Mistica trasformazione

La recitazione di Nam-myoho-renge-kyo è un'azione semplice, ma ha il potere di mettere in moto il nostro cambiamento più radicale: quello che rende possibile l'impossibile.
«Credi profondamente in questo mandala. Nam-myoho-renge-kyo è come il ruggito di un leone. Quale malattia può quindi essere un ostacolo?»
(Risposta a Kyo'o, SND, 4, 149)

Quante volte abbiamo letto questa frase, quante volte l'abbiamo utilizzata per incoraggiare una persona amica, o semplicemente per tirarci su e continuare a lottare. È una frase potente, che trasmette una grande forza, forse perché evoca in noi l'immagine del leone, il re degli animali, che nulla teme. Forse per questo è una delle frasi più conosciute, più citate, di quelle che ti rimangono dentro appena la senti la prima volta. Per questo forse mi fa pensare al potere infinito del Daimoku, che tutto può trasformare, se riusciamo ad attivare dentro di noi il grande potere del Budda e della Legge. Ma non sempre si riesce a "credere profondamente". E poi in fondo cosa significa "credere profondamente"?

«La Legge mistica - scrive il presidente Ikeda - è assoluta. Il solo modo per sfruttare il potere infinito del Budda e il potere della Legge è recitare Daimoku e impegnarsi per realizzare kosen-rufu con la stessa intensità di un leone che si scaglia all'attacco» (NR, 349, 10).

La forza della preghiera

Uno dei significati del carattere myo di Nam-myoho-renge-kyo è "aprire": cosa vuol dire questo se non che recitando Daimoku possiamo "aprire" la nostra vita, "aprire" il grande valore che c'è in essa e manifestare la nostra Buddità? In altre parole, recitando Nam-myoho-renge-kyo possiamo rompere il guscio del nostro "piccolo io", dominato dalle circostanze, e manifestare il nostro "grande io", un io forte e indipendente, capace di trarre valore da ogni situazione. Possiamo così manifestare la nostra vera identità, vale a dire il meraviglioso potenziale che esiste dentro la nostra vita.
È allora che si realizza il cambiamento, e innanzitutto cambia la nostra condizione vitale. Di conseguenza scompare la paura, comincia a manifestarsi un atteggiamento sempre più positivo, ciò che appariva piccolo e chiuso acquista una dimensione più ampia e cominciamo a sentire più forza, più energia, più gioia di vivere. Anche il nostro modo di pensare cambia; i pensieri negativi lasciano spazio a nuove possibilità e all'improvviso riaffiora in noi la speranza, l'ottimismo, la sicurezza di poter superare qualsiasi problema e la fiducia nel futuro. Forse accade questo quando "crediamo profondamente"?
Il presidente Ikeda afferma: «Quando cambia il nostro modo di pensare, anche noi cambiamo. E quando cambiamo noi, cambiano anche l'ambiente e il mondo. La fonte di questa trasformazione sta in un radicale approfondimento della preghiera al Gohonzon. La preghiera al Gohonzon è completamente diversa da quella che si trova in una fede dipendente e supplicante; non imploriamo a qualcuno una fiacca elemosina per la nostra salvezza o per ricevere un aiuto. La preghiera nel Buddismo di Nichiren Daishonin, di base, è una promessa. È l'impegno a seguire un certo corso d'azione, a impegnarsi per realizzare un obiettivo preciso. E cosa potrebbe essere più bello della promessa di realizzare la propria rivoluzione umana e far sì che kosen-rufu, con il suo traguardo della pace mondiale, diventino realtà?» (Ibidem).
Quando recitiamo Nam-myoho-renge-kyo consapevoli che dentro di noi esiste la natura di Budda, il potere della Legge mistica si manifesta senza limiti nella nostra vita, in tanti e svariati modi, come ad esempio il coraggio di alzarsi da soli, la forza di perseverare, la saggezza per superare le avversità, l'impegno e la compassione verso gli altri. Ma non sempre è così, anzi spesso incontriamo muri difficili da sormontare, a volte giriamo a vuoto, entriamo in confusione, perdiamo fiducia in noi stessi e negli altri, ci lamentiamo o dubitiamo che ci possa essere un cambiamento, una trasformazione. In questi momenti è necessario tornare al "punto d'origine", cioè tornare al Gohonzon, al Gosho, allo spirito fondamentale della relazione maestro-discepolo e continuare a recitare Daimoku con una determinazione più profonda.
Qualsiasi cosa accada nella nostra vita, è importante continuare a pregare per "aprire" la strada. Il presidente Ikeda ci incoraggia sempre a perseverare nella pratica buddista, allora sicuramente tutti i nostri sogni si realizzeranno. A volte sembra che le nostre preghiere arrivino dirette verso l'obiettivo, altre volte invece sembra che ci sia una deviazione, ma col passare del tempo ci accorgiamo che tutte le esperienze sono utili, niente va sprecato, tutto diventerà un tesoro per la nostra vita. Spesso soffriamo a lungo a causa di un problema, ci sforziamo di andare avanti, lottiamo, ma sembra che niente accada e tutto rimanga fermo. Proprio in quei momenti è importante non mollare, non arrendersi e continuare a recitare Daimoku cercando di tirare fuori una convinzione più forte, una fede più ferma e risoluta, senza dubitare minimamente.
In un messaggio alla Divisione donne di qualche tempo fa, il presidente Ikeda diceva: «Anche se non sai più cosa fare, anche se stai in un vicolo cieco e non sai come andare avanti, sforzati di perseverare proprio ora, allora sicuramente la situazione cambierà. Chi persevera nella fede, sicuramente realizzerà. Se continuate a lottare, sicuramente gli shoten zenjin (forze protettrici) si muoveranno e vi proteggeranno!».
Non è possibile che le nostre preghiere non ricevano risposta, qualunque cosa succeda è impossibile essere sconfitti: questa è l'essenza della fede, così ci incoraggia Nichiren nei suoi scritti. Finché manteniamo la fede nella Legge mistica, recitando Nam-myoho-renge-kyo, e cerchiamo di mettere in pratica il Buddismo nella nostra vita, non ci troveremo mai in una situazione senza via d'uscita.

Trasformare il veleno in medicina

Nagarjuna, grande studioso del Buddismo mahayana, affermò che il potere della Legge mistica agisce come quello di un bravo medico capace di trasformare il veleno in medicina (vedi Confronto tra il Sutra del loto e gli altri sutra, SND, 5, 65).
È il principio di hendoku iyaku, un principio buddista molto importante, che troppo spesso dimentichiamo, e che spiega chiaramente l'immenso potere di trasformazione del Daimoku. Tutto si può trasformare, non c'è niente che permane fisso e immutabile; nessuna avversità, nessun problema, nessuna circostanza, anche quella che ci sembra impossibile da cambiare: tutto si trasforma. Quando preghiamo il Gohonzon credendo profondamente in esso, il male si trasforma in bene e l'impossibile diventa possibile.
È un principio semplice e chiaro, ma è difficilissimo metterlo in pratica nei momenti cruciali, quando le difficoltà della vita sembrano prendere il sopravvento. La vita è piena di difficoltà e ostacoli inaspettati. Spesso si manifestano in diverse forme di karma, come conflitti nelle relazioni con i genitori, i partner, i figli, o come problemi di salute o problemi finanziari, solo per fare degli esempi. Ma quando usiamo la strategia del Sutra del Loto, recitando Nam-myoho-renge-kyo, non c'è nessuna sofferenza che non possa essere superata.
Così afferma Kaneko Ikeda: «Una delle cose che ho imparato dai miei tanti anni di pratica buddista è che finché ci basiamo sulla Legge mistica e continuiamo ad avanzare con la Soka Gakkai - l'organizzazione dedita alla realizzazione del desiderio del Budda - tutto ciò che accade nella nostra vita ha un significato profondo. Anche se al momento non possiamo comprendere il significato di tutto ciò, ci diventerà chiaro più avanti. Prima di tutto, poiché abbiamo fede nel Gohonzon, abbiamo il potere di trasformare ogni situazione negativa in qualcosa di positivo, cioè di "cambiare il veleno in medicina". Credo fortemente in questo, con tutto il mio cuore» (Living Buddhism, gennaio 2005).
Quattro anni fa, durante un corso in Giappone, ebbi l'occasione di partecipare a una riunione ristretta con il presidente della Soka Gakkai, Einosuke Akiya, insieme ad altre responsabili della Divisione donne italiana. In quel periodo c'erano tanti problemi nella nostra comunità, ed erano molto forti in noi la preoccupazione per il futuro e la mancanza di armonia. Il presidente Akiya sembrò leggere nei nostri cuori e ci ricordò il significato di "trasformare il veleno in medicina": «Non c'è niente che non si possa trasformare, qualsiasi circostanza negativa può trasformarsi in un'occasione di crescita. Un grande male si trasforma sempre in un grande bene; se la situazione attuale è difficile, bisogna risvegliare la propria missione per kosen-rufu e andare avanti, con lo sguardo rivolto verso il futuro. Occorre fare un passo avanti a partire dalla situazione attuale, allora sicuramente la situazione migliorerà».
Le sue parole toccarono qualche corda profonda del mio cuore, e finalmente mi sentii alleggerita di un gran peso; ritrovai la fiducia e si rafforzò in me il desiderio di continuare a impegnarmi ogni giorno, per incoraggiare ogni persona a sperimentare nella propria vita l'infinito potere del Gohonzon.
È proprio come dice Nichiren Daishonin: «Quelli che credono nel Sutra del Loto sono come l'inverno, che si trasforma sempre in primavera. Non ho mai visto né udito di un inverno che si sia trasformato in autunno, né ho mai sentito di alcun credente del Sutra del Loto che sia rimasto un comune mortale» (L'inverno si trasforma sempre in primavera, SND, 4, 209). Come sono rassicuranti queste parole! Anche il presidente Toda diceva: «Il Buddismo del Daishonin assicura che coloro che hanno maggiormente sofferto diventeranno le persone più felici. Spero che tutti voi mostriate una prova tangibile del fatto che l'inverno si trasforma sempre in primavera» (citato da D. Ikeda, NR, 352, 9).

Felici insieme agli altri

Ma non basta diventare felici noi, bisogna fare in modo che lo siano anche gli altri, allargando il cerchio della nostra vita fino ad "abbracciare" tutte le persone intorno a noi. Nichiren lo dice chiaramente: «Adesso, nell'Ultimo giorno della Legge, il Daimoku che recita Nichiren è diverso da quello delle epoche precedenti. È Nam-myoho-renge-kyo che comprende la pratica per sé e la pratica per gli altri» (Le tre grandi Leggi segrete, GZ, 1022). Del resto, il Daishonin ha iscritto il Dai-Gohonzon per far sì che tutte le persone, in ogni angolo della Terra, e per tutta l'eternità, potessero diventare felici e vivere in una società pacifica.
Ciò significa, in altri termini, che ciascuno di noi ha ereditato lo stesso voto di Nichiren e ciascuno, nel proprio piccolo, sta portando avanti la missione di propagare la Legge mistica per rendere reale e concreto il grande desiderio del Budda. Per questo abbiamo incontrato il Gohonzon. E proprio per questo l'azione più nobile che ciascuno può fare - e spesso la più difficile - è spargere semi di pace e felicità intorno a sé, attraverso l'azione di shakubuku e incoraggiando una persona dopo l'altra.
È straordinario come i membri della SGI in tutto il mondo si impegnino ogni giorno portando avanti la pratica buddista e condividendo l'insegnamento del Daishonin con gli altri, spinti dal desiderio di far fiorire in ogni persona il seme della Buddità. Sono queste le azioni più importanti, che meritano profondo rispetto e gratitudine. Come dice Ikeda, «Quando dedichiamo la vita ad adempiere alla promessa solenne di realizzare un giusto ideale, la nostra crescita interiore non ha più limiti. [...] Tale promessa è la base che ci permette di spazzare via l'oscurità e vivere in accordo con la natura essenziale dei fenomeni. In pratica significa avere un cuore che aspira alla felicità propria e degli altri e alla realizzazione del grande desiderio di kosen-rufu. Niente può ostacolare una persona che si è risvegliata a questo voto originale» (MDG, 1, 248).

a cura di Anna Conti - NR n° 353 - 15 giugno 2006
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Commenti

  1. Questa lettura è ciò di cui oggi avevo tanto bisogno... Ha toccato tanti punti salienti sui quali sto lavorando... Rendere possibile l'impossibile. Così sarà, né sono certa. Non accadrà mai che la preghiera di un devoto del sutra del loto rimanga senza risposta. E io prego e mi affido... Mi affido!!!!! NMRK

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