Dedizione al Buddismo #1/4

L’altro giorno in treno mi è successa una cosa buffa. Mentre riflettevo sulla mia vita «col cuore attaccato al finestrino» (come dice Gaber) mi sono persa in un mulinello di pessimismo su un problema che non accenna a cambiare. Un pensiero nero ne causava un altro ancora peggiore, fino a farmi sentire sprofondata in una situazione senza speranza. Con l’ultimo sprazzo di energia ho tirato fuori un Nuovo Rinascimento D.O.C, di tanti anni fa, con una spiegazione di Mitsuhiro Kaneda su obiettivi, karma e ichinen che si è incartapecorita a forza di sottolineature e ditate. Come venendomi in aiuto, la primissima frase su cui ho posato gli occhi è stata decisiva: «La determinazione da sola non basta, bisogna anche mantenere una fede costante». L’ho letta tante volte, ma ora l’ho capita, la mia vita l’ha estratta dal deserto come l’acqua famosa del Gosho. Ecco cosa vuol dire «praticare 24 ore su 24»! La fede è indirizzare la nostra mente costantemente, con amore e pazienza verso un atteggiamento positivo: non solo quando si è davanti al Gohonzon. La fede si alimenta anche con le parole, pensieri, gesti della vita quotidiana: se no il Daimoku si limita a ricostruire quello che abbiamo distrutto il giorno prima. È proprio ora, su questo treno, nel momento del dubbio che devo svilupparla, altrimenti non ce la farò. Chiudo il giornale in un altro mondo, le mie cinque componenti rinnovate mi fanno vedere nuove possibilità, finestre aperte. Era solo una piccola frase, ma da allora mi sembra tutto diverso.
Un consiglio: portatevi sempre qualcosa da studiare sul treno! (E. V.)

stampa la pagina

Commenti