Il Sutra del Loto #61

Sho-i sha ga. Butsu zo shingon. Hyaku sen man noku. Mushu sho butsu. Jin gyo sho-butsu. Muryo doho. Y umyo shojin. Myosho fu mon. Joju jinjin. Mi-zo-u ho. Zui gi sho setsu. Ishu nange.

La ragione è questa. Un Budda ha praticato innumerevoli austerità seguendo molte centinaia di migliaia di miriadi di koti di Budda. Si è dedicato a queste pratiche in modo valoroso e instancabile e il suo nome è universalmente noto. Ha compreso la Legge profonda e incomparabile e la insegna secondo la capacità della gente. Eppure è molto difficile capire la sua intenzione.

Il Daimoku contiene i benefici di tutte le pratiche

In questo brano Shakyamuni spiega perché la saggezza di tutti i Budda è infinitamente profonda e immensa, e perché l’accesso a questa saggezza è difficile da capire e da varcare, indicando le pratiche da lui svolte nelle vite precedenti.
Per rendere il senso di quanto sia difficile il cammino che conduce alla Buddità, Shakyamuni spiega che ogni Budda ha servito innumerevoli altri Budda nelle vite precedenti, svolgendo con coraggio e vigore innumerevoli pratiche, e alla fine si è illuminato ad una legge di maestosità infinita.
In confronto, la pratica di Shariputra e delle altre persone dei due veicoli è del tutto superficiale. Perciò, non possono comprendere il vero scopo dell’insegnamento che sta esponendo dal punto di vista della saggezza incommensurabile di tutti i Budda.
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