Il Sutra del Loto #40

Spiegazione dei capitoli Hoben e Juryo

Myoho-Renge-Kyo del Sutra del Loto dell’ultimo giorno

Cosa hanno in comune le diverse espressioni di questo “Sutra del Loto dalle molteplici forme”? In ultima analisi è l’insegnamento che “ciascuno ha lo stesso potenziale per diventare un Budda.” Ci sono però grandi differenze nella forma in cui Shakyamuni e Nichiren Daishonin espressero il loro insegnamento. Mentre Shakyamuni lo definì come “Sutra del Loto di ventotto capitoli”, Nichiren Daishonin rivelò il principio essenziale del Sutra del Loto come Nam-myoho-renge-kyo, per permettere a tutti gli esseri umani dell’Ultimo giorno di raggiungere la Buddità.
Nello Hokke shuyo sho, (Essenza del Sutra del Loto), il Daishonin dice: «Nichiren scarta ciò che è generico e schematico, scegliendo l’essenziale. I cinque caratteri di Myoho-renge-kyo sono l’essenza trasmessa al Bodhisattva Jogyo» (Gosho zenshu, pag. 336).
I cinque caratteri di Myoho-rengekyo, che costituiscono l’essenza del Sutra del Loto, cioè Nam-myoho-renge-kyo delle tre grandi Leggi segrete, è il Sutra del Loto adatto a questo nostro Ultimo giorno della Legge. Perciò il presidente Toda definì l’insegnamento del Daishonin “il Sutra del Loto dell’Ultimo giorno”.
Chi espone un insegnamento che permette a tutti di raggiungere la Buddità andrà sicuramente incontro a persecuzioni. Questo valse anche per Shakyamuni. Inoltre, lo stesso Sutra del Loto afferma che chiunque lo propaghi nell’Ultimo giorno della Legge, incontrerà certamente numerose persecuzioni anche più grandi di quelle affrontate da Shakyamuni. Frasi come: «Dato che odio e gelosia abbondano persino durante la vita del Budda, quanto peggiore sarà dopo la sua morte?», «i tre potenti nemici», e «abbonda l’odio ed è difficile credere», e l’insegnamento delle «sei azioni difficili e nove azioni facili”, servono tutte a chiarire questo punto.
Un devoto che sopporta tutte queste grandi persecuzioni e persevera nel propagare l’insegnamento tra la gente dell’Ultimo giorno, incarna il cuore del Sutra del Loto. Sopportare persecuzioni per propagare l’insegnamento di fatto esprime compassione.
Proprio come predetto dal sutra, la vita di Nichiren Daishonin che apparve nell’Ultimo giorno, fu un susseguirsi di grandi persecuzioni. Il Daishonin, mettendo in evidenza che le persecuzioni da lui incontrate coincidono in ogni aspetto con quelle che il sutra predice accadranno al suo devoto, si rivela come “devoto del Sutra del Loto nell’Ultimo giorno della Legge” e Budda dell’Ultimo giorno. Al tempo stesso il Daishonin definisce anche Shakyamuni, T’ien-t’ai e Dengyo devoti del Sutra del Loto delle loro rispettive epoche. Furono tutti predecessori che esposero il Sutra del Loto col desiderio di rendere felici le persone e che per questo furono perseguitati.
Inoltre, in molti brani del Gosho, il Daishonin loda e incoraggia moltissimo i discepoli che, come Shijo Kingo, lottarono per superare grandi difficoltà e perseverarono con fede, senza risparmiare la propria vita. Li chiamò “devoti del Sutra del Loto”. A una donna (la madre di Oto ozen) che gli fece visita durante il suo esilio a Sado, portando con sé la figlioletta in quel terribile viaggio, giunge a dire: «Fra tutte le donne del Giappone, tu sei senza dubbio la più grande devota del Sutra del Loto» (Major Writings, vol. 3, pag. 52). E le dà il nome di Nichimyo Shonin (Saggia Nichimyo).
stampa la pagina

Commenti