L'oggetto di culto per l'osservazione della mente

Nel Buddismo di Nichiren Daishonin l'oggetto di culto sono i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo iscritti nel mandala Gohonzon. A differenza di altri oggetti di venerazione della tradizione buddista, il Gohonzon non rappresenta figure di Budda o bodhisattva ma ha al centro i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo, la Legge inerente a ogni vita che dà origine a tutti i Budda. Poiché la cosa più importante è percepire nel proprio cuore questa suprema Legge dei cinque caratteri di Myoho-renge-kyo, il Gohonzon è detto "oggetto di culto per l'osservazione della mente"

Con profondo rispetto la Soka Gakkai ha adottato come oggetto di culto, alla base della sua fede e della sua pratica, il mandala iscritto da Nichiren Daishonin. L'essenza del Buddismo di Nichiren è contenuta in questo oggetto di culto.
Gli insegnamenti dei tre presidenti della Soka Gakkai - Tsunesaburo Makiguchi, Josei Toda e Daisaku Ikeda - hanno in definitiva l'unico scopo di spiegare l'importanza e il significato del concetto di honzon - oggetto di culto.
La visione che aveva Nichiren Daishonin dell'oggetto di culto, e il suo significato esposto dalla Soka Gakkai, vanno oltre la concezione convenzionale della tradizione buddista giapponese basata su un credo legato all'appartenenza al tempio.

Il Daishonin espose la sua visione dell'oggetto di culto per rispondere alle seguenti domande:
Qual è il fondamento per essere felici?
Qual è il modo corretto di vivere per chi abbraccia il Buddismo?
Per che cosa si dovrebbe nutrire rispetto e a cosa si dovrebbe aspirare?
Qual è il punto originale a cui le persone tendono?
Nichiren iscrisse il Gohonzon come oggetto di fondamentale rispetto - oggetto di culto o devozione - affinché tutte le persone diventassero felici e vivessero appieno la propria esistenza. Il Gohonzon fu la sua risposta alle precedenti domande: l'oggetto di culto è la suprema Legge rivelata nel Sutra del Loto, ovvero i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo. Se si vive fino alla fine dell'esistenza con i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo nel proprio cuore come oggetto di culto, si può sicuramente manifestare in questa vita lo stesso stato di gioia, felicità, pace e sicurezza del Budda.
Il Gohonzon iscritto da Nichiren Daishonin permette a ogni persona di percepire questa Legge suprema dentro di sé e di manifestare lo stato supremo della vita, ovvero la Buddità, nella propria esistenza. Per questo motivo si chiama "oggetto di culto per l'osservazione della mente". [Qui "mente" ha il significato più esteso di "cuore" o "vita", cfr. p. 61].
Il Daishonin poté manifestare nella propria vita la natura suprema che si fonde con la Legge suprema affrontando e superando numerosi ostacoli e demoni, come il demone del potere e il demone della morte. In questo modo riuscì a provare la validità del potere della Legge.
Questo è un punto fondamentale: poiché viviamo in un'epoca malvagia, per manifestare la natura suprema nella nostra vita dobbiamo lottare contro l'oscurità che esiste sia dentro sia fuori di noi e impedisce il corretto funzionamento della Legge suprema.
L'unico strumento per dissipare l'oscurità è la fede. Il Daishonin afferma: «La sola parola "fede" è la spada affilata con cui si affronta e si vince l'oscurità o ignoranza fondamentale» (Raccolta degli insegnamenti orali, Buddismo e società, n. 116, p. 61).
L'oscurità si manifesta sotto forma di varie funzioni negative che hanno lo scopo di confonderci. Nell'epoca malvagia dell'Ultimo giorno della Legge si manifesta in particolare sotto forma dei tre ostacoli e dei quattro demoni per attaccare le persone che si sforzano di manifestare la Buddità dedicandosi alla Legge mistica. Il Daishonin ci ha mostrato come lottare contro questa natura oscurata.

I cinque caratteri di Myoho-renge-kyo

Myoho-renge-kyo è il nucleo essenziale del Sutra del Loto (è il titolo del sutra, e dunque come ogni titolo riassume il significato dell'intero testo).
Non solo: i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo sono la fonte primaria da cui origina il concetto, dichiarato nel Sutra del Loto, della possibilità che tutte le persone hanno di conseguire la Buddità.
Nel sutra si afferma che è questa Legge che permette al Budda di essere tale, e il Budda la ripete costantemente, la custodisce sempre nel suo cuore e la trasmette ai bodhisattva.
Poiché i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo sono la Legge fondamentale per il conseguimento della Buddità che permette ai Budda di essere tali, essi sono definiti semi della Buddità. E poiché i semi della Buddità danno vita ai Budda, essi sono il padre e la madre dei Budda. Per questo motivo il Daishonin ci insegna a considerare come oggetto di culto non i Budda ma i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo che li generano.
L'oggetto di culto iscritto dal Daishonin è la descrizione del seme della Buddità di Myoho-renge-kyo che si è manifestato nella sua stessa vita, che a sua volta ha il potere di stimolare direttamente il seme della Buddità inerente alla nostra vita.
Per questo motivo la concezione dell'oggetto di culto nel Buddismo di Nichiren è quella di "oggetto di culto per l'osservazione della mente".

Il significato di honzon, "oggetto di culto".
Nel Buddismo la parola giapponese honzon significa "oggetto di fondamentale rispetto", ossia "oggetto principale di fede o di culto". Questo significato tradizionale si ritrova anche nella definizione di honzon nel Buddismo di Nichiren.
Nella tradizione religiosa buddista basata sull'appartenenza al tempio si usavano oggetti di culto nella forma di statue di legno o di mandala sui quali erano scolpite o dipinte immagini di Budda o di bodhisattva. Nel Buddismo di Nichiren, invece, l'oggetto di culto è un mandala recante alcune iscrizioni. Ciò ha un profondo significato, perché in questo modo viene superata la visione convenzionale dell'oggetto di culto diffusa nelle scuole buddiste dell'epoca.
Dopo la morte di Nichiren, tra i suoi discepoli solo Nikko dichiarò che il vero oggetto di culto erano i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo che il Daishonin aveva iscritto in forma di mandala, mentre i cinque preti anziani (designati dal Daishonin come i principali successori, assieme a Nikko, del suo insegnamento) e i loro discepoli seguirono la tendenza tradizionale del Buddismo dell'epoca, che adottava come oggetto di culto statue in legno del Budda.
Nelle Indicazioni per i credenti della scuola Fuji (testo scritto da Nitcho sotto la guida di Nikko Shonin, n.d.r.) c'è scritto: «Secondo la dottrina affermata dal Daishonin, i dipinti o le statue dei Budda e dei bodhisattva non devono mai essere considerati come "oggetto di culto". Nikko afferma che, in base agli scritti del fondatore, solo i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo devono essere considerati l'oggetto di culto. In altre parole si tratta del mandala iscritto da Nichiren Daishonin stesso» (GZ, 1606).
La Soka Gakkai ha ereditato la dottrina della scuola di Nikko, il solo che abbia interpretato correttamente il significato dell'oggetto di culto secondo Nichiren.

Cosa significa "oggetto di culto per l'osservazione della mente"

La cosa più importante è percepire nel proprio cuore la suprema Legge dei cinque caratteri di Myoho-renge-kyo. Questo è il significato dell'oggetto di culto per osservare la propria mente.
Il Daishonin afferma che i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo sono l'essenza dell'oggetto di fondamentale rispetto, poiché sono il seme della Buddità che permette ai Budda di manifestarsi come tali. La scritta Nam-myoho-renge-kyo, posta al centro del Gohonzon, esprime questa essenza. Come abbiamo già affermato, i cinque caratteri rappresentano la Legge da cui nascono tutti i Budda, e quindi sono il padre e la madre di tutti i Budda. Per questo motivo si considerano come oggetto di culto i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo e non il Budda.
Scrive a tale proposito il Daishonin: «Domanda: se è così, perché non prendi Shakyamuni come tuo oggetto di culto, ma invece fai del Daimoku del Sutra del Loto l'oggetto di culto? Risposta: dovresti guardare i passi del sutra e il commentario che ho citato prima. Non è una cosa che ho stabilito io. Il Budda Shakyamuni e T'ien-t'ai sono coloro che hanno dichiarato che il Sutra del Loto dovrebbe essere l'oggetto di culto. E ora, in quest'ultima epoca, anch'io, Nichiren, seguendo l'esempio del Budda e di T'ien-t'ai, prendo il Sutra del Loto come oggetto di culto. Faccio questo perché il Sutra del Loto è il padre e la madre del Budda Shakyamuni, l'occhio dei Budda. Shakyamuni, Mahavairochana e tutti gli altri Budda delle dieci direzioni nacquero dal Sutra del Loto. Perciò io ora prendo come oggetto di culto quello che è in grado di far emergere una tale forza vitale» (Domande e risposte sull'oggetto di culto, WND, 2, 788-789).
Qui Nichiren spiega che poiché i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo sono la Legge che dà vita a tutti i Budda, questa Legge è l'oggetto di culto.
Questa è la grande Legge universale che abbraccia e sostiene tutte le forme di vita dell'universo. Ogni forma di vita esiste grazie al potere di questa Legge suprema, e riesce a conseguire la Buddità manifestando questo grande potere.
Poiché questa Legge è la verità mistica che abbraccia tutto l'universo ed è inerente a tutte le forme di vita e a tutti i fenomeni, il suo potere può manifestarsi in tutte le esistenze; questo potere mistico e meraviglioso (myo significa sia "mistico" sia "meraviglioso") porta il beneficio di rivitalizzare una vita oscurata dalle illusioni e dalle sofferenze.
Il fatto di avere inerente la Legge mistica dota ogni vita della "natura buddica", che per definizione è "la potenzialità di manifestare la Buddità".
Le funzioni che impediscono di manifestare questa natura buddica sono le illusioni e i desideri che esistono nella vita di ognuno. Quando la natura buddica è oscurata dai desideri e dalle illusioni viviamo immersi nei nove mondi, mentre nel momento in cui sconfiggiamo i desideri e le illusioni manifestiamo il decimo mondo, la Buddità. Quindi la causa per conseguire la Buddità si trova nella vita delle persone comuni dei nove mondi.
Nel momento in cui manifestiamo la saggezza per sconfiggere le illusioni, la nostra vita passa dai nove mondi alla Buddità.

Nel Gohonzon, illuminato dalla luce di saggezza della Legge di Myoho-renge-kyo, le persone dei dieci mondi e il loro ambiente manifestano «i nobili attributi che possiedono intrinsecamente».
Scrive il Daishonin: «Nel Gohonzon dimorano, senza eccezione alcuna, tutti i Budda, i bodhisattva e grandi saggi, tutti i vari esseri dei due mondi e degli otto gruppi che appaiono nel capitolo Introduzione del Sutra del Loto. Illuminati dalla luce dei cinque caratteri della Legge mistica, rivelano i nobili attributi che possiedono intrinsecamente. Questo è l'oggetto di culto» (Il reale aspetto del Gohonzon, RSND, 1, 738).
La frase «i nobili attributi che possiedono intrinsecamente» è da considerare un'altra espressione di Myoho-renge-kyo e significa che tutte le forme di vita vivono in armonia e in simbiosi, manifestando le proprie caratteristiche come valori unici. Questo è il mondo della creazione di valore, dove ognuno può esprimere il suo massimo valore sia individualmente che nella relazione con gli altri.
I cinque caratteri di Myoho-renge-kyo sono invisibili ma il risultato del loro funzionamento si manifesta chiaramente nel momento in cui ogni forma di vita realizza pienamente se stessa in modo armonioso con tutto il resto dell'universo, esprimendo i suoi nobili attributi inerenti. Questa armonia è la manifestazione di Myoho-renge-kyo, cioè dell'oggetto di culto.

I cinque caratteri di Myoho-renge-kyo, il vero oggetto di culto nel Buddismo di Nichiren, sono la Legge fondamentale dell'universo che abbraccia e sostiene tutte le forme di vita.
Nel Gosho il Daishonin illustra il principio del "vero aspetto di tutti i fenomeni", perché i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo rappresentano la legge fondamentale o il vero aspetto che è inerente a tutti gli esseri viventi e a tutti i fenomeni. Di conseguenza, per quanto possa essere profondo il grado di illusione, il potere dei cinque caratteri di Myoho-renge-kyo può manifestarsi nella vita individuale.
«È quello che indica il sutra con l'espressione "il vero aspetto di tutti i fenomeni". Miao-lo afferma: "Il vero aspetto si manifesta invariabilmente in tutti i fenomeni e tutti i fenomeni si manifestano invariabilmente nei dieci fattori. I dieci fattori si manifestano invariabilmente nei dieci mondi e i dieci mondi si manifestano invariabilmente in corpo e terra". Si afferma anche che il profondo principio del vero aspetto è la Legge originariamente inerente di Myoho-renge-kyo. Il Gran maestro Dengyo scrisse: "Un singolo istante di vita che comprende i tremila regni è il Budda di gioia illimitata e questo Budda non assume augusti attributi"» (Il reale aspetto del Gohonzon, RSND 1, 738).

Il Daishonin rivelò anche che i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo sono l'unica Legge meravigliosa che possiede simultaneamente causa ed effetto.
«Il principio supremo [cioè la Legge mistica] in origine non aveva nome. Mentre il santo osservava il principio e assegnava i nomi a tutte le cose, percepì l'esistenza di quest'unica Legge meravigliosa [myoho] dotata simultaneamente di causa ed effetto [renge] e la chiamò myoho renge. Quest'unica Legge di myoho renge comprende in sé tutti i fenomeni dei dieci mondi e dei tremila regni, nessuno escluso. Chiunque pratichi questa Legge otterrà simultaneamente sia la causa che l'effetto della Buddità. Il santo praticò con questa Legge come maestra e raggiunse l'Illuminazione; perciò ottenne simultaneamente sia la mistica causa sia il mistico effetto della Buddità, diventando così il Tathagata di perfetta Illuminazione e virtù pienamente realizzate» (L'entità della Legge mistica, RSND, 1, 374).
Il principio della legge di simultaneità di causa ed effetto dimostra che con un forte ichinen, trasformando lo stato vitale, è possibile passare dai nove mondi al mondo di Buddità. Poiché la trasformazione avviene in un attimo, la causa contenuta nei nove mondi e l'effetto contenuto nel mondo di Buddità coesistono. In altri termini la Legge mistica, che è la causa dell'ottenimento della Buddità, è per sua natura intrinseca nella nostra vita, e poiché il suo effetto - l'ottenimento della Buddità - si manifesta nella nostra vita, entrambi, causa ed effetto della Buddità, sono compresenti nella nostra vita.
Facciamo un esempio. Paragoniamo la Legge mistica al sole che splende nel cielo, e la sfiducia e le illusioni a nubi nere. Se le nuvole si addensano nel cielo la terra si oscura e, anche se ci sono dei bellissimi fiori, non si possono vedere, così come è difficile evitare eventuali pericoli. Però, appena i nuvoloni si diradano, tutto si rischiara e diventa possibile ammirare pienamente la bellezza dei fiori e avanzare evitando facilmente gli ostacoli.
Quando passiamo dalla sfiducia alla fede è come se spazzassimo via le nuvole scure dal cielo: il sole di myoho pervade la nostra vita e lo stato vitale passa subito dai mondi inferiori al mondo di Buddità. Myoho-renge-kyo è il nome che viene dato alla simultaneità di causa ed effetto della Legge mistica.
Per questo il Daishonin dice che il punto fondamentale è la fede in Myoho-renge-kyo. Poiché Myoho-renge-kyo è sia la causa che l'effetto della Buddità, Nichiren lo ha iscritto al centro del Gohonzon. Sempre nel Gohonzon, in basso, c'è la sua firma, a testimoniare il fatto che lui stesso ha ottenuto la Buddità grazie ai cinque caratteri di Myoho-renge-kyo.
Durante la persecuzione di Tatsunokuchi il Daishonin dimostrò con la sua vita che una persona comune che vive nell'Ultimo giorno della Legge può manifestare il proprio potere innato come entità della Legge mistica.
Il dodicesimo giorno del nono mese del 1271 Nichiren Daishonin fu sul punto di essere decapitato sulla spiaggia di Tatsunokuchi, ma un oggetto luminoso apparve nel cielo e i soldati, terrorizzati, rinunciarono all'esecuzione. In occasione di questa persecuzione, apparentemente impossibile da superare, il Daishonin riuscì a far emergere il potere delle forze protettrici dell'universo (shoten zenjin) e sconfisse una grande forza negativa scampando alla morte. Subito dopo iscrisse il primo Gohonzon e continuò a iscriverne per i suoi seguaci fino alla morte, avvenuta nel 1282.
A Tatsunokuchi Nichiren respinse in un solo colpo l'assalto del Re demone del sesto cielo e del demone della morte, dando dimostrazione con la sua stessa vita del grandissimo potere della Legge mistica. Questa legge fondamentale per la salvezza degli esseri umani, in grado di affrancarli dalla malvagità nell'epoca di Mappo e nelle epoche successive, è rivelata nel Gohonzon.
Il Gohonzon è la testimonianza della vittoria conseguita dal Daishonin, risvegliatosi all'eterna Legge mistica dopo aver superato grandi pericoli, ed è per noi discepoli come uno specchio in cui si riflette la nostra vita vittoriosa. È la dichiarazione di kosen-rufu, nella quale Nichiren Daishonin affida la missione della propagazione agli esseri umani.
Il primo Gohonzon fu iscritto nel 1271 a Echi, il giorno precedente alla partenza per l'esilio nell'isola di Sado. Poiché venne iscritto su una pergamena che aveva un supporto di rami di salice piegati, viene chiamato "Gohonzon del salice". Questo Gohonzon ha una forma semplice poiché reca solo la scritta Nam-myoho-renge-kyo, la firma di Nichiren e il nome di due divinità della saggezza, Fudo e Aizen. Esso esprime l'invisibile potere dei cinque caratteri di Myoho-renge-kyo che si manifesta attraverso la profonda e forte fede di Nichiren (namu, devozione).
Fudo e Aizen rappresentano i benefici dei cinque caratteri della Legge mistica. Una caratteristica di queste due divinità della saggezza è l'ira, che però qui indica la lotta dei bodhisattva contro il male. Queste divinità rappresentano anche i principi "i desideri terreni sono Illuminazione" e "le sofferenze di nascita e morte sono Nirvana", simboleggiando così la potenzialità della vita che trasforma il male in bene. Fudo e Aizen sono sempre riportati nei Gohonzon iscritti dal Daishonin. Da ciò si evince che nell'epoca di Mappo, affinché compaiano i benefici dei cinque caratteri di Myoho-renge-kyo, bisogna lottare contro il male presente nella nostra vita.

L'oggetto di devozione è l'entità dell'intera vita del Daishonin.
Il Daishonin portò avanti la sua pratica come devoto del Sutra del Loto in perfetto accordo con gli insegnamenti del Budda, superando grandi persecuzioni una dopo l'altra e sconfiggendo i tre ostacoli e i quattro demoni. Tramite le sue lotte volte a superare l'oscurità fondamentale, la mancanza di fede e le forze demoniache, il Daishonin fu in grado di far emergere i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo, che sono il seme della Buddità e l'oggetto di culto (la vera causa che porta al conseguimento della Buddità), e di manifestarli nella sua vita. Per questo motivo noi rispettiamo Nichiren Daishonin come il Budda che materializzò il sublime stato della Buddità nella vita di una persona comune. Così è scritto nella Raccolta degli insegnamenti orali: «L'oggetto di devozione è perciò l'entità dell'intera vita del devoto del Sutra del Loto» (Buddismo e società, n. 117, p. 54).

L'essenza del Buddismo di Nichiren è il rispetto per i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo inerenti alla vita di ognuno, intesi come oggetto di culto.
Questo è l'elemento fondamentale del significato di "oggetto di culto per l'osservazione della mente".
«Io, Nichiren, ho iscritto la mia vita in inchiostro di sumi, perciò credi profondamente nel Gohonzon. Il volere del Budda è il Sutra del Loto, ma l'anima di Nichiren non è altro che Nam-myoho-renge-kyo» (Risposta a Kyo'o, RSND, 1, 365).
Il Gohonzon racchiude la vita stessa del Daishonin che lo ha iscritto, perciò è chiamato "l'anima di Nichiren", e questa vita è Myoho-renge-kyo. Ciò viene espresso dalla presenza di Nam-myoho-renge-kyo al centro del Gohonzon.
La Legge fondamentale è invisibile, però è il principio che sostiene l'armonia e la convivenza di tutti gli esseri e l'attività per la creazione di valore. Anche per questa ragione al centro del Gohonzon troviamo scritto a grandi caratteri "Nam-myoho-renge-kyo".
Nel Gosho L'oggetto di culto per l'osservazione della mente il Daishonin cita le parole di Miao-lo: «La mente e il corpo pervadono l'intero mondo in un solo momento» (RSND, 1, 326) per descrivere lo stato vitale ottenuto da una persona che abbraccia i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo e raggiunge la Buddità osservando la propria mente. L'intero mondo fenomenico indica il mondo governato dalla Legge mistica, ovvero l'universo.
Lo stato di Buddità descritto dai cinque caratteri di Myoho-renge-kyo è lo stato vitale di Nichiren che ha superato tutte le difficoltà.
Nam-myoho-renge-kyo al centro del Gohonzon è la base della vita del Daishonin ed è la base dell'universo; è la Legge mistica che Nichiren usa per ottenere la Buddità. Quindi il Gohonzon è la testimonianza fisica che il Daishonin ha ottenuto la Buddità.
La citazione di Miao-lo vuol dire che quando il nostro stato vitale e quello dell'universo sono in perfetta sintonia, mente e corpo pervadono l'intero universo. A Tatsunokuchi per il Daishonin non c'era modo di evitare la morte, ma un oggetto luminoso apparve in cielo e i soldati abbagliati non riuscirono a decapitarlo. Anche l'universo accorse in aiuto di Nichiren, anche l'universo era dalla sua parte.
Tuttavia Nichiren non parla mai di un miracolo, riferendosi a Tatsunokuchi, bensìdi qualcosa che tutti noi possiamo sperimentare davanti a grandi ostacoli. Ognuno può vivere la sua stessa esperienza.
«Le pratiche di Shakyamuni e le virtù che come conseguenza egli ottenne - scrive in L'oggetto di culto per l'osservazione della mente - sono tutte contenute nei cinque caratteri di Myoho-renge-kyo. Se noi crediamo in questi cinque caratteri, ci saranno garantiti naturalmente gli stessi benefici che come conseguenza egli ottenne» (RSND, 1, 325).
Il Daishonin ci insegna che la vera fede si manifesta davanti a grandi ostacoli, è in tali occasioni che dobbiamo far emergere la forza che deriva dalla nostra fede. La sorgente della speranza è nella nostra vita, se non capiamo questo punto e non riusciamo a trasmetterlo non potremo ottenere benefici.

Il concetto di "osservazione della mente" significa osservare la propria mente e percepire in essa i dieci mondi.
Quando osservando la propria mente si percepiscono i dieci mondi, la Legge mistica - la Legge fondamentale dell'universo che abbraccia e sostiene tutti i fenomeni dei dieci mondi - si manifesta con vigore nella vita. Ciò significa far scaturire lo stato di Budda dalla propria vita. Il Daishonin iscrisse il Gohonzon, il vero oggetto di culto, per far sì che le persone percepissero la Buddità nella propria vita e conseguissero l'Illuminazione.
Nell'Ultimo giorno della Legge la pratica di osservare la propria mente è aver fede nel vero oggetto di culto, credere nel Gohonzon e continuare a praticare con fede salda e incrollabile.
Nel Medio giorno della Legge il Gran Maestro T'ien-t'ai aveva già proposto una pratica meditativa per l'osservazione della mente, ma era una pratica di difficile esecuzione, riservata a pochi. Secondo l'insegnamento di Nichiren Daishonin è invece la fede lo strumento per osservare la mente, la fede nei cinque caratteri di Myoho-renge-kyo, la fede nel Gohonzon, una fede che tutti possiamo nutrire. È da questa fede che emerge la saggezza del Budda.

Il significato del mandala Gohonzon

Mandala è una parola sanscrita che significa "perfettamente dotato di ogni beneficio", talvolta tradotta come "accumulo di benefici" o "perfettamente dotato". Nel mandala Gohonzon il titolo al centro, Nam-myoho-renge-kyo, è la Legge fondamentale che abbraccia e sostiene i diversi fenomeni dell'universo. Le persone che circondano la Legge simboleggiano i diversi benefici e meriti di Myoho-renge-kyo. Il Gohonzon di Nichiren è quindi un mandala che esprime attraverso caratteri scritti la Legge mistica che si manifestò nella vita di Nichiren Daishonin.
Se i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo sono la materializzazione del vero oggetto di culto, perché il Daishonin non si limitò a iscrivere "Nam-myoho-renge-kyo" ma sentì la necessità di includere nel Gohonzon tutti i rappresentanti dei dieci mondi?
Secondo quanto abbiamo discusso prima, il vero aspetto (i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo) si manifesta nella vita e nell'ambiente delle persone nei dieci mondi. L'ambiente in cui vivono armoniosamente le persone dei dieci mondi che circondano i caratteri Myoho-renge-kyo rappresenta i molti benefici di Myoho-renge-kyo. Il potere dinamico della Legge mistica si esprime in questa diversità.
«Quando veneriamo il Myoho-renge-kyo che è nella nostra vita come oggetto di culto, la natura di Budda che è in noi viene richiamata dalla nostra recitazione di Nam-myoho-renge-kyo e si manifesta. Questo si intende per Budda. Per fare un esempio, quando un uccello in gabbia canta, gli uccelli che volano liberi nel cielo sono chiamati e si radunano intorno a lui. E quando gli uccelli che volano nel cielo si radunano, l'uccello in gabbia cerca di uscire fuori. Così, quando con la bocca recitiamo la mistica Legge, la nostra natura di Budda viene richiamata e immancabilmente emergerà. La natura di Budda di Brahma e di Shakra, richiamata, ci proteggerà e la natura di Budda dei Budda e dei bodhisattva, richiamata, gioirà» (Come coloro che inizialmente aspirano alla via possono conseguire la Buddità attraverso il Sutra del Loto, RSND, 1, 789).
Questo brano viene spesso citato come prova documentaria dei molti benefici rappresentati nel Gohonzon, e ci insegna che quando noi recitiamo Daimoku riverendo Myoho-renge-kyo presente nella nostra vita come oggetto di culto, possiamo far emergere la natura di Budda insita in noi e anche quella insita nelle altre persone. Così la natura di Budda delle divinità benevole, le forze protettrici dell'universo, sarà richiamata e proteggerà coloro che recitano Daimoku, e la natura di Budda dei Budda e dei bodhisattva si rallegrerà.
In altre parole, quando noi recitiamo Daimoku riverendo Myoho-renge-kyo come oggetto di culto, allora la verità e i cosiddetti princìpi della mistica Legge si manifestano nella nostra vita, e anche nell'ambiente, come felicità.
Ciò significa che ogni persona si impegnerà per creare valore nel suo modo specifico (coerente a se stesso/a) e in armonia con gli altri. Per questo nel Gohonzon sono rappresentate tutte le figure che simboleggiano i dieci mondi. Il Daishonin afferma: «Quando ciò viene fatto, allora sia se stessi che gli altri insieme troveranno gioia nel possesso della saggezza e della compassione» (Raccolta degli insegnamenti orali, Buddismo e società, n. 118, p. 50). Quando ogni cosa, nella sua specificità, coesiste in armonia, si prova questa gioia. Questo è il beneficio del Gohonzon.

Il Daishonin ha stabilito il mandala Gohonzon affinché tutte le persone potessero accedere al potere vivo della Legge mistica e manifestarlo nelle loro stesse vite.
Questo mandala rappresenta l'intero universo che Nichiren ha percepito con la sua mente e ha sperimentato con la sua vita. In questo senso, se leggiamo con cuore sincero gli scritti di Nichiren Daishonin possiamo percepire la sua visione dinamica dell'"oggetto di culto per l'osservazione della mente", completamente diversa dalle statue dei Budda conservate nei vari templi. Infatti, quello di Nichiren è l'oggetto di culto per propagare da persona a persona, nella realtà, la "vita degna di rispetto" manifestata concretamente nella vita del singolo essere umano chiamato Nichiren Daishonin. Grazie alla propagazione, esso diventa anche l'oggetto di culto per realizzare la pace e la serenità di tutto il genere umano e del mondo intero. Tutto ciò è possibile perché questo è "l'oggetto di culto per osservare la propria mente", ovvero l'oggetto di culto per manifestare "la vita degna di rispetto" insita nella propria vita.
Poiché il mandala raccoglie tutti i benefici, è il mezzo che permette a tutti di manifestare questa vita suprema. Quindi il Gohonzon ha inerente in sé il voto di realizzare kosen-rufu.

Il Gohonzon iscritto dal Daishonin è un'espressione del suo profondo desiderio e del voto dei Bodhisattva della Terra di dare vita a un mondo caratterizzato dalla creazione di valore.
Il Gohonzon di Nichiren rappresenta la terra del Budda in cui le persone dei dieci mondi, illuminate dalla luce dei cinque caratteri della Legge mistica, "manifestano liberamente i nobili attributi che possiedono intrinsecamente". È questo il mondo del Sutra del Loto che il Daishonin percepì e sperimentò con la propria vita. Un mondo di coesistenza pacifica e armoniosa nel pieno delle sofferenze del mondo di saha, che scaturisce dal potere della Legge mistica.
Nichiren Daishonin descrive la terra del Budda illuminata dalla luce dei cinque caratteri della Legge mistica utilizzando la Cerimonia nell'Aria che appare nel Sutra del Loto. In questa cerimonia il Budda Shakyamuni affida la propagazione del Sutra del Loto ai Bodhisattva della Terra, che fanno il voto di propagare ampiamente il Sutra del Loto nel mondo di saha. Il Daishonin asserisce: «Il "grande voto" si riferisce alla propagazione del Sutra del Loto» (Raccolta degli insegnamenti orali, Buddismo e società, n. 113, p. 48); e altrove: «La vita è limitata, non dobbiamo lesinarla. Ciò a cui dobbiamo principalmente aspirare è la terra del Budda» (Aspirare alla terra del Budda, RSND, 1, 187). Il Gohonzon che rappresenta la Cerimonia nell'Aria pulsa del grande voto del Daishonin.
Il Gohonzon racchiude anche la storia della propagazione del Sutra del Loto. Include Shakyamuni, che affida ai Bodhisattva della Terra il compito di propagare i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo dopo la sua morte; il Budda Molti Tesori che prova la veridicità del Sutra del Loto e loda la promessa di realizzare kosen-rufu; le divinità benevole che proteggono il Sutra del Loto compresi i Budda delle dieci direzioni, da Brahma a re Indra alle dieci figlie del demone; il bodhisattva Nagarjuna che ha propagato il Sutra del Loto nel Primo giorno della Legge; il Grande Maestro T'ien-t'ai e il Grande Maestro Dengyo che promossero i cinque caratteri della Legge mistica nel Medio giorno della Legge; e i Bodhisattva della Terra guidati dal Bodhisattva Pratiche Superiori che propagano i cinque caratteri della Legge mistica per condurre alla felicità le persone dell'Ultimo giorno della Legge.
Riverire il Gohonzon significa dunque abbracciare lo stesso voto di queste persone, quello di propagare il Sutra del Loto per l'eternità.
Nichiren, nel Gosho L'apertura degli occhi, dice che il Gohonzon è il vessillo della propagazione del Sutra del Loto. Perché usa il termine "vessillo", di derivazione militare? Perché la propagazione implica una lotta, la lotta contro l'oscurità, una lotta che a sua volta può essere definitivamente vinta solo con la propagazione, che è il voto e il desiderio del Budda.
Tutte le figure rappresentate nel Gohonzon hanno sconfitto l'oscurità, e questa vittoria permette loro di creare felicità nella propria vita e una terra serena e pacifica.

Conclusione

L'oggetto di culto, nel Buddismo di Nichiren Daishonin, sono i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo inerenti alla nostra vita e all'universo. Il Gohonzon è stato iscritto per farli emergere in noi. Chiunque sia capace di percepire questi cinque caratteri nella sua vita può manifestare la Buddità in sé e nel proprio ambiente. Tutte le persone dei dieci mondi possono ricevere gli stessi benefici che ha ottenuto il Daishonin.
La terra del Budda non esiste in un paradiso lontano. Kosen-rufu significa realizzare la terra del Budda dove i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo si manifestano in modo vibrante, attraverso il cambiamento dell'ichinen di ogni individuo. Questa è la via attraverso la quale realizzare un mondo pacifico per l'umanità. Ed è il messaggio più importante trasmesso nel Gohonzon.

Buddismo e Società n. 137 - novembre-dicembre 2009
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  1. Ci ho messo tre giorni a finirlo xD

    Meraviglioso! Grazie Infinite :] 🌱🌷🌱🌼🌱🌻🌱🌸🌱🏵️

    RispondiElimina

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