Non cercare il Gohonzon fuori di sè

«Io, Nichiren, ho iscritto la mia vita in inchiostro di sumi, perciò credi profondamente nel Gohonzon. Il volere del Budda è il Sutra del Loto, ma l'anima di Nichiren non è altro che Nam-myoho-renge-kyo»
da Risposta a Kyo'o, RSND, 1, 365
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Cosa si legge nel Gosho:
Non cercare mai questo Gohonzon al di fuori di te. Il Gohonzon esiste solo nella carne di noi persone comuni che abbracciamo il Sutra del Loto e recitiamo Nam-myoho-renge-kyo.
da Il reale aspetto del Gohonzon (RSND, 1, 738)
Daisaku Ikeda commenta:
dalla serie Vivere il Gosho
Il Gohonzon esiste dentro di noi. La suprema e nobile condizione vitale della Buddità brilla nelle nostre vite dedicate alla causa di kosen-rufu. Di conseguenza, non importa cosa accada, finché manterremo una forte fede, staremo bene. Non c'è niente di cui preoccuparsi. Niente è più prezioso del singolo essere umano che abbraccia e pratica la Legge mistica.
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Vi si può accedere solo con la fede
Cfr. BS, 154, 43
Il Daishonin scrive: «Il Gohonzon inoltre si trova solo nei due caratteri che significano fede. Questo intende il sutra quando afferma che si può "accedervi solo grazie alla fede"» (RSND, 1, 739). La fede è la chiave per conseguire la Buddità. Quando noi siamo di fronte al Gohonzon e recitiamo Nam-myoho-renge-kyo con fede forte e profonda, possiamo accedere al regno luminoso del tempo senza inizio manifestato nel Gohonzon.
Scopo del Gohonzon è permetterci di osservare la nostra mente, cioè risvegliarci e vedere la Buddità dentro la nostra vita. Ma essere capaci di vedere la vera natura della nostra mente, ovvero ottenere l'Illuminazione, non è qualcosa che si raggiunge attraverso il pensiero concettuale o la pratica meditativa: la base è la fede. Perciò il Daishonin scrive: «Il Gohonzon inoltre si trova solo nei due caratteri che significano fede». Il Gohonzon si manifesta nella vita di coloro che hanno una forte fede. Una persona può possedere il Gohonzon ma, se non ha fede, non otterrà benefici.
La fede è ciò che fa manifestare nella nostra vita il "cumulo di benefici" costituito dal Gohonzon. Di conseguenza, finché manteniamo una fede viva, il nostro "cumulo di benefici" non scomparirà mai.
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Il Gohonzon è dentro di noi
Da Il raggiungimento della Buddità in questa esistenza, esperia, 2008, pag. 46
Anche noi che pratichiamo il Buddismo del Daishonin corriamo il rischio di cadere in modi di pensare non buddisti se ricerchiamo la Legge al di fuori della nostra vita. Quindi, come discepoli del Daishonin, dobbiamo sempre tenere presente il suo avvertimento: «Non devi mai pensare che qualcuno degli ottantamila sacri insegnamenti di Shakyamuni [...] sia al di fuori di te». Recitare Daimoku è una pratica per rivelare la "mistica verità originariamente presente" che esiste in ogni persona e raggiungere la Buddità in questa esistenza. È una pratica meravigliosa che non ha eguali, in quanto rappresenta il mezzo col quale tutti gli esseri viventi possono ottenere l'illuminazione. Se però dimentichiamo l'ammonimento del Daishonin a non ricercare mai la Legge fuori di noi, allora per quanto possiamo praticare alacremente, perderemo di vista la via corretta per l'Illuminazione e finiremo col praticare un insegnamento non buddista.
Per questo il Daishonin è così severo su questo punto. L'essenza della pratica buddista è percepire la vera natura della nostra vita. Per fare questo bisogna intraprendere una lotta interiore. Se permettiamo a noi stessi di essere sconfitti dai tre ostacoli e dai quattro demoni non saremo in grado di raggiungere l'illuminazione. [...] Impegnandoci in questo modo possiamo manifestare la saggezza del Budda dentro la nostra vita e quindi confrontarci con la nostra oscurità e superarla. Ma se non intraprendiamo questa lotta l'oscurità avvolgerà e nasconderà la nostra natura di Budda. L'oscurità rafforza in noi le cinque inclinazioni illusorie di avidità, collera, stupidità, arroganza e dubbio. È questo ciò che accade quando si cede alla credenza che la Legge sia al di fuori di noi.
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Il gioiello della nostra vita
NR, 564, 9
Il maestro Toda affermava: «Dentro di me ho un grande potere, il potere di credere nel Gohonzon. La mia fede è in grado di superare assolutamente qualsiasi difficoltà, in qualsiasi condizione e in qualunque epoca. Ciò che conta è questa convinzione. Questo è il tesoro della vita».
Tutti i grandi benefici del Gohonzon sgorgano nella nostra vita quotidiana. Se crediamo fino in fondo nel cuore compassionevole del Budda e nella sua grande saggezza, possiamo manifestare l'immensa vita del Budda e trasformare tutto il veleno in medicina, così come siamo.
Rivolgendosi a una seguace che perseverava con forte fede, il Daishonin spiega in modo facilmente comprensibile che il Gohonzon è come il sole e la luna nel cielo, come il pilastro di una casa, come il gioiello che esaudisce i desideri che ci permette di far scaturire innumerevoli tesori, e la incoraggia dicendo che quando abbracciamo il Gohonzon, «tutti i Budda e tutti gli dèi si radunano attorno a noi per vegliarci, proteggendoci come un'ombra, giorno e notte» (RSND, 1, 556).
Questo Buddismo serve per realizzare la felicità per noi e per gli altri, insieme.
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Il vessillo della propagazione
BS, 154, 39
Il Daishonin afferma di aver rivelato il Gohonzon come «il vessillo della propagazione del Sutra del Loto», intendendo con ciò che il suo motivo ispiratore era l'ampia propagazione della Legge, ovvero kosen-rufu. Egli iscrisse il Gohonzon sotto forma di mandala in modo che tutte le persone dell'Ultimo giorno della Legge potessero ottenere l'Illuminazione. Il suo scopo era permettere a quante più persone possibile di pregare davanti al Gohonzon e assaporarne i benefici, facendole avvicinare alla Legge mistica. In questo senso il Gohonzon è il vessillo di kosen-rufu.
Con i nostri sforzi di far conoscere agli altri il Buddismo del Daishonin noi consegniamo nelle mani di una persona dopo l'altra il vessillo della rivoluzione umana e della trasformazione del karma. Tenere alto il vessillo della propagazione della Legge mistica in ogni zona, in ogni regione, significa far progredire kosen-rufu. Questo vessillo fiero, pieno di speranza, e che abbraccia tutto e tutti, è il Gohonzon.
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Il significato dell'oggetto di culto
di Il Buddismo della gente, IBISG, pagg. 64-65
Iscrivendo il Gohonzon, il Daishonin donò all'umanità l'oggetto di culto a cui tutti possono far riferimento per far emergere la Buddità nella loro vita e diventare felici. Il Gohonzon è la materializzazione di Nam-myoho-renge-kyo, la Legge eterna alla quale il Budda si è illuminato, è la causa esterna per risvegliare la Buddità latente in tutte le persone. È importante comprendere che esso non è qualcosa di esterno alla nostra vita, una divinità o un talismano che esaudisce i desideri. Esso esiste affinché sempre più persone, abbracciandolo, possano far emergere dalla propria vita i benefici illimitati della Legge mistica. Recitando Nam-myoho-renge-kyo davanti al Gohonzon ogni persona può sviluppare sempre più la tendenza verso la condizione vitale più alta, la Buddità, proprio come un ago che si magnetizza quando viene avvicinato a una calamita.

Nr n° 591 - 1 novembre 2016

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