Valorizzare chi si impegna dietro le quinte

Esattamente cinquantasei anni fa, il 9 dicembre 1948, il premier cinese Zhou Enlai e sua moglie Deng Yingchao visitarono un'università appena inaugurata. Era l'antesignana di quella che è oggi l'Università giovanile cinese di studi politici, rinomata istituzione educativa impegnata tra l'altro in un programma di scambi con i giovani della Soka Gakkai.
In quell'occasione, per dare il benvenuto alla coppia, gli studenti misero in scena un musical ideato da loro.
Il premier Zhou e la signora Deng colsero profondamente l'intento di quei giovani e i loro sforzi sinceri. Dopo la performance andarono subito dietro le quinte per stringere la mano a ciascuno dei partecipanti, e incoraggiarono una giovane donna che aveva suonato il gong in fondo all'orchestra. «Lavorare dietro le quinte è molto importante. Per favore, brilla come un eroe senza nome», disse Zhou Enlai. «Il fatto di lavorare duramente dietro le quinte ti garantisce di sviluppare i requisiti per lavorare sul palcoscenico». È stata una scena bellissima, come il momento clou di un film.
Il premier Zhou valorizzava gli sforzi dietro le quinte con tutto se stesso. Non dimenticava mai di incoraggiare chi stava facendo del suo meglio lottando valorosamente, nonostante gli altri non fossero a conoscenza delle sue fatiche e sofferenze. Questa è una lezione di importanza vitale per i responsabili; un esempio a cui tutti voi, leader del nostro movimento, fareste bene a ispirarvi.
Anche io desidero esprimere il mio più sincero apprezzamento per tutti coloro che si impegnano dietro le quinte per kosen-rufu.
In particolare, esprimo la più sincera gratitudine e apprezzamento per i nostri "eroi senza corona", i preziosi membri che si dedicano a consegnare il Seikyo Shimbun.
Quando ero giovane consegnavo i giornali, perciò so quanto può essere duro. Bisogna svegliarsi presto ogni mattina, con il freddo, la pioggia o la neve, e mettersi subito in moto per kosen-rufu. Siete infinitamente nobili. Le divinità celesti e tutti i Budda e i bodhisattva dell'universo sicuramente applaudono i vostri sforzi e vegliano su di voi: questo è l'insegnamento della Legge mistica.
Ringraziamo di cuore coloro che consegnano il Seikyo Shimbun per gli sforzi che portano avanti ogni mattina, giorno dopo giorno, e auguriamo loro un'ottima salute.
Non diamo per scontato il duro lavoro dei nostri compagni di fede. Non c'è niente di peggio che trascurare di porgere sincere parole di gratitudine e apprezzamento quando dovremmo farlo.
Assicuriamoci sempre di esprimere la nostra profonda riconoscenza a coloro che offrono la casa per le attività della Soka Gakkai. C'è qualcuno fra voi che offre la sua casa come luogo di riunione? Grazie!
La gentilezza è importante, anche fra amici stretti, come recita un detto giapponese. Perciò, quando utilizziamo le case dei membri, mostriamo sempre la massima attenzione e considerazione; a fine riunione diamo una mano per mettere in ordine e ringraziamo sinceramente l'ospite per averci aperto la sua casa.
Il Buddismo non si esprime solo nelle attività importanti, ma anche nelle piccole cortesie e in gesti come questi. Come scrive Nichiren Daishonin: «È il cuore che è importante» (RSND, 1, 889).
Non fate mai niente che possa causare problemi o procurare del lavoro in più a coloro che aprono la loro casa per le attività di kosen-rufu. Spero che i responsabili diano l'esempio comportandosi sempre con attenzione e buon senso, e trattino queste case con lo stesso rispetto e la stessa attenzione che avrebbero per la propria, anzi di più. Alla luce degli scritti del Daishonin, chi offre la propria casa per le riunioni della SGI permette alla sua famiglia e ai discendenti di godere di uno stato vitale elevato quanto un maestoso palazzo. La vostra generosità vi fa onore, vi prego di non dubitarne.
Il mio maestro, il secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda, una volta disse: «Se siete miei discepoli, continuate a lottare fino in fondo per kosen-rufu e per la Soka Gakkai!».
Continuare a lottare per kosen-rufu e per il bene della Soka Gakkai; impegnarsi fino in fondo qualsiasi cosa accada, per quanto scoraggianti siano le sfide da affrontare, questo distingue un vero discepolo.
Toda disse anche: «Chi non ha il coraggio di confutare gli errori, lasci adesso! È evidente che gli attacchi e le critiche nei nostri confronti sono tutte trame basate su invidia, pregiudizio e menzogna».
Questo è vero oggi come allora. Spero che voi tutti confutiate con coraggio e respingiate a testa alta tali attacchi e falsità, dichiarando fiduciosi come stanno le cose.
Nel mese di dicembre di cinquant'anni fa, Toda mi nominò responsabile del dipartimento di pubbliche relazioni della nostra organizzazione. Mi affidò la responsabilità totale dell'attività di relazioni esterne della Soka Gakkai: a me, non un leader esecutivo, ma un membro della Divisione giovani.
Anch'io nutro le più alte aspettative nei confronti dei nostri giovani. I giovani non sono calcolatori né furbi, non sono falsi o ambigui. Sono arguti, puri di cuore e pieni di coraggio.
Come responsabile del Dipartimento di relazioni esterne della Soka Gakkai, ho incontrato ogni sorta di persone, coinvolgendole nel dialogo e promuovendo la comprensione del nostro movimento. Assumendomi pienamente la responsabilità che mi era stata affidata, ho lavorato diligentemente dietro le quinte per sostenere la Gakkai.
Toda ci ha insegnato che tutte le nostre attività per kosen-rufu sono di per sé un impegno meraviglioso nelle pubbliche relazioni, perché promuovono la comprensione del nostro movimento e ci consentono di sviluppare buone relazioni con le persone a noi vicine.
Kosen-rufu è un'impareggiabile battaglia di parole che ci consente di sviluppare molteplici punti di forza e capacità. Ad esempio, impariamo l'arte di interagire positivamente con gli altri, di utilizzare parole e comportamenti gentili, e la saggezza per dialogare con le persone toccandone il cuore.
Impegniamoci dunque tutti con la consapevolezza di essere "inviati di pace" e "ambasciatori di felicità".
Nel racconto epico giapponese Storia degli Heike, poco prima della battaglia decisiva fra i Taira e il clan Minamoto, il giovane eroe Minamoto no Yoshitsune1 afferma: «In una battaglia, ciò che mi piace è attaccare senza sosta e vincere»2.
Qualunque sia la sfida da affrontare, è importante attaccare con tutta la forza che abbiamo. La vittoria si ottiene concentrando su di essa tutte le nostre capacità. La strategia di base in ogni lotta è affrontarla con un impegno totale.
In questo, lo spirito di Yoshitsune è molto simile a quello della Gakkai.
Avanziamo anche noi con la determinazione di affrontare ogni sfida e vivere la gioia di una vittoria dopo l'altra.
In particolare, desidero invitare i giovani a seguire l'eroico esempio di Yoshitsune e impegnarsi con vigore per refutare il falso e rivelare il vero.
Congratulazioni per questa riunione generale a Tokyo!
Il Daishonin trascorse gli ultimi giorni della sua vita a Tokyo. Tenne infatti la sua ultima lezione sul trattato Adottare l'insegnamento corretto per la pace nel paese in quella che oggi è Ikegami, uno dei quartieri di Tokyo. Si ritiene che tutti gli insegnamenti del Daishonin inizino e finiscano con questo scritto.
Come suoi discepoli la nostra sfida consiste nel proteggere la Legge mistica e costruire una società sicura e pacifica.
Tokyo sarà per sempre il centro di kosen-rufu. In quanto tale, ha la missione di vincere per realizzare l'ideale del Daishonin di "adottare l'insegnamento corretto per la pace del paese". Questa è la responsabilità, l'onore di Tokyo. Lavoriamo insieme verso questo obiettivo. Anch'io sono nato a Tokyo!
Nell'incoraggiare i fratelli Ikegami, modello di unità per i membri di Tokyo, il Daishonin scrive: «Qualunque difficoltà possa sorgere, considerala passeggera come un sogno e pensa solo al Sutra del Loto» (RSND, 1, 447).
Con questo spirito superiamo ogni ostacolo e avanziamo con determinazione verso il nostro obiettivo di realizzare kosen-rufu.
Promettiamo solennemente di condurre vite impareggiabili e di percorrere insieme, con coraggio, la strada di questo grande, gioioso cammino Soka - un cammino pieno di realizzazione, di valore e vittoria.
(9 dicembre 2004)

1. Minamoto no Yoshitsune (1159-89): uno dei legittimi eredi del clan Minamoto, che fu destituito durante un colpo di stato politico dai Taira nel 1157. Egli sconfisse le forze armate dei Taira nella decisiva battaglia di Dannoura nel marzo 1185, lasciando il clan Minamoto a regnare in Giappone.
2. The Tale of the Heike, Stanford University Press, 1988, pag. 359.

di Daisaku Ikeda - NR n° 607 - 1 luglio 2017
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