L’importanza di dire grazie

A una riunione di responsabili della prefettura di Okinawa ike.

Tornando da Hong Kong a Okinawa abbiamo volato con la compagnia di bandiera giapponese e come sempre il volo è stato tranquillo e il servizio eccellente. In particolare ho trovato che il pilota, il capitano Shunsuke Matsuo, sia stato davvero impeccabile. Ogni volta che salgo su un aereo penso all’ impegno e alle pesanti responsabilità che gravano sulle spalle del pilota e dell’equipaggio, che hanno in pugno la vita dei passeggeri. Conosco bene e apprezzo molto anche il lavoro del personale di terra che lavora e prega per la sicurezza di ogni volo.
Il padre del capitano Matsuo, Shizuma Matsuo (1903-72), fu presidente della Japan Air Lines ed è famoso per aver ottenuto un record di sicurezza nei dieci anni di presidenza (1961-71). A suo tempo scrisse: «Devo essere in pista ogni minuto, ogni secondo. In ogni istante, da qualche parte nel mondo, i nostri aerei sono in volo – forse sull’ Artico, sull’Oceano Indiano o nel cielo del Giappone... Non c’è tregua o riposo, neanche per un solo giorno. Quando squilla il telefono nel cuore della notte e alzo il ricevitore mi aspetto qualsiasi cosa».
Capisco in pieno i suoi sentimenti. Le parole non bastano per esprimere quanto sinceramente ho pregato e lavorato per la sicurezza dei membri dell’associazione all’epoca dei viaggi al Tempio Principale. Il comportamento crudele e malvagio dei preti, che hanno calpestato la sincerità dei membri della SGI è assolutamente imperdonabile.
Ventiquattro ore al giorno, da qualche parte nel mondo, ci sono delle persone che si adoperano per kosen-rufu. Per questo motivo, anch’io non posso rilassarmi un istante.
Secondo Matsuo, la coscienza della propria missione, il senso di responsabilità e il carattere di chi si trova alla guida sono di importanza vitale per creare la sicurezza in ogni settore. Egli sosteneva che quando ci sono delle vite in gioco non si può mai essere sufficientemente attenti. Si deve procedere con “prudenza coraggiosa”, controllando e ricontrollando che tutto sia a posto. Questo è esattamente ciò che provo io.
Matsuo si recava spesso dagli ingegneri e dai tecnici addetti alla manutenzione, al mattino presto o la sera tardi, per esprimere di persona il suo apprezzamento e per tenere alto il morale.
Mi vengono in mente le parole del Gran Maestro Dengyo, fondatore della setta Tendai in Giappone: «Chi illumina anche un solo angolo è il tesoro di un paese». Allo stesso modo anche Matsuo teneva nella più alta considerazione chi lavorava senza posa dietro le quinte. E certo, chi lavora sinceramente nell’ombra è il tesoro della SGI.
Matsuo scrisse ancora: «Tornando a casa nei giorni di cattivo tempo, il mio primo pensiero è: “Come saranno andati i voli oggi?” Poi, quasi senza accorgermene, mi trovo ad alzare il ricevitore e a chiamare per controllare. Dopo aver ricevuto notizie dettagliate, dico: “Molte grazie. Ottimo lavoro”, prima di metter giù il telefono... Queste parole di ringraziamento mi vengono dal profondo del cuore e mi salgono spesso alle labbra per il personale di volo e di terra che lavora notte e giorno negli aeroporti. Credo fermamente che la mia profonda preoccupazione sia collegata direttamente al mantenimento della sicurezza dei voli».
Quanto maggiori sono le nostre responsabilità come leaders del movimento per la pace mondiale, tanto maggiore attenzione e cura dei dettagli devono stare alle base dei nostri sforzi. C’è da aggiungere che quando si ringrazia sinceramente qualcuno per il suo impegno, gli si fornisce un incoraggiamento positivo.
Una volta, Shijo Kingo doveva tornare dal monte Minobu a Kamakura, dopo aver fatto visita al Daishonin. Il guerriero era sotto il tiro di un gruppo di samurai che gli erano diventati nemici, ma fortunatamente il ritorno a casa si svolse senza incidenti. In seguito il Daishonin gli scrisse: «Ero davvero molto preoccupato riguardo al tuo ultimo viaggio; un nemico potrebbe cercare di coglierti alla sprovvista per attaccarti. Se devi viaggiare, non risparmiare sul prezzo di un buon cavallo, porta con te i tuoi migliori soldati per difenderti da un’imboscata e scegli un cavallo che ti possa portare facilmente con tutta l’armatura» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, pag. 182).
Spinto dalla preoccupazione per la sicurezza di un seguace, il Daishonin svela i meccanismi della natura umana e fornisce dei consigli specifici perché faccia di tutto per proteggersi. È un esempio tipico della premura e della compassione di cui era dotato. «Nell’ottavo volume del Maka Shikan – prosegue il Daishonin – e nell’ ottavo volume del Guketsu di Mialo si afferma: “Più forte è la fede di una persona, maggiore è la protezione degli dèi”. Questo vuol dire che la protezione degli dèi dipende dalla forza della fede di una persona. Il Sutra del Loto è una spada affilata, ma la sua forza dipende da chi la impugna» (ibid., pag. 183). In altre parole, la fede è il nodo centrale. Chi ha una fede forte sarà protetto dalle forze dell’universo e una fede forte significa avere una decisione indomabile, compassione, prudenza, coraggio, saggezza e fortuna. Tutto dipende dagli individui capaci. Individui capaci e di forte fede. Spero che a Okinawa si costruisca una “fortezza indistruttibile” di individui eccellenti in vista del ventunesimo secolo. Continuo a pregare ogni giorno per la sicurezza e il benessere di ogni singolo prezioso compagno, nel desiderio che ognuno di voi arrivi sano e salvo alla meta della felicità come un esperto pilota di kosen-rufu e della vita di ogni giorno. (D. Ikeda)
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