L'unica possibile apertura

Ma che cos'è la Buddità? Che cos'è questo stato vitale che chi prega cerca nelle profondità del proprio essere? In realtà, non è una "cosa", un nome, una risposta. È una esperienza, una esperienza di fede. Quello per cui pratichiamo c'è già nella nostra vita, e in quella degli altri. C'è come c'è la pelle, la capacità di pensare, di amare, di sognare. C'è la possibilità di vivere e creare libertà, felicità, "pace e sicurezza", come Nichiren scrive, la possibilità di attraversare anche i mali e i dolori di tutta un'esistenza cogliendone la meraviglia, il senso, l'intreccio, e provandone gioia. C'è quando crediamo, quando ogni parte del nostro corpo, della nostra mente, del nostro essere si fida e inizia a cercare proprio ciò che il nostro karma negativo, le nostre illusioni, le nostre limitate percezioni ci nascondono. Proprio lì dove tutto l'universo sembra dirci no, volerci fermare, lì dove è più difficile, più faticoso, lì dove la fede è l'unica possibile apertura. Allora, come Nichiren ci ha insegnato, umilmente e con forza, uniamo le mani, ci inginocchiamo o sediamo, abbandoniamo il nostro io piccolino, i nostri dubbi, i nostri schemi mentali e semplicemente, molto semplicemente, iniziamo a voce alta a recitare Nam-myoho-renge-kyo. 

Buddismo e Società n.109
stampa la pagina

Commenti

  1. Bellissimo , grazie

    RispondiElimina
  2. Essenziale,semplice ,completo.
    Complimenti e buona giornata.

    RispondiElimina

Posta un commento