Prima azione

Una prima azione, piccola in apparenza ma in realtà di grande sostanza, possiamo cominciare a metterla in pratica quando conduciamo una recitazione: è importante comprendere che in quel momento ci facciamo carico della felicità di chi sta pregando insieme a noi.
La fede si manifesta con le azioni: ecco allora come si comprende che il Daimoku della fede e il Daimoku della pratica sono due facce della stessa realtà, in costante interrelazione tra di loro.
Più noi impariamo ad aprire il nostro cuore grazie al Daimoku e più il nostro Daimoku diventa efficace e potente, il vero motore della rivoluzione umana, in un circolo virtuoso che ci fa trasformare.
Ogni giorno che noi recitiamo Daimoku, abbiamo la splendida occasione di evolverci, di rinnovare il nostro spirito di ricerca, i nostri sogni e possiamo imparare a fare quello che non abbiamo ancora fatto, cercare dove ancora non sappiamo.
Daimoku è anche sentire la nostra bellezza, quella degli altri, arrivare a percepire che tutto segue un ordine e un' armonia ben precise, e che senza Daimoku questo ordine e quest'armonia non ci sarebbero.
Il Daimoku quindi, è qualcosa di meraviglioso che va sperimentato e non si può capire solo con la testa: bisogna farlo con la vita.
Solo allora possiamo iniziare a sperimentare la gioia di cui parla il Gosho, e trasmettere agli altri la vera natura e la semplice bellezza di tutto quello che ci circonda.

da il Nuovo Rinascimento n. 487
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