il 6 giugno si celebra l'anniversario della nascita del primo presidente Tsunesaburo Makiguchi, morto in prigione per kosen-rufu. Il ­maestro Toda diceva spesso: «È meglio un leone che mille pecore», e incoraggiava gli uomini ad alzarsi da soli e a diventare dei leoni.
Nel Gosho è scritto: «Si dice che il leone, re degli animali, avanzi di tre passi, poi si raccolga su se stesso per saltare, sprigionando la stessa potenza nel catturare una piccola formica o nell'attaccare un animale feroce» (RSND, 1, 365). Quando si affronta una sfida bisogna decidere: «Questa sarà la mia battaglia decisiva!», e impegnarsi con tutte le forze. È questo il cuore del re leone.
La Divisione uomini sta manifestando con impeto tutta la sua forza per il bene della società, delle rispettive zone e di kosen-rufu. Ammirate le magnifiche figure di questi padri di kosen-rufu! Vedendo gli uomini che si impegnano con serietà e fiducia, senza esitare, sia le loro famiglie che i membri della comunità si sentono al sicuro e nasce in loro il coraggio.
C'è un episodio che risale al periodo in cui Nichiren Daishonin si trovava in esilio sull'isola di Sado; riguarda un anziano monaco laico di nome Nakaoki Jiro, benestante e di buon cuore, che godeva di gran fiducia da parte degli abitanti della zona.
Questo monaco non si lasciò sviare dalle diffuse maldicenze e con il cuore sgombro da nubi condivise l'insegnamento del Daishonin affermando con voce piena di senso di giustizia: «Non c'è dubbio che quest'uomo abbia buone ragioni per affermare ciò che afferma».
Grazie a queste parole, anche i membri della sua famiglia lo seguirono e ciò mise un freno a coloro che cercavano di alimentare l'odio nei confronti del Daishonin e di infliggergli ulteriori pene. La sua è la voce piena di convinzione di un leader che è riuscito, con il ruggito del re leone, a smuovere i cuori di tutti in direzione del bene.
Anche dopo la scomparsa del monaco Jiro e di sua moglie, suo figlio e la moglie continuarono a impegnarsi come discepoli del Daishonin con una forte fede.
«La voce svolge il lavoro del Budda». In particolare, la forza della voce dei membri della Divisione uomini non ha limiti. Di conseguenza, non bisogna assolutamente lesinare la propria voce. Affermando la giustizia con tutta l'energia, i coraggiosi leader della Soka trasformeranno sicuramente la terra delle persone comuni nella terra del Budda.

Una fede basata sul principio di itai doshin

Quando si parla dell'unità della famiglia Soka mi viene in mente il "gruppo Kyodai" ["gruppo di fratelli e sorelle" che si incoraggiano a vicenda come in una famiglia, n.d.r.].
Spesso sento dire: «Ogni volta che mi sono trovato ad affrontare momenti difficili in una zona nuova, lontano dalla terra a me cara e familiare, sono riuscito a risollevarmi grazie agli incoraggiamenti dei compagni di fede».
Oggi il gruppo Kyodai è presente in ogni area del Giappone, dallo Hokkaido a Okinawa, e questo flusso di amicizia scorre diffondendosi in tutto il mondo.
Anche se ci dovessimo trasferire in un'altra zona, i legami tra compagni di fede non si spezzeranno mai. Nonostante la distanza fisica ci separi, i nostri cuori sono sempre uniti.
Il punto di origine e il modello del "gruppo Kyodai" è nel quartiere di Nakano, a Tokyo. Il 4 febbraio 1973, in occasione di una riunione sportiva in cui venne scattata una foto commemorativa, i giovani partecipanti proposero di organizzare ogni anno una riunione di quello che sarebbe in seguito divenuto il "gruppo Kyodai di Nakano". Ognuno scrisse i suoi obiettivi da lì a trent'anni, e tutti insieme formularono a gran voce la promessa di realizzarli.
In quel periodo vennero creati gruppi Kyodai anche in altri quartieri di Tokyo, mentre in varie zone nacquero dei "gruppi Nakayoki" ["persone in armonia tra loro", n.d.r.].
[...] Questi "fratelli e sorelle" emersi dalla terra si sono dedicati totalmente al loro voto di realizzare kosen-rufu, ovvero la pace e la felicità delle persone comuni. Sono diventati figure di spicco, indispensabili sia nella Gakkai sia nella società e nelle rispettive zone.
Alcuni giorni fa (il 7 luglio), mia moglie e io abbiamo visitato l'area di Meguro e recitato Daimoku. Siamo stati anche nella zona di Mita, dove abbiamo vissuto nel primo periodo del nostro matrimonio. Gli incredibili sforzi dei compagni di quella zona per diffondere l'amicizia e la fiducia sono stati per noi una fonte di gioia incontenibile.
Sfregando due pietre focaie scaturisce il fuoco; allo stesso modo, quando l'ardente determinazione di una persona di vivere fino in fondo per la propria missione entra in risonanza con quella di un'altra persona che ha la stessa passione, l'entusiasmo emerge dalle profondità della vita.
La prima riunione in cui venne eseguita la canzone di Tokyo L'entusiasmo dei compagni di fede fu nell'estate del 1978, presso il Centro culturale di Arakawa, un luogo che non potrò mai dimenticare. In quell'occasione i rappresentanti dei responsabili di capitolo e delle Divisioni donne e giovani di Tokyo cantarono insieme, con il cuore che batteva di gioia. Intonare all'unisono, con entusiasmo, le parole: «L'orgoglio di essere messaggeri del Budda / la gloriosa Tokyo risplende», fu come alzarsi e scendere in campo compatti, lanciandosi verso la vittoria.

Spicchiamo il volo verso la creazione di valore
Miei cari padri e madri di kosen-rufu!
Divisione uomini, pilastri d'oro della Soka Gakkai! Divisione donne, sole della Gakkai! Unendo perfettamente i vostri cuori avanzate insieme ai giovani come l'aquila, regina del cielo.
In questo modo riuscirete ad attraversare anche le nubi più fitte e a raggiungere la vetta della gloria, illuminata dal sole del mattino.
La nostra fede si basa sul principio di itai doshin. Noi abbiamo uno spirito indomito e incrollabile, che ci permette di abbattere qual­siasi muro. Abbiamo le ali della saggezza e della compassione, che ci permettono di volare nel cielo senza limiti della creazione di valore.
Perciò, consolidiamo ancor più la nostra unione invincibile, e con coraggio andiamo avanti e ancora avanti!
Noi che scriviamo
la storia del canto vittorioso
verso il futuro,
siamo fratelli e sorelle
emersi dalla Terra.
(31 maggio 2017)

NR n° 611 - 15 settembre 2017
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