Come insegna Nichiren Daishonin

I numerosi scritti di Daisaku Ikeda offrono ai discepoli una diretta testimonianza della storia dello sviluppo del movimento di kosen-rufu nel dopoguerra e sono indicazioni preziose per mettere in pratica il Buddismo. In particolare, nel suo commento al Gosho L'eredità della Legge fondamentale della vita, Ikeda analizza alcuni aspetti centrali per praticare con lo stesso spirito del Daishonin. Lo speciale nasce dalla lettura di questo testo che mette in luce come mantenere viva la fede

Lo scopo del Buddismo è mettere le persone in grado di superare le sofferenze della vita e costruire un'esistenza piena e appagante. Ogni essere umano possiede il potenziale per trasformare la propria esistenza e vincere sulle difficoltà di qualunque genere: «Non esiste nulla che non puoi superare»; «Puoi sicuramente farcela ad affrontare questa sofferenza e diventare felice»; «Puoi trasformare quello che ti accade». Frasi come queste racchiudono il cuore della religione di infinita speranza trasmessa da Nichiren Daishonin, che spiega come le persone comuni possono conseguire l'Illuminazione e realizzarsi pienamente.
Per sperimentare i benefici derivanti dalla pratica buddista è essenziale approfondire ogni giorno la propria fede ricercando lo stesso spirito del Daishonin. Approfondire come praticare il Buddismo così come insegna Nichiren Daishonin è fondamentale. Nel Gosho Le quattordici offese risponde alla domanda rivoltagli da un discepolo se ci sia una differenza tra il Daimoku di un santo (spesso usato come sinonimo di Budda) e quello di una persona comune: «Dal giorno in cui ho preso fede in questo sutra ho continuato a leggere i dieci fattori della vita e la parte in versi del capitolo "Durata della vita" e ho recitato il Daimoku senza alcuna negligenza. Ma c'è una differenza tra i benefici del Daimoku recitato da un santo e i benefici del Daimoku che recitiamo noi?». «Nessuno dei due - risponde il Daishonin - è in alcun modo superiore o inferiore all'altro. L'oro posseduto da uno stolto non è differente dall'oro posseduto da un sapiente; il fuoco acceso da uno stolto è uguale al fuoco acceso da un sapiente. Tuttavia c'è una differenza se si recita il Daimoku e allo stesso tempo si va contro l'intento di questo sutra» (RSND, 1, 670). "Andare contro l'intento di questo sutra": ecco ciò che può fare la differenza. Ricercare lo stesso spirito del Daishonin ci permette di evitare di seguire concezioni personali che possono addirittura portarci nella direzione opposta all'intento dell'insegnamento.
Di fatto non è semplice in virtù delle differenze che contraddistinguono ogni essere umano che ha un proprio bagaglio personale e culturale. Da questo punto di vista far parte della Soka Gakkai e fare attività insieme ai compagni di fede è una grande fortuna perché permette ogni giorno di confrontarsi, sostenersi reciprocamente, mettere in discussione le proprie idee e, grazie alla guida dei tre presidenti, Makiguchi, Toda e Ikeda, avvicinarsi ogni giorno di più all'insegnamento di Nichiren Daishonin.
Sia che si pratichi da poco tempo sia che si pratichi da molti anni, il modo migliore per mantenere il sentiero corretto nella fede è coltivare un forte spirito di ricerca soprattutto verso l'intento del maestro: «Consideriamo un motore con una potenza di dieci milioni di cavalli vapore: se lo colleghiamo agli ingranaggi di una macchina possiamo generare un'energia pari a dieci milioni di cavalli vapore. Allo stesso modo la formula per la vittoria del nostro movimento è di collegare il nostro cuore con quello del maestro di kosen-rufu» (BS, 133, 13).

NR n° 568 - 1 novembre 2015 - a cura di Matteo Pisani
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