Affrontare la vita con il daimoku

Intervista a Tamotsu Nakajima

a cura dei responsabili nazionali della Divisione futuro

Quest'anno è il quinto anniversario della Divisione futuro in Italia. Vorremmo ragionare insieme per capire come realizzare un ulteriore sviluppo e una nuova partenza.
Perché è stata creata la Divisione futuro? Ripartiamo da capo, torniamo all'origine. Qual è il punto di partenza? Che ogni ragazza e ragazzo diventi felice. Il nostro compito è incoraggiarli a praticare seriamente. Continuando a praticare alla fine tutti possono trasformare il karma e diventare felici.
Bisogna comprendere che ogni momento è importante, che è possibile utilizzare bene ogni situazione che si vive. Il Daimoku è fondamentale, ma quanto riusciamo a utilizzarlo per migliorare la nostra vita? È necessario impegnarsi per migliorare se stessi, per aumentare le proprie capacità. Ciò che conta è fare la propria rivoluzione umana. Nessuno può cambiare il tuo karma, solo tu puoi farlo. Nichiren Daishonin ci insegna come gioire della vita, come trasformare ogni sofferenza in gioia.
Siamo nati per gioire, non per soffrire, perciò decidiamo di stare bene e affrontiamo ogni circostanza con il Daimoku, pregando per la felicità nostra e degli altri.
Per riuscire a dare il massimo e fare il meglio in ogni situazione, il punto di riferimento è sempre il maestro.
A oggi ci sono circa settecento membri della Divisione futuro in Italia e tanti altri ragazzi più piccoli. Il nostro desiderio è creare una rete che possa sostenerli tutti, affinché ciascuno possa brillare come un diamante...
Bisogna fare in modo che tutti questi ragazzi tirino fuori la capacità di affrontare ogni cosa basandosi sul Daimoku, entrando in contatto con più persone possibile. Senz'altro ognuno è diverso, perciò è importante rispettare ognuno come un Budda.
Diamoci da fare affinché possano far emergere le loro potenzialità e compiere la propria missione. Cerchiamo di trasmettere loro l'importanza di praticare come ci insegna il maestro Ikeda e di affrontare ogni cosa con il Daimoku, altrimenti prevale la tendenza a scappare via dai problemi. Bisogna avere il coraggio di affrontare ogni cosa. Ogni difficoltà è un'occasione per migliorare, ma questo lo capiamo solo dopo. Sul momento si pensa: «Ma perché è toccato proprio a me?».
Il Buddismo funziona, mettendo al centro il Gohonzon e il Daimoku alla fine tutto si trasforma positivamente, proprio come afferma il Daishonin: «Quelli che credono nel Sutra del Loto sono come l'inverno, che si trasforma sempre in primavera» (RSND, 1, 477).
Ogni difficoltà è solo un ostacolo da superare. Quando si soffre il rischio è che la sofferenza ci schiacci, per questo è necessario diventare sempre più forti superando un problema dopo l'altro. Chi soffre di più può comprendere meglio il cuore degli altri e diventare una persona bellissima.
Una volta un giovane disse al presidente Ikeda che stava soffrendo per un problema. Lui gli chiese: «Quanto stai soffrendo? Cosa fai per risolvere? Dire "sto soffrendo" è facile, ma quanto Daimoku stai facendo per superare il problema? Vai fino in fondo, senza lamentarti. Nel mondo della fede, l'impossibile può diventare possibile».
Il Daishonin scrive: «La fragranza interna otterrà protezione esterna» (RSND, 1, 752): ciò significa che lucidando la nostra vita con il Daimoku, brillerà sempre più. Quando miglioriamo noi stessi, anche il nostro ambiente cambia.
Impegniamoci per creare una Divisione futuro meravigliosa! Il Daimoku è l'unica via.
Tanti genitori praticanti desiderano fortemente che i figli possano crescere nel giardino Soka e che comincino a praticare, per stare bene. Perciò si possono coinvolgere anche gli adulti e collaborare per prenderci cura insieme di ogni Futuro, senza lasciare indietro nessuno.
Vorrei che tutti sentissero amore per la Divisione futuro e che tutta la Soka Gakkai si prendesse cura dei nostri successori. Sono il nostro futuro, la nostra speranza. Se sono bravi, anche noi stiamo bene! Come ha scritto sensei di recente: «La Divisione futuro è per noi un tesoro. I giovani sono la nostra speranza. Desidero proclamare a gran voce, con fierezza: "Ammirate questi giovani bodhisattva che si impegnano nel giardino Soka!"» (NR, 602, 34).
Spesso sensei dice che in gioventù è importante "studiare duramente come tre persone, e dedicarsi alla pratica con l'impegno di una". In che modo possiamo incoraggiare le ragazze e i ragazzi della Divisione futuro?
Cerchiamo di aiutare chi ha difficoltà nello studio. A volte un aiuto fuori dal contesto scolastico può essere molto importante. Se un ragazzo riesce bene nello studio, sviluppa fiducia in se stesso.
Ciliegio, pesco, prugno, susino... ciascuno ha le sue caratteristiche, non bisogna sminuirsi né paragonarsi agli altri. È importante quindi incoraggiarli a credere in se stessi e aiutarli concretamente. Per sostenerli facciamo qualcosa di concreto che possa renderli felici. Così si crea amicizia, si stringono legami. È importante anche far capire loro che per vincere su qualsiasi cosa occorre fare Gongyo e Daimoku con serietà.
I ragazzi vanno incoraggiati a partecipare agli zadankai e alle riunioni mensili della Divisione futuro, anche se hanno molti impegni scolastici ed extrascolastici?
Per gli studenti la prima cosa è studiare. È inutile partecipare a tutte le attività se poi si trascurano gli studi. Lo studio è il punto centrale. Sensei ha dato cinque punti per la Divisione futuro: studio, salute, amore per i genitori, amicizia, lettura (vedi Protagonisti della nuova era, IBISG, pag. 19). Tutto al primo posto, perché in ogni momento, qualunque cosa facciamo, possiamo dare il cento per cento.
Per quanto riguarda lo shakubuku, l'importante è il desiderio che tutti diventino felici, e questo i Futuro lo sentono naturalmente, molto forte, verso gli amici.
Come possiamo trasmettere alle generazioni future la relazione maestro e discepolo?
Noi che abbiamo conosciuto il presidente Ikeda direttamente abbiamo il compito di tramandare alle prossime generazioni il suo spirito, i suoi ideali, il suo comportamento. In Giappone è più facile parlare di questo, perché tutti sentono la trasmissione della relazione maestro e discepolo come una missione. Ma sarà sempre più importante, in tutto il mondo, sentire che ognuno ha la missione di tramandare questo legame con sensei. Se pratichiamo correttamente, sentiamo naturalmente di trasmettere ai giovani ciò che abbiamo imparato attraverso il legame con il maestro Ikeda. Chi ha uno spirito altruista sente il desiderio di trasmettere tutto ciò che ha imparato dal maestro. Bisogna diventare altruisti. Un vero buddista non è egoista. Bisogna trasformare l'egoismo in altruismo. È importante voler bene agli altri, desiderare che tutti siano felici.
Cosa vorresti dire ai ragazzi della Divisione futuro?
Cercate di praticare come insegna Nichiren Daishonin, per voi stessi e per gli altri. Questa è la pratica adatta al nostro tempo. Il Daishonin ci ha lasciato Nam-myoho-renge-kyo e il Gohonzon per diventare felici insieme agli altri. E vorrei dire loro quel che disse sensei ai giovani italiani nell'81: «Mirate a vent'anni di pratica!». L'importante è non smettere di praticare.
Vorrei concludere con le parole del presidente Ikeda: «Quali sogni serbate nel cuore? Quali speranze? Una vita colma di speranza è forte. La speranza è l'arma più potente. [...] La gioventù è il tempo dei grandi cambiamenti ed è anche un momento di grande confusione. La società offre poco sostegno e talvolta potreste sentirvi soli come in una terra desolata o su un campo di battaglia. A volte vi sembrerà di non poter riporre fiducia in nessuno, che nessuno vi voglia bene o che non abbiate più ragioni per vivere. Ma non giudicatevi. Non dovete mai cedere allo sconforto. Non c'è nessuno in questo mondo che non abbia una propria missione. Non sareste nati se non aveste una missione da compiere. Non può piovere o nevicare per tutto l'anno. Ricordatevi che dietro le nuvole il sole risplende in ogni momento. [...] Ho piena fiducia in tutti voi. Vivo per la vostra felicità, per il vostro futuro. Voi siete la speranza dell'umanità. Ognuno di voi incarna la speranza stessa. Ognuno possiede un prezioso tesoro» (D. Ikeda, Preghiera e azione, esperia, V-VII).

NR n° 603 - 1 maggio 2017
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