Il Sutra del Loto #12

“Hoben” (sul mezzo), Secondo Capitolo di Myoho-Renge-Kyo

Niji seson. Ju sanmai. Anjo ni ki. Go sharihotsu. Sho but’chi-e. Jinjin muryo. Go chi-e mon. Nange nannyu. Issai shomon. Hyaku-shi-butsu. Sho fu no chi.

Allora l’Onorato dal mondo si risvegliò serenamente dalla sua meditazione e si rivolse a Shariputra: “La saggezza di tutti i Budda è infinitamente profonda ed immensa. L’accesso che vi conduce è difficile da comprendere e difficile davarcare. Né gli uomini di Studio (shomon) né quelli di Parziale Illuminazione (engaku) sono in grado di comprenderlo...
Alla fine Shakyamuni inizia ad esporre il Sutra del Loto. All’inizio del capitolo Hoben, svegliatosi dalla samadhi, ossia dalla profonda meditazione, e basandosi sugli infiniti significati che derivano dall’unica Legge, egli si rivolge a Shariputra: «La saggezza di tutti i Budda è infinitamente profonda ed immensa… [Nessuno di voi] è in grado di comprenderla». L’insegnamento si apre dunque con una scena di forte tensione.
Riguardo al termine “allora” che apre il capitolo, dobbiamo, prima di tutto, chiederci quale momento preciso stia ad indicare. Il presidente Toda spiegava: «“Allora” si riferisce al concetto buddista di tempo, diverso da quello che comunemente usiamo per indicare un dato momento o una certa stagione dell’anno. Né ha niente a che fare con la tipica frase che apre le fiabe “C’era una volta…”. Il tempo qui indicato si riferisce a quando il Budda, dato che le persone lo desideravano ardentemente, apparve per esporre il suo insegnamento».
Per esporre la Legge, al Budda occorrono quattro presupposti. Essi sono: il tempo, la predisposizione, la capacità e la Legge. In termini buddisti, il tempo indica il momento in cui il Budda appare per esporre la Legge in relazione alle capacità delle persone che ricercano il suo insegnamento. In altre parole, è il momento in cui un Budda e gli esseri umani si incontrano.
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