Il Sutra del Loto #133

Il Budda sente il cuore della gente e ascolta le loro segrete aspirazioni #2/2

Passando poi alla questione dell’ingresso nel nirvana, egli dice che il Budda Nento e gli altri Budda entrati nel nirvana erano espedienti.
Nirvana indica uno stato di vita di pace e tranquillità ottenuto attraverso l’estinzione dei desideri terreni, e i sutra precedenti insegnano che, annullando anche il proprio corpo fisico, si può entrare in uno stato di “completo nirvana”. Questa comprensione ci dà il significato di “entrare nel nirvana” per indicare la morte di un Budda.
Qui nel capitolo Rivelazione, Shakyamuni sottolinea che il “completo nirvana” nel senso dell’annullamento fisico e spirituale è un espediente. Nel Sutra del Loto il vero nirvana è piuttosto la perfezione della saggezza.
Per questa ragione egli spiega che perfino i numerosi Budda entrati nel nirvana sono espedienti; e che la perfetta saggezza del Budda esiste eternamente, incarnata in Shakyamuni, il Budda che ha ottenuto l’Illuminazione nel remoto passato. Poiché ne parla nella parte Jigage (prosa) del capitolo Rivelazione, in cui si legge «Ho reso gli uomini testimoni del mio nirvana come mezzo per salvarli», rimandiamo l’argomento a quando arriveremo a questa parte.


Successivamente, nel brano che comincia con “Uomini di devota fede, se ci sono esseri viventi che vengono a me”, Shakyamuni rivela la natura della sua attività “durante questo tempo” come Budda che ha ottenuto l’Illuminazione nel remoto passato.
Perché è apparso durante questo intervallo sotto forma di vari Budda e bodhisattva? Perché agisce in armonia con il principio di aspirazione e appa- rizione. “Se ci sono esseri viventi che vengono a me” indica “aspirazione”. Descrive cioè la condizione in cui le persone aspirano ad incontrare il Budda che ha ottenuto l’Illuminazione nel remoto passato.
Il brano “Io percepisco con gli occhi di un Budda il grado della loro fede” descrive “l’apparizione” del Budda di gohyaku-jintengo. In risposta allo spirito di ricerca delle persone, questi appare nel mondo sotto forma di vari Budda e bodhisattva.
La sua apparizione del Budda è fondamentalmente motivata dalla compassione: nel profondo della sua vita chi soffre cerca il Buddismo; aspira ad incontrare il Budda, che, grazie al potere della compassione, ode quel grido inespresso e appare nel mondo per guidare tutte le persone alla felicità. Questo è il mistico principio di aspirazione e apparizione.
Mettersi in azione vedendo qualcuno che soffre è manifestare la compassione del Budda, ed è alla base della pratica della Soka Gakkai. È proprio perché ci basiamo su questo spirito di compassione, che nasce impegno, scaturisce saggezza, e le idee si traducono velocemente in azione.
Il presidente Toda una volta disse: «Le persone aspirano a vedere il Budda e desiderano una grande guida: in risposta a ciò, il Budda appare». Il Budda è un vero leader, che manifesta una profonda comprensione della vita.
Possiamo incontrare situazioni di stallo nella vita e nella società, ma grazie a una filosofia che offre una profonda intuizione ci si può districare da questi punti morti.
In un’epoca che manca di filosofia, il cuore della gente tende ad andare alla deriva. «Qualcosa non va, ma non so cosa fare» tanti dicono fra sé. «V orrei diventare felice ma non so neanche che significhi».
Più in generale, queste grida inespresse rappresentano le aspirazioni delle persone e la loro richiesta di aiuto al Budda. Alziamoci anche noi in risposta al grido delle persone e creiamo una corrente di dialogo per la verità e la giustizia.
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