Tutti insieme, un nuovo passo avanti

Messaggio inviato alla diciassettesima riunione della nuova era di kosen-rufu, 15 aprile 2016

Qualsiasi cosa accada, non arrendiamoci mai. Facendo scaturire una forza vitale senza limiti e diventando un tutt'uno con la Legge mistica, conseguiamo una condizione vitale di suprema felicità per noi e per gli altri

Sono lieto di poter celebrare il nostro glorioso anniversario del 3 maggio insieme ai compagni di fede della famiglia Soka di tutto il mondo, con i cuori pieni di luminosa speranza. Vorrei congratularmi sinceramente con tutti voi, che siete la mia fonte di orgoglio. Permettetemi di dare un benvenuto particolarmente caloroso ai nobili responsabili della SGI che si sono riuniti da cinquantacinque paesi e territori, traboccanti di gioia e felicità.
In questa occasione ripenso a quando il mio maestro Josei Toda fu nominato secondo presidente della Soka Gakkai, il 3 maggio 1951, proprio a metà del ventesimo secolo, un momento cruciale e significativo per la storia dell'umanità. In quel periodo, egli sentiva proprie non solo le sofferenze dei popoli dell'Asia ma anche quelle del mondo intero e si alzò affermando: «Vorrei eliminare la parola "miseria" da questo mondo». Quel giorno fu l'inizio della sua titanica lotta per rispondere all'appello accorato di Shakyamuni: «Dopo la mia estinzione, nell'ultimo periodo di cinquecento anni, dovrai diffonderlo in tutto Jambudvipa e non permettere mai che [la sua diffusione] sia interrotta» (SDL, 23, 394), un appello a cui si associò anche Nichiren Daishonin (Sulla profezia del Budda, RSND, 1, 352).
Da allora sono passati sessantacinque anni. Adesso il legame Soka tra mae­stro e discepolo ha risvegliato i Bodhisattva della Terra che sono emersi uno dopo l'altro in 192 paesi e territori, e stanno contribuendo attivamente nella società. La SGI è diventata una religione mondiale del ventunesimo secolo che si impegna per la realizzazione della felicità dell'umanità e della pace nel mondo, e come un potente torrente sta creando la corrente impetuosa di kosen-rufu, che non si ferma mai, qualunque siano gli ostacoli che incontra lungo il cammino.
Voglio dichiarare a gran voce la nostra vittoria: la Soka Gakkai ha vinto e continuerà a vincere sempre nel futuro!
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Il maestro Toda mi regalò la sua foto commemorativa della nomina a secondo presidente della Soka Gakkai, scrivendo sul retro questa poesia:
Ora
e anche nel futuro,
insieme,
condividendo gioie e sofferenze.
Che legame meraviglioso!
Per adempiere il grande voto di kosen-rufu e realizzare l'"adozione dell'insegnamento corretto per la pace nel paese" è di vitale importanza condividere gioie e sofferenze con i nostri cuori all'unisono, e lottare insieme fino in fondo. Le nostre vite sono unite da un legame infinitamente nobile, straordinario, forte e mistico.
Sono profondamente grato a tutti voi che continuate a lottare insieme a me senza risparmiarvi in questo caotico e tumultuoso mondo di saha.
In occasione del sessantacinquesimo anniversario della fondazione del Seikyo Shimbun (20 aprile 1951) vorrei lodare e ringraziare in particolar modo i nostri amici "senza corona" che consegnano il giornale ogni mattina. Sicuramente tutti i Budda e i bodhisattva vedono i loro sforzi sinceri. Dedichiamo loro un grande applauso per far sentire quanto li apprezziamo e preghiamo per la loro salute e sicurezza.
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Il mio maestro Toda aveva deciso che era giunto il tempo per la Soka Gakkai di "abbandonare il transitorio e rivelare l'originale" (giapp. hosshaku ­kempon) e citò il passo del Daishonin: «Perciò imploro le persone di questo paese: non guardate i miei discepoli dall'alto in basso!» (RSND, 1, 701). Nessuno è più nobile dei Bodhisattva della Terra che recitano Nam-myoho-renge-kyo per la propria e l'altrui felicità nell'epoca malvagia dell'Ultimo giorno della Legge. Il Daishonin dichiarò che tali persone sono incomparabilmente superiori ai fondatori delle varie scuole di Buddismo (vedi RSND, 1, 701).
Questi Bodhisattva della Terra non sono altro che i membri della Soka Gakkai. Toda spiegò che attraverso il dialogo da persona a persona, fianco a fianco, essi avrebbero realizzato kosen-rufu.
Ogni anno, il 3 maggio è il giorno in cui riaffermiamo la nostra decisione con il supremo orgoglio di essere Bodhisattva della Terra, e il sole dal tempo senza inizio risplende intensamente nella nostra vita. Ora è il momento di fare con fiducia un nuovo passo avanti dialogando allegramente sul Buddismo.
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Vorrei esprimere tutto il mio sostegno e la mia solidarietà alle persone colpite dal terremoto e dagli sciami sismici nella prefettura di Kumamoto, nel Kyushu. Sto pregando per la sicurezza di ognuno di loro e perché siano protetti dalle funzioni protettrici dell'universo.
Spero che voi, membri della famiglia Soka del Kyushu dotati di una forza eccezionale e di un cuore caloroso, dimostriate un'unità incrollabile e, proprio come assicura il Daishonin quando dice: «Le sfortune di Kyo'o Gozen si trasformeranno in fortuna» (RSND, 1, 366), possiate trasformare il veleno in medicina. Anche noi faremo tutto il possibile per sostenervi.
Ora, attraverso una mostra attualmente in corso nel Centro culturale internazionale della Soka Gakkai del Kansai, a Kobe, nella prefettura di Hyogo, stanno giungendo messaggi di incoraggiamento alle persone che lottano per ricostruire le zone del Tohoku colpite dal terremoto e dallo tsunami del marzo 2011. Un membro della Divisione donne di Hyogo, sopravvissuta al grande terremoto di Hanshin del 1995 (che colpì Kobe e le zone circostanti del Kansai), ha inviato questo messaggio: «Visto che abbiamo vissuto la stessa esperienza, diventiamo le persone più felici del mondo, anzi dell'intero universo!».
Qualsiasi cosa accada, non arrendiamoci mai. Facendo scaturire una forza vitale senza limiti e diventando un tutt'uno con la Legge mistica, conseguiamo una condizione vitale di suprema felicità per noi e per gli altri: questo spirito, proprio dei membri della SGI, è una luce di speranza che illumina il mondo e il nostro futuro. Lokesh Chandra, eminente filosofo indiano, ha espresso grandi aspettative nei confronti del nostro movimento dicendo: «La Soka Gakkai è come un canto, nato dal sogno che per secoli ha condiviso l'umanità».
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Oggi i membri delle Divisioni giovani uomini e giovani donne stanno mostrando una splendida crescita. Sono persone degne di fiducia che si impegnano per espandere la loro cerchia di amicizie.
Desidero trasmettere a questi nostri successori un passo degli scritti del Daishonin che incisi nel mio cuore quando fui nominato responsabile della Divisione giovani (marzo 1954). Lo interpretai come una descrizione della missione dei giovani della Soka: «In definitiva, a meno che non riusciamo a dimostrare che questo è l'insegnamento supremo, i disastri e le calamità continueranno inesorabilmente» (RSND, 1, 989).
Giovani della Soka, amici Bodhisattva della Terra dediti alla verità e alla giustizia, continuate a impegnarvi con coraggio, gioia e perseveranza! Vincete in ognuna delle vostre imprese e fate risuonare con decisione il canto trionfale della felicità e della pace!
Continuo a recitare Daimoku per il successo della vostra rivoluzione umana e per la pace e la prosperità delle vostre comunità e dei vostri paesi. State assicurando tutto questo con i vostri sforzi per diffondere ampiamente i princìpi umanistici universali del Buddismo di Nichiren Daishonin.
Miei cari amici, vi prego di restare sempre in buona salute e pieni di energia!
15 aprile 2016
(traduzione di Marialuisa Cellerino)

NR n° 582 - 1 giugno 2016 - di Daisaku Ikeda
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