Che cos' è il bene? E cos'è il male?

Forse, cercando dentro dentro, dove le parole sembrano quasi inutili perché non bastano a spiegare, ognuno di noi lo sa. Poi c' è la vita di tutti ì giorni, quella vera e concreta in cui ogni attimo decide del futuro, e tutto è talmente troppo e tutto mischiato, sentimenti, ricordi, desideri, pensieri, aspettative. Ci sono gli altri e ci sono io, questo piccolo io che fatica così tanto a capire qual' è la giusta direzione, e come comportarsi e come fare per fare bene. La pratica del Buddismo in fondo è una lotta senza fine, una eterna lotta fra il bene e il male, l 'oscurità e l' illuminazione, la felicità e l' infelicità, la pace e la guerra, la creazione e la distruzione, l' armonia e il disaccordo. Questo è il vero aspetto dell'universo. Perciò l' unica strada, l'unica alternativa è lottare e vincere. Per questo il Budda viene chiamato anche il vittorioso. Non si può eliminare l'oscurità. Ma combatterla si, si deve. Vincere tendenze, pensieri che offendono la vita, attaccamenti, stupidità. Vincere l' illusione di essere poveri e impotenti, bisognosi e deboli, combattere lo sguardo di miseria, di invidia o di rancore. Ogni giorno illuminarci e vincere sulla nostra oscurità. Il male c' è, ovunque. E può distruggere i nostri sforzi, le cose belle, persino la vita. Se non lo combattiamo, se non abbiamo il coraggio di guardarlo negli occhi e sfidarlo. Non domani, non quando ci sentiremo pronti, ma ora. In questo luogo, in questo istante posso decidere di sconfiggere il male che vedo dentro e fuori di me. E vincere, da Budda e da essere umano.

Buddismo e società n° 158
stampa la pagina

Commenti

Posta un commento