Il significato delle preghiere silenziose

Il significato delle preghiere silenziose

Le preghiere silenziose che leggiamo dopo la lettura dei capitoli del sutra esprimono semplicemente il senso di gratitudine che ognuno dovrebbe nutrire. Nella lingua giapponese vengono chiamate gokannenmon: go è un ideogramma onorifico, kannen significa ricordare o riflettere e mon significa frase. Nel momento che formuliamo le preghiere silenziose è importante che anche i nostri pensieri siano coerenti; frasi sintetiche e chiare ci aiutano a focalizzare più facilmente il pensiero sulla preghiera silenziosa. Come si legge all'inizio delle preghiere silenziose dentro il libretto di Gongyo: «Le preghiere silenziose vogliono esprimere il senso di gratitudine e le determinazioni di noi credenti del Buddismo di Nichiren Daishonin e membri della Soka Gakkai Internazionale. La formulazione di queste preghiere intende aiutarci a esprimere la nostra gratitudine e i nostri scopi. non è quindi l'esatta dicitura delle preghiere a essere importante, bensì la nostra sincerità mentre preghiamo». È fondamentale non dimenticarsi lo spirito di gratitudine. Nichiren Daishonin inizia le lettere rivolte ai suoi seguaci con i ringraziamenti e anche il presidente Ikeda ringrazia sempre tutti i membri della SGI per il sincero impegno nel promuovere il movimento di kosen-rufu. Nei suoi consigli egli sottolinea sempre questo principio: «Chi esprime gratitudine è veramente felice. Una vita piena di gratitudine è luminosa e felice, sia dinanzi alle persone, che quando ci offrono un passaggio in auto, o quando si è a casa con la propria famiglia. Offrire il proprio ringraziamento con sincerità è sinonimo di una esistenza felice. Quando proviamo gratitudine, irradiamo un'onda di felicità che avvolge noi stessi e gli altri. [...] Nella parola "grazie" c'è il seme della felicità; chi apprezza profondamente il valore di questa parola e la usa generosamente si esprime molto più eloquentemente di un abile oratore»

(Il Nuovo Rinascimento, 137, 17) (foto di Silvano Bottaro)
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Commenti

  1. Prima di incontrare il buddismo, usavo la parola "grazie" per educazione e convenzione sociale. Il significato della gratitudine però è ben più profondo: dentro di sè contiene un valore straordinario, che deriva dalla consapevolezza che intorno a noi ci sono altri esseri umani e che manifestare gratitudine avvicina gli uni agli altri con forza. La gratitudine fa riflettere su se stessi, ci toglie ogni "delirio di onnipotenza" per farci capire come la relazione con tutti gli esseri viventi debba essere valorizzata e come questo atteggiamento conduca alla felicità.

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    1. Stupendo commento Giuly. Ho dato un senso diverso alla parola GRAZIE

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  2. Tutte le volte che io ringraziavo una persona che stava lavorando mi veniva sempre rimproverato il fatto che questa persona era pagata per far questo il punto la gente non capisce che comunque anche se fosse pagata c'è sempre una persona che fa qualcosa per te e andrò avanti a ringraziare le persone per quello che fanno intorno a me.grazie e dopo questa spiegazione rafforza ancora di più dentro di me fattore di essere sempre una persona gentile con tutte le persone che mi stanno intorno

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