La sorgente della felicità

Il Gosho e la relazione maestro-discepolo

Ogniqualvolta ci si trovi senza via d'uscita possiamo ritornare al Daimoku. In Nam-myoho-­renge-kyo, che Nichiren per primo ha iniziato a invocare, esiste la forza incommensurabile che permette di ottenere benefici e diventare felici.

«Se la compassione di Nichiren è veramente grande e omnicomprensiva, Nam-myoho-renge-kyo si diffonderà per diecimila anni e più, per tutta l'eternità» (Ripagare i debiti di gratitudine, RSND, 1, 658)

Coloro che per l'eternità
dedicano la vita
a kosen-rufu e alla Soka
sono Budda
ricchi di vittorie e benefici.

È il momento, si alza il sipario su un nuovo palcoscenico. La nuova era ha già lasciato i blocchi di partenza. «È mio desiderio che tutti i miei discepoli formulino un grande voto» (La porta del drago, RSND, 1, 891). «Il "grande voto" si riferisce alla propagazione del Sutra del Loto» (La raccolta degli insegnamenti orali, BS, 113).
La Soka Gakkai è un'associazione che mira alla realizzazione di kosen-rufu. Il nostro "grande voto" è propagare nel mondo intero l'insegnamento del Daishonin e fare in modo che tutti gli esseri umani siano felici. I leader che vivono fino alla fine per questo "grande voto", ovunque e comunque continuano ad avanzare con coraggio e convinzione, pieni di vitalità, consapevoli dell'importanza della loro missione. I maestri e i discepoli Soka propagano nell'Ultimo giorno la grande Legge che illumina il genere umano e contribuiscono alla pace perpetua. Questa missione, di cui possiamo essere davvero orgogliosi, nel senso migliore del termine, non si può realizzare senza coraggio, convinzione, saggezza e spirito saldo.
Il passo che studiamo, dal Gosho Ripagare i debiti di gratitudine, indica lo spirito fondamentale di kosen-rufu. «Se la compassione di Nichiren è veramente grande e omnicomprensiva, Nam-myoho-renge-kyo si diffonderà per diecimila anni e più, per tutta l'eternità, perché ha il benefico potere di aprire gli occhi ciechi di ogni essere vivente del Giappone e sbarrare la strada che conduce all'inferno di incessante sofferenza» (RSND, 1, 658). Nichiren Daishonin dichiara che, grazie alla sua grande e omnicomprensiva compassione, Nam-myoho-renge-kyo si propagherà nell'eterno futuro.
Il nostro movimento per kosen-rufu ha come palcoscenico il mondo intero e abbraccia nella sua visione i prossimi diecimila anni e oltre. Con questo sguardo infinitamente ampio sul futuro, dobbiamo continuare a lottare. Anche il viaggio della nostra vita si dispiega nell'eternità, dal passato, al presente, al futuro. Non dobbiamo lasciarci influenzare da ogni piccolo fatto contingente. Nella vita di chi invoca la Legge mistica e la propaga c'è il potere di "soffrire quando c'è da soffrire e gioire quando c'è da gioire" (cfr. Felicità in questo mondo, RSND, 1, 607), ed entrare con coraggio nella dimensione di sentirsi «felici e a proprio agio» insieme agli altri.
Il Gosho Ripagare i debiti di gratitudine è stato scritto dal Daishonin nel settimo mese del 1276, mentre si trovava a Minobu ed è indirizzato a Joken-bo e Gijo-bo che vivevano nell'attuale parte meridionale della prefettura di Chiba. Egli scrisse questa lettera dopo aver saputo della morte di Dozen-bo, che era stato il suo primo maestro e il passo che studiamo è la conclusione del Gosho.
Nichiren dichiara che Nam-myoho-renge-kyo, l'essenza della Legge mistica, è la grande Legge che può salvare per l'eternità tutti gli esseri dell'Ultimo giorno della Legge. Inoltre i benefici che il Daishonin accumula per aver propagato la Legge mistica vanno anche al defunto Dozen-bo, grazie al desiderio di Nichiren di ripagare i debiti di gratitudine verso di lui.
La grandezza e la profondità della compassione del Daishonin, che sente come proprie le sofferenze di tutto il genere umano, è incommensurabile. Nella sua lotta, durante la quale non lesina la propria vita, nel profondere tutte le energie nell'ampia propagazione, è colmo della forza che permette di sconfiggere completamente l'oscurità fondamentale che sta all'origine dei desideri e delle sofferenze umane. Per questa ragione ha la capacità di "sbarrare la strada che conduce all'inferno di incessante sofferenza".

Una filosofia che travalica i confini
Nichiren Daishonin scrive anche: «Più profonde sono le radici, più rigogliosi sono i rami. Più lontana è la sorgente, più lungo è il corso del fiume» (RSND, 1, 658). A prescindere dal cambiamento di un'epoca, o da qualsiasi accadimento all'interno della società, non c'è dubbio che il Buddismo di Nichiren si propagherà ampiamente per tutto Jambudvipa. «È già stato stabilito» (GZ, 816). Perché? Perché esiste una "sorgente" perenne. Il limpido corso d'acqua dell'ampia propagazione della Legge mistica continuerà a sgorgare da questa "sorgente".
Il Buddismo del Daishonin si fonda su una filosofia antica e profonda, e per questo riesce ad arricchire il cuore di tutta l'umanità, travalicando i confini geopolitici ed etnici.
Il maestro Makiguchi, la cui convinzione era forte come l'acciaio, insegnava a «ritornare al punto di origine ogniqualvolta ci si trova senza via d'uscita». In Nam-myoho-renge-kyo, che Nichiren per primo ha iniziato a invocare, esiste la forza incommensurabile che permette di ottenere benefici. A prescindere dalle sfide che ci aspettano, recitando questo Daimoku, riusciamo a ricongiungerci con la grande vita dell'infinito passato (kuon ganjo). Da quell'istante, la nuova alba di continue vittorie inizierà a brillare.
L'astronomo brasiliano Ronaldo Mourao afferma: «Il suono di Nam-myoho-renge-kyo mi dà la sensazione di un'energia che crea l'universo stesso». La forza del Daimoku è immensa quanto l'universo intero.
«Grazie alla fede in questa religione -, diceva il mio maestro Josei Toda con assoluta convinzione - il ritmo della nostra vita si armonizza con quello dell'universo e di conseguenza si riesce a provare nel profondo la gioia di vivere. E la gioia di vivere è la forza che fa sgorgare l'acqua sorgiva della felicità». Questa fede serve per diventare felici. Davvero, questo è il Buddismo per diventare assolutamente felici. Perciò, qualsiasi cosa accada, rimanete sereni e allegri, e continuate a recitare Daimoku mantenendo l'unità di "diversi corpi, stessa mente".

La luce delle tre virtù
All'interno del passo che studiamo, dal Gosho Ripagare i debiti di gratitudine, Nichikan Shonin individua le "tre virtù di sovrano, maestro e genitore".
«Se la compassione di Nichiren è veramente grande e omnicomprensiva Nam-myoho-renge-kyo si diffonderà per diecimila anni e più, per tutta l'eternità»: questo brano simboleggia la virtù del genitore, in altre parole, l'azione di nutrire compassione per tutte le persone.
«Ha il benefico potere di aprire gli occhi ciechi di ogni essere vivente del Giappone» (ibidem) è la virtù del maestro, cioè l'azione di guidare le persone.
«Sbarrare la strada che conduce all'inferno di incessante sofferenza» è la virtù del sovrano, in altri termini l'azione di proteggere le persone.
Qui si trova quindi il significato profondo del motivo per cui Nichiren afferma di essere il Budda originale dell'Ultimo giorno della Legge che possiede le "tre virtù di sovrano, maestro e genitore".
Prima di questo passo, Nichiren scrive: «In tutto il continente di Jambudvipa, durante i 2.225 anni dalla morte del Budda, non una sola persona lo ha mai recitato. Soltanto Nichiren, senza risparmiare la sua voce, ora recita Nam-myoho-renge-kyo, Nam-myoho-renge-kyo» (ibidem).
E chi, nell'epoca moderna, ha ereditato correttamente la grande sfida della propagazione di kosen-rufu nell'Ultimo giorno della Legge a cui Nichiren Daishonin, da solo, diede inizio?
Solo noi, i membri della Soka Gakkai. Nessun altro.
Una volta, mentre si trovava nel Kansai, il maestro Toda disse, con forza pari al ruggito di un leone: «La missione della Soka Gakkai è lavorare per la causa della pace nei prossimi cento, mille anni a venire, ripagando così il debito di gratitudine verso il Daishonin ma anche, contemporaneamente, rendendo pos­sibile e concreta in eterno la felicità di tutto il genere umano».
Col cuore ardente di questo spirito di Josei Toda, incontriamo la gente e promuoviamo il dialogo su ciò in cui crediamo, con ogni persona che incontriamo. Questo è lo spirito della Gakkai. Finché ricorderemo di tornare continuamente alla limpida corrente di maestro e discepolo Soka, la forza motrice di kosen-rufu non si affievolirà. Così non ci troveremo mai in uno stato vitale debole come la codardia. E non vivremo mai una condizione vitale di grande arroganza. Toda mi scrisse:

Se tu sei triste, io piango,
nella mia gioia, ti libri nell'aria.

In questo mondo, dove le persone sono così incostanti, noi continuiamo ad avanzare coraggiosi e solenni perché costruiamo legami forti e profondi, nutriti dal desiderio costante di avere a cuore il bene di tutta l'umanità.
Anche il professor Lokesh Chandra, che viene dall'India, dove il Buddismo è nato, ci ha lodato affermando che la non dualità di maestro e discepolo Soka sta portando nel mondo le "tre virtù di sovrano, maestro e genitore" di cui il Daishonin parlava: il coraggio (virtù del sovrano), la saggezza (virtù del maestro) e la compassione (virtù del genitore). Con l'avvento di cittadini del mondo portatori di queste tre virtù, la spiritualità del genere umano, che rischia di naufragare nel mare del dubbio, potrà risvegliarsi. Il professore vede in noi, membri della SGI, l'incarnazione di questi bodhisattva.
Anche le attività Soka che promuovono la pace, la cultura e l'educazione hanno fatto sì che il principio della creazione di valore che si ricollega alle "tre virtù di sovrano, maestro e genitore" diventasse, all'interno della società, una realtà sempre più concreta. Ciò a cui mira la "virtù del sovrano" che protegge la sacralità della vita si trova nel contribuire alla pace.
L'educazione umanistica manifesta la "virtù del maestro", che guida correttamente i giovani. Gli interscambi culturali rappresentano la "virtù del genitore" che coltiva e unisce i cuori degli esseri umani. Il grandioso castello della pace, della cultura e dell'educazione si erge finalmente come simbolo di speranza in questo ventunesimo secolo.
Nichiren scrive ancora: «I benefici di cento anni di pratica nella Terra della Perfetta Beatitudine non si possono paragonare ai benefici ottenuti in un solo giorno di pratica in questo mondo impuro. Duemila anni di propagazione nel Primo e nel Medio giorno della Legge sono inferiori a un'ora di propagazione nell'Ultimo giorno della Legge» (RSND, 1, 658).
Se pensiamo al futuro infinito che ci attende, comprendiamo che ci troviamo ancora in una fase pionieristica. Dal momento che stiamo costruendo fondamenta che dovranno durare per sempre, gli sforzi che dobbiamo compiere sono notevoli, e le persecuzioni attraverso critiche, calunnie e gelosie, ineludibili.
È per questo che la pratica buddista è in accordo con il nostro tempo e sicuramente i benefici che ne deriveranno saranno immensi. Anche i benefici che otterranno le generazioni future si accumuleranno tramite la fede che noi portiamo avanti giorno dopo giorno. È giunto il momento adatto.
Nel Gosho Nichiren scrive che la gloria e i fasti di questa esistenza sono come un sogno, una gioia effimera, e ci avverte del fatto che sicuramente svaniranno.
Nel settembre di sessanta anni fa scrissi nel mio diario: «La storia proverà senza ombra di dubbio la ragione di coloro che impugnano la spada della giustizia. Nichiren Daishonin osserva i vostri sforzi, quindi non abbiate paura di nulla e non siate mai codardi. Avanzate con coraggio e ardore, perché siete giovani. Crescete sempre. Non dimenticate di andare oltre i vostri limiti» (Diario giovanile, Esperia, pag. 17) e «Se oggi stesso ci sforziamo di fare del nostro meglio, il futuro risplende e fiamme di gioia si levano alte» (ibidem, pag. 18).
La gloria e i benefici derivanti dal dedicare la propria vita a kosen-rufu, sono indistruttibili. Solo l'essere umano può scrivere la storia, e a maggior ragione il Buddismo ci permette di scrivere la storia più nobile che esista, per tutta l'eternità.

(10 settembre 2009)

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Daisaku Ikeda / Vivere il Gosho ogni giorno

La strada della verità

«Io, Nichiren, non ho mai avuto paura neanche [...] quando il signore di Kamakura [il reggente] mi esiliò due volte e quando stava per farmi decapitare; poiché ho perseverato senza timore adesso ci sono persone in Giappone che dicono che forse ho ragione» (Il palazzo reale, RSND, 1, 433)

Poiché i primi tre presidenti della Soka Gakkai hanno ereditato lo spirito di Nichiren Daishonin, abbiamo affrontato persecuzioni anche a costo della vita. Inoltre, non ci siamo lasciati minimamente scoraggiare e abbiamo continuato ad avanzare lungo la strada della verità e della giustizia. Ora, in tutto il mondo, persone sagge e giudiziose hanno creato con noi legami di amicizia e di sostegno.
Giovani, vi chiedo di portare avanti questo spirito coraggioso di non lesinare la propria vita.

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La virtù del maestro

«Il Budda scrisse che si deve diventare maestri della propria mente e non lasciare che la mente sia la propria maestra. Per questo ti ho sempre esortato a essere disposto a dare anche il tuo stesso corpo e a non risparmiare mai la tua vita per il Sutra del Loto» (Lettera a Gijo-bo, RSND, 1, 345)

Le nostre menti sono facilmente influenzabili e sviate dall'ambiente. Nello sforzarci di diventare maestri della nostra mente, è importante ricercare e seguire l'esempio di un insegnante o di un maestro che ci guidi nella corretta direzione. Quando noi della Soka Gakkai ci sforziamo per kosen-rufu con lo stesso spirito del maestro possiamo stabilire una fede salda nei nostri cuori. Questo è il nostro orgoglio di campioni di umanità che avanzano lungo la via di maestro e discepolo.

di Daisaku Ikeda - NR 504 - 15 gennaio 2013
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