Buddismo: niente per caso #2/9

Purtroppo per la nostra giovane, però, probabilmente si tratterà di effetti che ella non desidera affatto. Ciò accade perché l'avidità interiore attrae avidità dall'esterno, mentre spesso respinge coloro che non sono avidi. Il forte desiderio della ragazza attrae quegli uomini che vogliono soltanto possederla, mentre quelli che lei forse vorrebbe amare desiderano non trovarla mai sulla loro strada. Non solo. la bramosia interiore, oltre ad attrarre quella esteriore, frustra i veri desideri producendo ulteriore avidità. L'esempio della giovane donna ci fa capire perché spesso si parla delle «catene del karma». Catene che, recitando Nam myoho renge kyo, possiamo definitivamente spezzare. Il concetto di karma insegna che nessuno, al di fuori di noi stessi, è responsabile della nostra vita. Ne consegue che non possiamo attribuire ad altri la responsabilità delle situazioni in cui ci troviamo.
In breve, karma significa che tutto ciò di cui soffriamo e tutto ciò di cui godiamo è il risultato delle nostre stesse azioni, senza eccezione alcuna. E i vantaggi o gli svantaggi che possediamo alla nascita rappresentano, secondo il principio buddista di eternità della vita, il risultato delle azioni compiute nelle vite antecedenti.
Naturalmente, se potessimo ricordare tutte le cause poste nelle precedenti esistenze, potremmo meglio giudicare la veridicità del nostro karma, ma a malapena rammentiamo i momenti più decisivi della vita presente. Comunque, proprio come la nostra entità non può fuggire dall'universo quando moriamo, non potrà nemmeno sottrarsi alle conseguenze delle sue azioni passate.
Un vero buddista, tuttavia, si dedica a eliminare il proprio e l'altrui dolore. Egli non rimane a osservare passivamente come la sofferenza agisce nelle persone: si sforza di procurare agli altri felicità, insegnando loro come cambiare le cause di tali sofferenze. A parte la gioia e la soddisfazione di vedere altri esseri umani diventare felici grazie ai nostri sforzi, non possiamo essere mai veramente contenti, nonostante la fortuna personale, se la nostra famiglia e l'umanità intorno a noi sono infelici. (continua)

da: "La Legge Meravigliosa - Introduzione al Buddismo di N. D. di Richard Causton - Ed. Esperia"
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