Adesso è l'ultimo momento

«Per chi raccoglie la propria fede e recita Nam-myoho-renge-kyo con la profonda consapevolezza che adesso è l'ultimo momento della sua vita il sutra proclama: "[...] quando la loro vita giungerà al termine, esse saranno accolte dalle mani di mille Budda che le libereranno da ogni paura e impediranno loro di cadere nei cattivi sentieri dell'esistenza"».In questo brano dell'Eredità della Legge fondamentale della vita (WND, 216; cfr. SND, 4, 222), il Daishonin ci incoraggia ad avere una fede profonda e un cuore risoluto, come se il momento presente fosse l'ultimo della nostra vita. Come spiega Daisaku Ikeda nel Mondo del Gosho, ciò significa "non risparmiare la propria vita" e mantenere la fede per tutta la vita. Il Daishonin spiega l'importanza di perseverare nella pratica buddista affermando che la Buddità si trova nel mantenere la fede. E la chiave per mantenere la fede risiede nel pensare sempre che adesso è l'ultimo istante della propria vita. Con una fede simile, se anche la nostra vita finisse ora, non avremmo alcun rimpianto. Una fede sincera, pura e senza rimpianti ci permette di diventare una sola cosa con la Legge mistica e ci consente di ottenere la Buddità in questa esistenza (cfr. MDG, 1, 300).
Tutti, più o meno, pensiamo di avere ancora tanto tempo da vivere e nessuno può dire quando verrà il suo ultimo momento. Ma la realtà insegna che la morte fa parte della vita e nessuno può sfuggirle. Per quanto ci si sforzi è difficile immaginare come ci sentiremmo se fossimo certi che ora, proprio ora, questo è l'ultimo istante della nostra vita. Generalmente si pensa che l'ultimo istante di vita sia il momento in cui ciascuno fa il bilancio finale, come se l'intera esistenza venisse condensata in quell'attimo. Nella maggior parte dei casi si è pieni di paura e di ansia, ma «in realtà - diceva Josei Toda - noi pratichiamo questo Buddismo per affrontare al meglio la morte».
Il punto cruciale è avere una fede sincera e recitare Nam-myoho-renge-kyo ricercando sempre l'ottenimento della Buddità propria e degli altri e mantenendo nel cuore il desiderio di realizzare kosen-rufu.
Recitando con questa consapevolezza emerge dalla nostra vita una grande gioia e una profonda gratitudine semplicemente perché siamo in vita e perché in qualsiasi momento possiamo recitare Nam-myoho-renge-kyo davanti al Gohonzon e far emergere il potere infinito della natura di Budda che è in noi. Nascere esseri umani è difficile e ancora più difficile è incontrare la Legge fondamentale della vita, come spiega la parabola della tartaruga e il legno di sandalo (vedi p. 60 di questo giornale e SDL, 422). Ogni momento ha quindi un'importanza cruciale e potrebbe essere l'ultimo in questa vita e come esseri umani. Per questo è importante lo sforzo di creare valore in ogni istante, consapevoli che tutto è contenuto nel momento presente. Scrive Ikeda: «Se pensiamo che un singolo istante contiene passato, presente e futuro comprendiamo che la fede dovrebbe essere coltivata attimo per attimo, adesso e nel futuro. Sembra facile, ma non esiste una cosa più difficile e più importante. Per questo il Daishonin insiste così spesso su questo punto» (D. Ikeda, La vera entità della vita, Esperia, p. 114). E ancora: «La gloria, la fama, la ricchezza non sono nulla di fronte alla grande fortuna che possiamo accumulare dedicandoci alla pratica buddista: è una fortuna che non svanirà dopo la morte, ma rimarrà per l'eternità. È molto importante basare la propria fede su questa consapevolezza.Ma nessun aspetto della nostra vita, privata e sociale, deve essere trascurato: mentre continuiamo a perseguire il nobile scopo di kosen-rufu, tutte le nostre azioni, essendo basate sulla Legge mistica, acquisteranno un nuovo valore. Vivere con la profonda convinzione che questo è l'ultimo momento della propria vita significa proprio questo. [...] Tutto il nostro essere dovrebbe quindi concentrarsi sul momento presente, mentre dedichiamo coraggiosamente tutte le nostre energie, giorno dopo giorno, alla realizzazione di kosen-rufu e al raggiungimento della Buddità in questa esistenza. Ogni cosa dovrebbe essere fatta con la massima sincerità: recitare Daimoku, studiare il Buddismo o scrivere a qualcuno una lettera di incoraggiamento. Anche quando parlate di Buddismo con qualcuno, dovete pensare che questa è la vostra ultima opportunità e che, se fallite, questa persona non potrà cambiare il suo karma» (ibidem, p. 94).
È importante quindi dare il massimo valore, in ogni istante, alle nostre azioni, al nostro comportamento, cercando di dare il meglio di noi stessi in ogni cosa, sforzandoci di manifestare la fede nella vita quotidiana e ricordando che «il vero significato dell'apparizione del Budda Shakyamuni in questo mondo sta nel suo comportamento da essere umano» (I tre tipi di tesori, SND, 4, 179). Coloro che si basano su questa consapevolezza e recitano Nam-myoho-renge-kyo con cuore sincero «quando la loro vita giungerà al termine, esse saranno accolte dalle mani di mille Budda che le libereranno da ogni paura», e godranno di una condizione vitale di completa tranquillità. Più semplicemente, ciò significa poter morire con gioia e nella più completa tranquillità, pieni di soddisfazione e senza alcuna paura.

Buddismo e Società n. 112 - settembre ottobre 2005
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