Un'ondata di prove concrete

«Per valutare le dottrine buddiste io, Nichiren, credo che i metodi migliori siano la ragione e la prova documentaria. Ma ancora migliore di queste è la prova concreta»
(I tre maestri del Tripitaka pregano per la pioggia, RSND, 1, 532)

"Prova concreta" e "beneficio" sono parole che ricorrono frequentemente nella pratica buddista. Ma che cosa significa manifestare la prova concreta?
Il presidente Ikeda scrive: «Utilizzando l'enorme potere della fede e della pratica otteniamo inevitabilmente dei risultati sotto forma di benefici cospicui e incospicui» (D. Ikeda, I capitoli Hoben e Juryo, esperia, pag. 73). Ottenere benefici dalla recitazione del Daimoku è dunque certo. Tuttavia, mentre in alcuni ambiti della vita tutto sembra scorrere naturalmente, in altri, nonostante gli sforzi più appassionati, i risultati sembrano non arrivare mai.
Anche il Daishonin scrive che «quando una persona ha esaurito la propria buona fortuna, qualsia­si strategia sarà inutile» (RSND, 1, 888): ma come fare ad accumulare fortuna proprio laddove ne sentiamo la carenza?
Sensei ci assicura che non esiste nemmeno un aspetto della nostra vita che non si possa completamente rivoluzionare attraverso la fede: «È assolutamente impossibile che una persona con una fede sincera non riesca a trasformare la propria vita e a diventare felice. Questo è un principio universale. Grazie alla natura mistica della vita, il vostro cuore può cambiare tutto» (I capitoli Hoben e Juryo, esperia, pag. 229).
Se la chiave è il cuore, il nostro cambiamento interiore, l'unica cosa che conta è concentrarsi sulle cause, poiché queste proietteranno inevitabilmente i loro effetti nella realtà. Per questo è necessario recitare Daimoku "con coraggio e diligenza" e impegnarsi costantemente nel proprio cambiamento interiore. «Come mai l'aereo riesce a cambiare o addirittura invertire la rotta? Tutto ciò non avviene con un'azione unica e improvvisa, ma grazie ai "colpi" continui e ripetuti dei "correttori di assetto", posti sotto le ali, che provocano gradatamente il cambiamento» (D. Ikeda, Proposta di pace, BS, 122, 15). Così facendo, arriverà di certo il momento in cui questi continui e ripetuti colpi d'ala - le cause che poniamo istante dopo istante - ci faranno virare in una meravigliosa prova concreta.
Tutto ciò diventa possibile solo grazie alla relazione con un maestro che crede in noi anche quando ci sentiamo scoraggiati: "Sensei ha fiducia in me, perché non posso crederci anch'io?". Succede in un istante: quando il cuore del maestro e quello del discepolo si cercano fino a «combaciare perfettamente» (cfr. BS, 169, 48) la fede del maestro vive naturalmente nel discepolo, che si sforza di realizzarne l'ideale.
Sensei afferma: «Niente è più eloquente delle esperienze personali che dimostrano il potere della fede. Impegnarsi nelle attività per kosen-rufu della SGI senza farsi turbare dalle difficoltà, è di per sé una magnifica testimonianza di vittoria e una prova del conseguimento della Buddità nella propria forma presente. Raccontiamo con convinzione e sincerità le storie delle sfide che abbiamo affrontato nella realizzazione della nostra rivoluzione umana. Questa è una causa che porta una luce di felicità e speranza nel cuore degli altri» (da Vivere il Gosho, Seikyo Shimbun del 9 luglio 2015).

NR n° 586 - 1 agosto 2016
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