Veleno e medicina

Leonardo da Vinci, il grande genio del Rinascimento, oltre alla scienza, all’arte e alla vita, si occupò anche di medicina ritenendo che, per usare i farmaci in modo corretto contro la malattia, fosse necessario sapere che cos’è la vita, come è fatto l’essere umano e che cosa sia la salute. Sono certo che se Leonardo avesse conosciuto il principio buddista di “trasformare il veleno in medicina”, sarebbe stato profondamente d’accordo.
"Quando si somministra una medicina, il corpo umano reagisce come di fronte a un veleno e mette in atto una serie di difese le quali, come effetto collaterale, sgominano la malattia". Lo stesso è vero anche da un punto di vista spirituale.
Quando si è sottoposti a una sofferenza che giunge dall’esterno, si sviluppano dentro di sé nuove potenzialità. Col verificarsi di un evento negativo, di fronte a una porta che si chiude, se ne aprono di nuove. Questo processo si chiama “la virtù della sofferenza e del veleno”. Di norma, la gente tende ad avere un’immagine superficiale del successo e della felicità e per questo trova difficile accettare l’idea di una “virtù del veleno”. Spesso, nel parlare di successo, si pensa a una bella casa o a un buono stipendio, ma «a meno che non sia raggiunto attraverso la sofferenza e la maturazione si tratta di un successo poco consistente, che crolla come un castello di sabbia di fronte alla prima pressione esterna». 
D. Ikeda
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