La mia nuova rivoluzione umana

Con questa intervista a Tamotsu Nakajima, direttore generale dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, si apre lo speciale dedicato al tema della "mia nuova rivoluzione umana": un percorso in cui far emergere il vero io e risvegliarsi alla propria missione di Bodhisattva della Terra, fino a sorprendere perfino se stessi per ciò che si riesce a realizzare.

"Determino di sfidarmi in ogni momento nella mia personale nuova rivoluzione umana": questa la promessa che è stata sottoscritta dai responsabili italiani all'inizio di quest'anno al corso di Cecina e inviata al presidente Ikeda. Cosa si intende?
Ci sono tanti modi per intendere questa "nuova rivoluzione umana", io la vedo proprio come una nuova partenza per la nostra organizzazione. Dal 2012 è cominciato un periodo di due anni per riorganizzare la Soka Gakkai, per migliorarla e ripartire in vista del prossimo 18 novembre, quando sarà inaugurata a Tokyo la nuova sede centrale, il castello di kosen-rufu mondiale. È giunto il tempo di decidere di fare una profonda trasformazione, di lasciare l'aspetto transitorio (shakumon) e ripartire abbracciando il profondo (honmon). Per la nostra vita ciò vuol dire manifestare il vero io, il vero motivo della nostra esistenza, realizzando una "nuova" rivoluzione umana.
Il termine "nuova" significa trovare lo scopo della vita, comprendere perché sono qua, risvegliare una nuova consapevolezza. Ogni giorno mi domando come portare avanti la Soka Gakkai italiana; per me "nuova" vuol dire anche non ragionare più come prima, cercare un modo nuovo, rinnovare sempre la decisione di dedicarmi a kosen-rufu. È fondamentale mantenere la nostra decisione in ogni momento. Siamo in una nuova fase, una nuova era. Quando insegnavo ai ragazzi, da giovane, mi accorgevo che ogni anno gli studenti erano diversi. I tempi cambiano velocemente. Tutti noi ora dobbiamo cambiare. Sono davvero contento dei giovani. Anche i giovanissimi sono molto diversi da come ero io alla loro età; dicono delle cose bellissime e profonde... Ogni generazione ha le sue particolarità.
Recentemente in Giappone si è parlato del significato della costruzione della nuova sede centrale della Soka Gakkai...
Adesso abbiamo la possibilità di creare un tempo nuovo. Esiste il tempo naturale, oggettivo, e poi c'è il tempo che si crea in base alla decisione di ognuno. Pensiamo al presidente Ikeda, alla campagna di Kamata, al capitolo Bunkyo... fin dall'inizio stabiliva obiettivi impossibili e riusciva a realizzarli, impegnandosi con tutte le forze. In ogni momento è lui che crea il tempo, il tempo di kosen-rufu.
Il presidente Toda realizzò prima della sua morte l'obiettivo di 750.000 famiglie di praticanti in Giappone, e dopo solo sette anni erano arrivate a tre milioni, grazie alla decisione del giovane Ikeda di realizzare il sogno del suo maestro! Incredibile. Anche noi, lavorando insieme a sensei, riusciremo a creare un grande movimento.
Dopo l'ottantesimo anniversario della Soka Gakkai pensavamo di puntare al 2030, ma il presidente Ikeda ci ha indicato una tappa intermedia, il 18 novembre di quest'anno: un trampolino verso il centenario, una grande occasione per tutti noi. La nuova sede della Soka Gakkai è fondamentale per lo sviluppo di kosen-rufu a livello mondiale. È il concetto stesso di religione che si sta trasformando, mettendo al centro le persone comuni. Possiamo dire che il Buddismo di Nichiren Daishonin, portato avanti dalla SGI, si sta affermando come religione mondiale della nostra epoca. Tra un po' di tempo comprenderemo meglio questi cambiamenti, man mano diventerà tutto più chiaro.
Sono passati solo ottant'anni dalla fondazione della Soka Gakkai, e ancor meno se pensiamo alla ricostruzione nel dopoguerra e ai primi viaggi del presidente Ikeda fuori dal Giappone, dal 1960 in poi. Ovunque andasse recitava Daimoku per piantare i semi della Legge mistica. Nessuno allora immaginava un tale sviluppo...
In questo momento così importante per lo sviluppo di kosen-rufu, cosa dobbiamo cambiare nella nostra vita?
Ognuno deve cercare di capire che è un Bodhisattva della Terra ed è nato per propagare la Legge mistica. La nostra vita ha un grande valore, perciò bisogna utilizzarla al meglio, cercando di far emergere il motivo originale per cui siamo al mondo e risvegliare la consapevolezza di essere Bodhisattva della Terra che ricercano la felicità di ogni persona. Questo porta un beneficio enorme, è un punto di vista veramente diverso, rivoluzionario. Stiamo tutti praticando per risolvere i nostri problemi, ma la pratica di Nichiren Daishonin non si limita a questo. Anche alle persone nuove bisogna trasmettere fin dall'inizio in che cosa consiste la pratica corretta.
A volte, pur impegnandoci nella nostra rivoluzione umana e nell'attività, kosen-rufu nella nostra zona non progredisce. Da cosa dipende?
Quando ci impegniamo nella nostra rivoluzione umana e nell'attività per kosen-rufu, qualcosa si vede subito e qualcosa no, ma il progresso sicuramente c'è. Vedere subito il risultato non è essenziale, ciò che conta è la nostra convinzione. Ad esempio, se prendiamo una medicina continuando a domandarci se funziona o no, questa potrebbe non funzionare. Siamo noi che abbiamo la possibilità di far funzionare le cose, ma il problema è il dubbio nella nostra testa. Non possiamo perdere nella lotta contro l'oscurità, per questo non dovremmo dubitare, ma credere a ciò che dice il Daishonin, credere a ciò che dice il maestro. Si può risolvere tutto praticando, studiando e facendo conoscere il Buddismo agli altri, in altre parole facendo shakubuku. Nichiren ha lasciato questa pratica così semplice perché fosse accessibile a tutti. Ma bisogna credere.
E quando la nostra vita non progredisce, cosa possiamo migliorare?
La vita comprende tante cose e ogni aspetto è da migliorare. Se vuoi diventare Budda devi migliorare il comportamento da essere umano. Il Daishonin scrive: «Il cuore di tutti gli insegnamenti del Budda è il Sutra del Loto e il cuore della pratica del Sutra del Loto si trova nel capitolo "Mai Sprezzante". Cosa significa il profondo rispetto del Bodhisattva Mai Sprezzante per la gente? Il vero significato dell'apparizione in questo mondo del Budda Shakyamuni, il signore degli insegnamenti, sta nel suo comportamento da essere umano» (RSND, 1, 756).
A volte la nostra rivoluzione umana si blocca perché cadiamo nelle quattordici offese. Come evitarle?
Dopo la pioggia si formano le pozzanghere e a noi piace scivolarci dentro, ma se vogliamo possiamo evitarle. Non commettere le quattordici offese non è una cosa automatica. Il Daishonin afferma che se pratichiamo correttamente, proprio come lui insegna, siamo naturalmente esenti dalle prime dieci. Le ultime quattro, invece, (disprezzare, odiare, invidiare, serbare rancore) bisogna decidere di non farle, perché è veramente difficile evitarle. Per non commettere le quattordici offese bisogna seguire ciò che è scritto nel Gosho e i consigli del presidente Ikeda, che spiega in termini attuali gli insegnamenti buddisti.
Non basta praticare, bisogna cambiare anche il modo di comportarci. È vero che siamo potenzialmente dei Budda, ma è importante manifestare tale potenzialità nel comportamento. Se non ci comportiamo da Budda, in realtà non lo siamo. Anche il Bodhisattva Mai Sprezzante si inchinava dicendo alle persone che sarebbero diventate Budda. Quel "diventare Budda" si riferisce al modo di comportarsi.
Se vediamo tutti come Budda è impossibile comportarci in modo rabbioso verso gli altri. Quando prevale la rabbia è perché non si riesce a vedere la Buddità. Il nostro comportamento riflette la nostra condizione vitale.
Tutto parte dalla preghiera, ma quale tipo di preghiera ci permette di continuare a sfidarci di fronte a grossi ostacoli?
Ci vuole una preghiera che comprende tutto, ichizen in giapponese (zen: bene; ichi: uno), che significa "l'unico bene che comprende tutto", quello portato avanti dai bodhisattva-Budda che agiscono sempre per il bene degli altri. Nel Rissho ankoku ron (Adottare l'insegnamento corretto per la pace nel paese) il Daishonin spiega l'importanza di adottare la visione corretta della vita e abbandonare "l'unico male da bandire" (ikkyo in giapponese; cfr. RSND, 1, 16) che portava a credere di poter raggiungere la felicità solo dopo la morte. Questa visione porta le persone ad abbandonare completamente la vita, a lasciarsi andare; ma la vita è da utilizzare al meglio, perciò la preghiera deve essere indirizzata verso l'unico bene: la felicità di tutti. Questo tipo di preghiera comprende ogni cosa. Se oscilliamo continuamente non otterremo mai l'Illuminazione. Tutte le situazioni sono relative, ma Nam-myoho-renge-kyo è assoluto, è l'unico bene: significa desiderare la felicità di ogni persona e decidere di agire per questo obiettivo, in altre parole kosen-rufu.
Il Buddismo del Daishonin parte dal Daimoku, bisogna quindi recitare Nam-myoho-renge-kyo e farlo conoscere agli altri, proprio come è scritto nel Gosho: «Adesso, nell'Ultimo giorno della Legge, il Daimoku che recita Nichiren è diverso da quello delle epoche precedenti. È Nam-myoho-renge-kyo che comprende sia la pratica per sé, sia insegnare a praticare agli altri» (WND, 2, 986).
Come si fa a cambiare il karma accumulato nel passato? Si tende a pensare che sia impossibile, ma con una forte preghiera possiamo trasformare anche l'impossibile.
Questo Buddismo è immenso, l'importante è continuare a recitare Daimoku e fare shakubuku. Tante volte ci perdiamo in piccolezze, chiedendoci se una cosa sia giusta o sbagliata. Ma la visione di kosen-rufu è molto vasta, comprende ogni aspetto della vita. Approfondire la consapevolezza di essere Bodhisattva della Terra permette di vedere tutto da una prospettiva più ampia.

NR n°516 (15 luglio 2013) a cura di Anna Conti e Matteo Pisani
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