Il mezzo per ottenere l'illuminazione

Il 28 aprile 1253 Nichiren Daishonin proclamò Nam-myoho-renge-kyo. Oggi, nelle nostre case, le persone si incontrano per recitare insieme e insegnare agli altri questa profonda preghiera capace di richiamare la natura di Budda insita nella vita di ognuno

«Ora, all'inizio dell'Ultimo giorno della Legge, io, Nichiren, per primo ho propagato in tutto Jambudvipa i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo, che sono il cuore del Sutra del Loto e l'occhio di tutti i Budda. Durante gli oltre duemiladuecento anni passati dalla morte del Budda, nessuno li ha mai propagati, nemmeno Mahakashyapa, Ananda, Ashvagosha, Nagarjuna, Nan-yüeh, T'ien-t'ai, Miao-lo o Dengyo. Miei discepoli, serrate le fila e seguitemi e sarete superiori a Mahakashyapa o Ananda, a T'ien-t'ai o Dengyo!» (RSND, 1, 679).
La prima volta che si ascolta il suono di Nam-myoho-renge-kyo può sembrare una strana cantilena, ma in realtà quel coro armonioso di voci è una preghiera profonda diretta a risvegliare l'essenza della vita. Approfondendo, si scopre che proprio attraverso la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo si può attingere alla natura illuminata inerente alla propria vita e a quella degli altri, e risvegliare delle potenzialità che neanche si sapeva di possedere.
A istituire questa pratica fu Nichiren Daishonin che, dopo aver a lungo studiato tutte le scritture buddiste e visitato i maggiori templi in Giappone, comprese che l'insegnamento fondamentale del Buddismo di Shakyamuni - secondo il quale ogni forma di vita è degna del massimo rispetto in quanto possiede la natura di Budda - è racchiuso nel Sutra del Loto e che il cuore di questo sutra è Nam-myoho-renge-kyo. A trentadue anni egli tornò nel suo paese natale, nell'attuale prefettura di Awa, e a mezzogiorno del 28 aprile 1253, davanti al suo maestro, il prete Dozen-bo, ad altri preti e a numerosi laici, rivelò le sue conclusioni e proclamò Nam-myoho-renge-kyo come il mezzo per ottenere l'Illuminazione nell'Ultimo giorno della Legge. Risvegliatosi a questa verità decise di lottare contro ogni persecuzione per diffondere questo insegnamento e permettere alle persone di diventare felici. Il Daishonin manifestò con la sua stessa vita la veridicità del messaggio rivelato nel Sutra del Loto e per questo noi lo consideriamo il Budda originale dell'Ultimo giorno della Legge.
Il Sutra del Loto rivela per la prima volta che la vita di tutti gli esseri comuni è dotata di un potenziale illimitato. Proclamando la Legge di Nam-myoho-renge-kyo, Nichiren Daishonin consegna all'umanità intera la chiave per accedervi.

Per noi, membri della Soka Gakkai, celebrare questo anniversario significa ricordare che nella profondità della vita esiste la forza per trasformare qualsiasi avversità, per vincere in qualsiasi situazione, su qualunque ostacolo. Tale è la forza del Buddismo. Il presidente Ikeda scrive a tal proposito: «Di fronte a qualsiasi ostacolo, se avanziamo con gioia e coraggio dicendo a noi stessi "così possiamo recitare più Daimoku", ogni cosa si trasformerà in fortuna e benefici incommensurabili» ( Il Daishonin afferma: «Adesso però siamo entrati nell'Ultimo giorno della Legge e il Daimoku che io, Nichiren, recito è differente da quello delle epoche precedenti. Questo Nam-myoho-renge-kyo comprende sia la pratica per sé sia l'insegnamento per gli altri» (RSND, 2, 925).

La portata rivoluzionaria del suo insegnamento è contenuta proprio in questo punto. Per manifestare la Buddità nella nostra vita è necessario rompere il guscio che ci avvolge, impegnandoci a diffondere l'insegnamento di Nichiren Daishonin per condurre le persone alla felicità. Shakubuku, il termine giapponese che utilizziamo quando parliamo di propagazione, nel suo significato più profondo vuol dire mettere in pratica la convinzione che tutti gli esseri viventi sono Budda perfettamente dotati.
Nel suo discorso d'investitura del 3 maggio 1951 Josei Toda disse: «Se la nostra mente è la stessa di quella del Budda e noi desideriamo dedicarci sinceramente alla causa di kosen-rufu spinti da un amore sincero per gli esseri umani, dobbiamo necessariamente sviluppare l'azione di shakubuku, la via migliore per realizzare la felicità individuale e contemporaneamente dare un contributo alla prosperità della nazione. Ritengo che lo shakubuku sia la più nobile forma di pratica buddista. Dato che lo shakubuku è dedicato alla felicità di tutti gli esseri umani e rappresenta il concetto buddista della salvezza, manifesta la condizione vitale del Budda. Facendo nostro il voto di Nichiren Daishonin di salvare tutte le persone, risvegliamoci alla nobile missione dei Bodhisattva della Terra e procediamo giorno dopo giorno nella nostra rivoluzione umana incoraggiando i nostri amici, familiari, colleghi e infondendo nei loro cuori la speranza dell'umanesimo buddista.
Come scrive il Daishonin: «Dapprima solo Nichiren recitò Nam-myoho-renge-kyo, ma poi due, tre, cento lo seguirono, recitando e insegnando agli altri. La propagazione si svilupperà così anche in futuro. Non vuol dire ciò "emergere dalla Terra"?» (RSND, 1, 341).

di Sole Becagli - NR 556 - 15 aprile 2015


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