Io in relazione

Per il Buddismo non c'è alternativa.
Io sono sempre in relazione: con le persone che conosco e con quelle che non conoscerò mai, con chi amo e con chi non voglio mai più vedere, con quelli che dipendono totalmente da me - come i miei figli appena nati o i gatti di casa - e quelli che sembra farebbero volentieri a meno di me, come per esempio quanti alle elezioni hanno votato per il partito opposto al mio.
Sono sempre in relazione, anche quando soffro perché mi sento la persona più sola della Terra o quando mi sembra di non capire più le ragioni degli altri e mi ritrovo a volere solo silenzio e distanza.

Anzi, secondo il Buddismo io sono sempre in relazione non solo con tutte le persone ma anche con ogni altro essere vivente e non vivente. La relazione che lega tutti i fenomeni in una catena ininterrotta di cause ed effetti, dove ogni aspetto prende significato e valore solo in rapporto a tutti gli altri, è per il Buddismo un dato di fatto (spiegato dal principio dell'"origine dipendente", engi).
Ma, come succede in altri ambiti, normalmente viviamo nell'illusione, inconsapevoli della realtà. Dunque, in questo caso, nell'illusione di essere soli o di potere fare a meno degli altri, nell'illusione che solo la presenza (o l'assenza) di una certa persona ci consentirebbe di realizzare la nostra vita. Nell'illusione che non dipende da noi, perché c'è sempre qualcuno che ci manca troppo o che è di troppo per la nostra felicità.
Abbandoni, tradimenti, ricatti, delusioni sono in cima alla graduatoria delle cause dell'infelicità umana. Riescono a spezzarci il cuore, a tutte le età, e a condizionare i nostri pensieri di giorni, mesi, anni interi.
Questo è umano. Ma, se lo vogliamo, è anche il punto di partenza per un'esperienza buddista. Per sperimentare che la qualità della relazione esistente tra noi e gli altri ci riguarda, e la trasformazione inizia da noi.

di Alessandra Spila - Buddismo e Società n.129 luglio agosto 2008
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Commenti

  1. A quale rivista fa riferimento questo bellissimo articolo? Grazie sempre per questa presenza così utile e incoraggiante.

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    1. Dimenticanza... Buddismo e Società n.129 luglio agosto 2008

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