Abbiamo tutti una grande missione

Pratico da maggio 2015 e la mia vita da allora è completamente cambiata. Se dovessi usare degli aggettivi per spiegare i sentimenti che hanno caratterizzato la mia infanzia direi: tristezza, disarmonia, rabbia, dolore, paura, angoscia. Ciò era dovuto a seri problemi in famiglia. Soffrivo così tanto che iniziai ad avere anche seri disturbi di salute. Nonostante il mio forte desiderio di cambiamento, rimaneva tutto uguale: come spiega il Buddismo vivevo nello stato di inferno!
La prima volta che ho visto il Gohonzon avevo dodici anni ed ero stato invitato con mia mamma a una riunione. Sono stato felicissimo quando lei ha ricevuto il Gohonzon, e ho determinato subito obiettivi legati all'armonia in famiglia, alla mia salute, alla scuola.
Sapevo che non era una cosa facile, ma finalmente sentivo di aver trovato la strada giusta, così iniziai a frequentare regolarmente le riunioni e a studiare il Gosho. Una frase che mi ha sempre colpito molto recita: «Il mezzo meraviglioso per porre veramente fine agli ostacoli fisici e spirituali di tutti gli esseri viventi non è altro che Nam-myoho-renge-kyo» (RSND, 1, 747). Nei momenti più difficili leggo anche le guide del presidente Ikeda che mi incoraggia molto.
Intanto di giorno in giorno il mio stato vitale si alzava e anche in famiglia le cose cambiavano: mia mamma, mentre approfondiva la fede, determinava di realizzare il suo sogno di diventare una cantante lirica, tanto che adesso ha aperto un'associazione di canto lirico. Mio fratello è diventato membro della Soka Gakkai e anche con papà le cose vanno bene.
Per quanto riguarda la scuola, la pratica mi ha aiutato a chiarirmi le idee nella scelta delle superiori. Prima ancora, durante l'ultimo anno delle medie sono riuscito a migliorare i rapporti con i miei compagni. Pregavo per far emergere la mia natura di Budda, per la loro felicità e affinché potesse nascere un'amicizia sincera, ovviamente cambiando prima di tutto il mio atteggiamento. Oggi frequento il Liceo Artistico, che mi appassiona molto, e sono felice di aver trovato un ambiente armonioso. Ho parlato del Buddismo a molti compagni di scuola e agli insegnanti, che ne apprezzano i principi. Una volta la professoressa di religione mi ha chiesto di far vedere come si svolge la nostra pratica. Io mi sono messo a recitare Daimoku brevemente, seguito con interesse sia dall'insegnante che da qualche compagno. Altri ridevano, ma io sono rimasto tranquillo. Un giorno una di loro a causa di un problema di salute su mio suggerimento ha anche recitato Daimoku!
Questo inverno ho inviato una lettera al presidente Ikeda raccontandogli come è cambiata la mia vita e quella della mia famiglia dopo aver abbracciato il Buddismo di Nichiren Daishonin. Lui mi ha inviato un juzu, cosa che mi ha fatto commuovere tantissimo e che ho apprezzato molto.
Riguardo alla mia salute ho avuto un grande beneficio: da quando pratico, per circa due anni non ho avuto più i sintomi che avevano limitato la mia vita per tanto tempo!
Quando ho cominciato a scrivere questa esperienza, pur essendone molto felice, sapevo più o meno consciamente che farlo avrebbe fatto riaffiorare le emozioni provate nel periodo più buio della mia vita. Ma ho deciso di scriverla, perché così avrei potuto incoraggiare le persone ad affrontare la vita con coraggio. Ed eccomi qui vittorioso in questa sfida con me stesso!
Adesso sento molta fiducia verso il futuro. Sono determinato a realizzare tutti miei sogni, diffondere il più possibile il Buddismo di Nichiren Daishonin, e lottare per kosen-rufu, creando una vita piena di valore, e aiuterò le persone a fare lo stesso. Come dice il presidente Ikeda, ognuno ha una grande missione, e io voglio portare a termine la mia a fianco ai miei compagni di fede.

NR n° 603 - 1 maggio 2017 - di M. P.
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