Campione di impegno

Grazie alla pratica buddista ho rivoluzionato il mio percorso, prendendone le redini, realizzando molti dei miei sogni e sviluppando la certezza di poter fare molto altro ancora.

Ho ventiquattro anni e pratico dall'agosto del 2013. In quel periodo la mia vita era piena di sofferenze.
I miei genitori si erano separati già da alcuni anni e io avevo interrotto gli studi in quanto mi consideravo incapace di affrontare le difficoltà scolastiche. Anche il lavoro non mi dava grandi soddisfazioni e passavo, con lunghi intervalli, da un'occupazione all'altra. Fisicamente non mi piacevo: avevo raggiunto quota centoventi chili. Inoltre, dulcis in fundo, la mia nonna materna alla quale ero legatissimo era morta da poco.
In questa situazione, accusavo il mondo intero delle mie disgrazie e mi nascondevo dietro lo scudo della collera e dell'arroganza facendo soffrire tutti coloro che mi stavano intorno, soprattutto i miei cari. Alternavo picchi di rabbia a momenti di depressione e la mia visione del futuro era decisamente catastrofica. Come ultima sponda decisi di fare domanda nell'esercito, per provare a riscattarmi in qualche modo. Solo in seguito ho saputo che mia madre, che pratica da quando sono piccolo, ha molto sofferto e recitato Daimoku per questa mia scelta. La mia domanda venne rifiutata. Di lì a poco una sua amica mi propose di provare a praticare e io iniziai senza molta convinzione, forse solo perché era agosto e mi annoiavo.
Il primo cambiamento fu che avevo voglia di "fare", e di lì a poco mi offrirono di lavorare nella ristorazione presso due importanti aziende. Ma guardandomi allo specchio non mi piacevo. Così iniziai a prendermi cura di me stesso seguendo un'alimentazione adeguata e mi iscrissi in palestra. Scelsi la kick boxing (arti marziali), che mi aiutava a bruciare calorie e a sfogare e convogliare la rabbia. La lamentela cedeva il passo alla concretezza dell'impegno nel lavoro e nell'esercizio fisico per tornare ad amare il mio corpo.
Di quei primi tempi ricordo l'incoraggiamento dei giovani, soprattutto nella figura di un mio responsabile che mi ha sempre aiutato a seguire una pratica corretta. Per la prima volta mi sentivo parte di qualcosa e la forza di volontà, a me sconosciuta, prendeva il posto della negligenza. Così ho iniziato a modellare la mia vita e a impostare il mio futuro.
L'occasione di approfondire il Buddismo si è presentata con l'esame di primo livello, insieme alla scoperta che lo studio non è una cosa noiosa e pesante, ma un arricchimento. Per la prima volta non mi sentivo inadeguato e tantomeno giudicato. Mi iscrissi alle scuole serali per terminare gli studi e prendere la maturità.
Non è stato facile: lavoravo tutto il giorno, la sera ero a scuola fino a tardi e continuavo a portare avanti l'allenamento in palestra. Contemporaneamente mi veniva data l'opportunità di seguire altri giovani nella fede e nella pratica all'interno del capitolo e di fare protezione al Centro culturale di Firenze come soka-han. Grazie all'attività di protezione ho capito l'importanza di prendersi cura degli altri e di seguire il maestro, e ho apprezzato la possibilità di conoscere tante persone diverse ma unite da un unico scopo. Intanto mi sforzavo di fare la mia rivoluzione umana e portare lo spirito soka-han anche in famiglia, soprattutto nel momento in cui mio nonno si era allettato, infermo.
Ciò richiedeva lo sforzo di tutti, poiché decidemmo di occuparci di lui affinché potesse restare fino all'ultimo nella sua casa, alternandoci per curarlo... Ho appreso l'importanza del senso di gratitudine e la decisione di accompagnarlo in questo suo percorso finale con gioia e serenità, come lui ha sempre fatto con tutti noi. La famiglia Soka è una grande maestra di vita.
Ho soltanto ventiquattro anni, lo so, ma in questo breve periodo, grazie alla pratica buddista ho rivoluzionato il mio percorso, prendendone le redini, realizzando molti dei miei sogni e sviluppando la certezza di poter fare molto altro ancora. Infatti ho vinto molte delle mie sofferenze fra cui quella lavorativa, e oggi lavoro per una delle più importanti aziende fiorentine.
Inoltre ho sconfitto l'obesità, perdendo oltre quaranta chili, grazie anche allo sport che amo, la kick boxing, e il 13 novembre scorso sono diventato campione italiano!
Nel frattempo sto portando avanti il mio percorso di studi fino alla maturità e confido di realizzare a suon di Daimoku un altro mio grande scopo: accedere alla facoltà di fisioterapia per poter aiutare altre persone che soffrono di malattie importanti.
Sono molto grato a tutte le persone che mi sostengono sempre, ai miei genitori, a questa fantastica organizzazione e al mio maestro Daisaku Ikeda, che mi permettono di continuare a praticare ed essere felice.

NR n° 605 - 1 giugno 2017 - di R. M.
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