La mia malattia, medicina per gli altri

Il mio è un caso un po’ diverso dal solito: vent'anni fà mi è stata diagnosticata la sclerosi multipla. È una malattia estremamente grave e complessa, di solito non mortale ma progressiva e altamente invalidante. Avevo già avuto modo di conoscere persone affette da sclerosi multipla, molte delle quali ormai sulla sedia a rotelle e ormai completamente paralizzate. Al momento della diagnosi, poiché ancora ero e sono autosufficiente, presi la decisione di fare volontariato nell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) e di mettere a disposizione di chi non può più camminare la mia energia e intelligenza. Avevo bisogno di sentirmi utile per chi si trovava in condizioni peggiori delle mie. E così entrai attivamente nell’AISM della mia città, dove mi impegnai si può dire a tempo pieno e diventai quasi subito un punto di riferimento per gli ammalati più gravi e i loro familiari, ai quali mi sforzavo di dare, oltre alle informazioni sulla malattia e sui servizi sociali, anche tanto incoraggiamento perché non si facessero schiacciare dalla sofferenza.


Fui eletta consigliere nazionale e ciò mi permise di viaggiare molto (anche all’estero) e di venire in contatto con altre realtà e modi diversi di affrontare il problema sclerosi multipla. Fu proprio durante un viaggio in treno che mentre parlavo della mia malattia e del mio modo di affrontarla in maniera attiva e partecipe mi sentii dire da due ragazzi di Firenze che stavano andando in vacanza in Grecia: «Ma lo sai che il tuo modo di affrontare i problemi è molto vicino alla filosofia del Buddismo? Perché non provi a praticarlo? Non sapevo di cosa parlassero, ma quando, nel febbraio successivo una mia amica mi disse che aveva cominciato a praticare il Buddismo ne fui subito incuriosita e mi avvicinai senza esitazione. Potevo finalmente contare su un sistema filosofico e religioso che mi sostenesse in tutte le attività della mia vita.
Cominciando a frequentare le persone che praticavano il Buddismo, mi accorsi subito che tra di loro non c’era quasi nessuno che avesse esperienze nel volontariato. Alcuni addirittura mi suggerivano di abbandonare l’attività nell’AISM e di dedicarmi unicamente alla pratica e all’attività buddiste. Tra me pensavo: non è forse anche la mia un’attività rivolta ad aiutare gli altri? Avvertivo profondamente che questo era il mio modo di trasformare il veleno della malattia in medicina per la mia vita. E poi l’AISM mi dava tante opportunità di crescita e di sfida personale. Così continuai a svolgervi attività, anche perché nella mia zona, come in quasi tutto il Sud, c’erano pochissime persone disponibili a occuparsi di questo problema.
Sono molto legata al ricordo di questa attività perché rappresenta una delle mie esperienze più importanti e piene di valore. Ora la situazione è cambiata, il mio tempo non lo posso più dedicare come una volta all’AISM perché le condizioni della mia vita non me lo consentono, anche se sono sempre disponibile a fornire consulenza e sostegno a chi me lo richiede. Spero comunque di essere presto nuovamente in condizione di riprendere con più assiduità, poiché ritengo che qualsiasi attività di volontariato sia un’esperienza che arricchisce interiormente chi la compie e che offre innumerevoli occasioni di sfida e di confronto con realtà diverse dalla nostra. Per me lo è stato e credo che mi sarei dedicata al volontariato anche senza la sclerosi multipla. (L. G.)
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Commenti

  1. Grazie per il tuo impegno! Seguo spesso, anonimamente :)

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  2. E' un bel resoconto quello che hai pubblicato. Anche io grazie alla pratica ho capito che per stare meglio devo aprirmi agli altri, essere compassionevole e fare delle mie sofferenze l'insegnamento da seguire... la Legge Mistica alla fine è questo: ogni cosa è causa ed effetto di qualcos'altro.

    Volevo parlare con voi anche di una cosa che mi sta colpendo molto, in queste mie prime settimane di recitazione: la pratica è per me qualcosa di molto "fisico"... se il daimoku ha il potere di calmarmi e rilassarmi, il gongyo invece sembra impegnare ogni mio muscolo... ad un certo punto inizio a sentire un grande calore in tutto il mio corpo, tale da farmi sudare, e quando termino mi sento pieno di grande energia. Capita anche a voi?

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  3. giusto oggi :)
    anke io e da poco ke pratico ed a volte mi capita anche con il daimoku.

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  4. Graziella Vadalà24 giugno 2013 23:13

    non ho capito il senso di questa tua esperienza.E' mozza, non capisco dove va a parare: sono buddista e sono in carrozzina per la sclerosi multipla e il tuo racconto, non mi incoraggia neanche un po'. Forse continua altrove?
    Graziella Vadalà

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