Da qui a duecento anni

A una riunione con una rappresentanza di responsabili della Soka Gakkai

Desidero ringraziarvi per la partecipazione e per l’impegno profuso in questi mesi: spero che continuiate a fare del vostro meglio per proteggere e incoraggiare gli altri.
Impegnarsi ad aiutare altre persone ad emergere porterà a ognuno una grande felicità e la prova della propria vittoria. Questo non è un percorso a breve termine: il presidente Toda diceva sempre che ci sarebbero voluti duecento anni prima che la gente riconoscesse la vera portata del nostro movimento. Non importa ciò che si dice oggi, affermava, da qui a duecento anni saremo riconosciuti in tutto il mondo come chi, avendo a cuore il benessere di tutti, ha dedicato la propria vita a propagare la Legge mistica.
In realtà se percorriamo duecento anni a ritroso, vediamo che il Giappone era in pieno periodo Edo, in Cina regnava la dinastia Qing e in Europa Napoleone si apprestava a intraprendere la Campagna d’Italia. Esattamente due- cento anni fa, nel 1796, il medico inglese Edward Jenner (1749-1823) scoprì un metodo per immunizzare le persone contro il vaiolo, passo decisivo per sconfiggere questa malattia mortale. Quasi ogni adulto in Giappone porta su un braccio il segno caratteristico del vaccino contro il vaiolo. Grazie alla scoperta di Jenner siamo potuti crescere evitando il pericolo della morte per vaiolo o di portarne per sempre i segni sul viso: ma sin dalla notte dei tempi fino ad appena duecento anni fa moltissima gente era morta o aveva sofferto infinitamente per questa piaga. Nel 1796 Jenner cominciò i suoi esperimenti rivoluzionari in cui inoculava in pazienti sani sangue infetto dal vaiolo dei bovini (una malattia molto meno dannosa che si contrae a contatto con il bestiame) come possibile mezzo immunitario contro il vaiolo vero e proprio. I risultati furono soddisfacenti e in tutto il mondo venne adottata questa procedura. Nel maggio 1980 l’Organizzazione Mondiale per la Sanità dichiarò che il vaiolo era stato debellato in tutto il mondo. Fu grazie a Jenner, dunque, che questa piaga dell’ umanità scomparve dalla faccia della terra: erano passati quasi duecento anni dalla scoperta iniziale.
Oggi Jenner è considerato un grande benefattore dell’umanità. All’inizio, però, incontrò molte critiche anche da parte di eminenti dottori che non riconobbero il suo lavoro. Persino la prestigiosa Royal Society di Londra rifiutò un articolo che egli aveva scritto per illustrare la sue scoperte, mentre alcuni membri del clero cercarono di convincere i fedeli che l’atto di iniettare il vaiolo dei bovini “era contro la volontà di Dio”. Qualcuno arrivò persino ad affermare, e non furono in pochi a crederlo, che il vaccino facesse crescere i peli nelle orecchie e persino la coda: accuse che oggi possono persino suonare comiche, ma purtroppo in ogni tempo le idee nuove sono sempre avversate da chi è attaccato a vecchi modi di pensare. Jenner fu ridicolizzato e ostacolato in tutti i modi: nacque persino un movimento di opposizione al vaccino. Alla fine, però, niente è più eloquente della prova dei fatti: man mano che l’efficacia del vaccino divenne nota, sempre più persone di mente aperta e obiettiva riconobbero l’ importanza del lavoro di Jenner; il vaccino era un metodo estremamente sicuro di protezione contro il vaiolo, a paragone con quello usato precedentemente. Persino Napoleone, pur impegnato nella guerra con l’Inghilterra, fece vaccinare tutte le sue truppe con il metodo di Jenner e lodò il medico inglese per il suo lavoro consegnandogli una medaglia.
Il metodo si diffuse in tutto il mondo; in Giappone, a causa della politica isolazionista perseguita dal paese sin dagli inizi del diciassettesimo secolo, fu adottato soltanto alla fine del diciannovesimo secolo.
È certo che, tra duecento anni, la gente parlerà anche di noi, membri della SGI di oggi, come benefattori dell’ umanità, che avranno posto fine alla spirale della sofferenza umana.
Fu la saggezza della gente a portare Jenner all’ intuizione di usare il vaiolo dei bovini per curare la forma più grave. Ai molti allevatori di bestiame del tempo, che contraevano la malattia dai bovini, spesso venivano soltanto sfoghi sulla pelle. La gente diceva che in questo caso avrebbero evitato il vaiolo nella forma più forte. Jenner arrivò alla sensazionale scoperta, ricercando con metodo scientifico la validità di questo detto popolare. Molte altre persone avevano udito questa opinione circolare tra gli allevatori, ma solo Jenner, che con umiltà imparava dalla gente, fu in grado di utilizzarla per scrivere una nuova pagina nella storia. Fu proprio questa la chiave del suo successo.
Per concludere, è chiaro che coloro che hanno lottato con forza e hanno perseverato nel dolore saranno vittoriosi. Senza sofferenza e senza sforzo non si vede alcuna vittoria. Proprio come per Jenner, così per i responsabili della SGI, sono essenziali il rispetto e la volontà di imparare dai membri. Dobbiamo aver cura di loro con una tale attenzione da far “sentire” loro il nostro rispetto e la nostra sincera considerazione; dobbiamo proteggerli con tutto il cuore e pregare per la loro felicità.
Lo sviluppo armonioso della SGI dipende da questo spirito dei responsabili. Impegnamoci anche a far crescere giovani successori per il futuro, lavorando fianco a fianco con loro e guidandoli con decisione in modo che divengano forti, saggi e autonomi.
Per celebrare la nostra vittoria tra duecento anni, cominciamo a raggiungere il completo successo in ogni campo durante quest’anno, avanzando costantemente verso un miglioramento senza limiti lungo il sentiero di kosen-rufu. (D. Ikeda)
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