Il Sutra del Loto #65

L’insegnamento per raggiungere la Buddità in questa vita

Sho-i sha ga. Butsu zo shingon. Hyaku sen man noku. Mushu sho butsu. Jin gyo sho-butsu. Muryo doho.

La ragione è questa. Un Budda ha praticato innumerevoli austerità seguendo molte centinaia di migliaia di miriadi di koti di Budda.
Vorrei dire qualcosa sul raggiungimento della Buddità trattato in questo brano. Secondo questa descrizione, un Budda ha servito e praticato presso innumerevoli Budda per molte vite, di conseguenza raggiunge lo stato supremo della Buddità. Questo concetto è chiamato «praticare per un periodo lungo innumerevoli kalpa per raggiungere l’Illuminazione».
È bene però ricordare che questa è soltanto un’ interpretazione testuale delle cause poste (le pratiche) e degli effetti (virtù) ottenuti dal Budda, come sono descritti negli insegnamenti teorici del Sutra del Loto.
Leggendo questo brano dal punto di vista del Buddismo di Nichiren Daishonin, il presidente Toda spiegava che non è necessario dedicarsi a tale tipo di pratica per innumerevoli kalpa al fine di raggiungere l’Illuminazione. Discuteva il significato di questo brano come segue: «Dal punto di vista dell’ insegnamento del Daishonin, il Budda (il Gohonzon) di Nam-myoho-renge-kyo è la Legge fondamentale che dà vita a cento, mille, diecimila o un milione di Budda. Perciò, senza intraprendere pratiche difficili o dolorose, ma recitando semplicemente Nam-myoho-renge-kyo, otteniamo benefici maggiori di quelli che avremmo potuto ricevere servendo personalmente lo stesso numero di Budda. Il beneficio che traiamo da questa pratica equivale a quello di un incalcolabile numero di austerità seguite da tutti i Budda».
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