Diventare felici insieme agli altri

È questo il puro ed eterno desiderio di tutte le persone, lo spirito originale che agisce nel profondo della nostra vita

Recitare Nam-myoho-renge-kyo è una pratica in apparenza molto semplice, ma i risultati cambiano a seconda dell'atteggiamento con il quale recitiamo.
«C'è una differenza fra i benefici del Daimoku recitato da un saggio e i benefici del Daimoku che recitiamo noi?» domanda un discepolo al Daishonin. «Nessuno dei due è superiore o inferiore - risponde Nichiren - come non c'è differenza fra l'oro posseduto da uno stolto e l'oro posseduto da un saggio [...]. Tuttavia c'è una differenza se si recita agendo contro lo spirito di questo sutra» (Le quattordici offese, SND, 5, 173).
Qual è dunque "lo spirito" di questo sutra? Qual è il cuore di Nichiren Daishonin? Il Gosho Le tre grandi Leggi segrete dichiara: «Adesso, nell'Ultimo giorno della Legge, il Daimoku che recita Nichiren è diverso da quello delle epoche precedenti. È Nam-myoho-renge-kyo che comprende la pratica per sé e la pratica per gli altri».

Il Buddismo del Daishonin nasce per il bene di tutta l'umanità. Nel Mondo del Gosho Daisaku Ikeda afferma che al centro della vita di Nichiren c'è il voto di far diventare felici tutte le persone. Questo è il suo grande desiderio, il punto di partenza della sua ricerca e la causa della sua Illuminazione. Per questo ci ha lasciato il Daimoku e il Gohonzon, per far sì che tutte le persone potessero manifestare la propria natura illuminata, trasformare la propria vita e costruire un mondo pacifico.
Il Gohonzon è la cristallizzazione dell'immensa compassione del Budda, il "vessillo della propagazione". Il Daimoku è la chiave che ci permette di attivarne l'infinito potere dentro la nostra vita.
Il resto tocca a noi.

Fin da giovanissimo Nichiren cominciò a pregare spinto dal desiderio di ripagare il profondo debito di gratitudine che sentiva nei confronti di tutti gli esseri viventi, e in particolare dei propri genitori. Giurò di diventare l'uomo più saggio di tutto il Giappone per poter trovare il modo di liberare dalle sofferenze di vita e morte tutte le persone. In virtù di questo voto, a soli sedici anni poté risvegliare dentro di sé il grande potere della Legge mistica. La sincerità della sua preghiera fu ricambiata con "un gioiello di saggezza splendente come la stella del mattino", che gli permise di cogliere l'essenza di tutti gli insegnamenti buddisti e di comprendere la verità fondamentale della vita.
Più Nichiren ricercava e studiava, più aumentava la portata del suo desiderio, fino ad abbracciare l'intera umanità, fino a concepire il grande voto di realizzare kosen-rufu.
«Se la compassione di Nichiren è veramente grande Nam-myoho-renge-kyo si diffonderà per diecimila anni e più, per tutta l'eternità, perché ha il benefico potere di aprire gli occhi ciechi di tutte le persone [...] e sbarrare la strada che conduce all'inferno di incessante sofferenza» (Ripagare i debiti di gratitudine, SND, 2, 216).
Questo era il voto del Daishonin per l'infinito futuro (cfr. MDG, 1, 37).

Dapprima fu lui solo ad aprire la strada per la propagazione della Legge mistica, ma dall'esilio a Sado in poi Nichiren incoraggiò i suoi discepoli a seguire il suo esempio, a praticare esattamente come lui. Il suo voto di salvare le persone, la sua lotta coraggiosa per proteggere e diffondere la Legge mostravano a ognuno lo spirito necessario per manifestare la Buddità nella propria vita: «Coloro che diventano discepoli e seguaci di Nichiren devono rendersi conto della profonda relazione karmica che condividono con lui e propagare il Sutra del Loto con lo stesso spirito» (Lettera a Jakunichi-bo, SND, 4, 36-37).
All'origine di tutto, dunque, c'è la compassione.
La compassione è la natura essenziale del Budda. La troviamo espressa alla fine del capitolo Durata della vita del Sutra del Loto, quando viene spiegato quale sia l'eterno pensiero del Budda e il suo grande desiderio dal tempo senza inizio:
Questo è il mio pensiero costante
Come posso far sì che tutti gli esseri viventi
Accedano alla via suprema
E acquisiscano rapidamente il corpo del Budda? (SDL, 305).
Commentando questo brano del Sutra del Loto, Nichiren Daishonin afferma che la parola "pensiero", nel verso "questo è il mio pensiero costante", significa «l'unico pensiero che il Budda e tutti gli esseri originariamente posseggono» (Lettera a Niike, SND, 4, 246).
Si tratta dunque di un pensiero che esiste da sempre non soltanto nella vita del Budda, ma anche nella vita di tutte le persone comuni.
«Il desiderio di diventare felici insieme agli altri è il puro ed eterno desiderio di tutte le persone - scrive Daisaku Ikeda - È lo "spirito originale" che agisce nella profondità della nostra vita» (MDG, 1, 130).

Praticare "lo spirito" di questo sutra significa dunque mettere ogni persona in condizione di poterlo a sua volta conoscere e praticare: «Recita Nam-myoho-renge-kyo sinceramente ed esorta gli altri a fare lo stesso - scrive il Daishonin - questo resterà il solo ricordo della tua vita presente in questo mondo umano» (Domande e risposte sulla fede nel Sutra del Loto, SND, 7, 24). Senza condividere l'obiettivo del Budda di "diventare felici insieme agli altri", anche il Daimoku che recitiamo con il tempo sembra perdere valore. La pratica insegnata da Nichiren Daishonin è semplice, ma la difficoltà sta nel riuscire a desiderare sinceramente anche la felicità degli altri. Per questo Toda diceva: «Noi che ci dichiariamo discepoli del Daishonin [...] dovremmo recitare Daimoku mattina e sera ben decisi ad acquisire almeno una milionesima parte della compassione del Daishonin. Ciò significa sforzarci nella fede, colmando il nostro essere ogni giorno di Daimoku - che è l'essenza della vita del Daishonin - incidendolo nel nostro cuore, permeandone la nostra vita, con l'obiettivo di trasformare ognuna delle nostre attività in un atto di compassione» (MDG, 1, 131).
Perfino il Budda Shakyamuni, raggiunta la sua Illuminazione, dapprima accarezzò l'idea di restarsene tranquillo a godere da solo il beneficio della sua nuova condizione. Dovette scendere dal cielo il dio Brahma in persona a supplicarlo e a spronarlo. Alla fine Shakyamuni si risolse ad esporre la Legge affinché anche tutti gli altri potessero conseguire la sua stessa Illuminazione (MDG, 1, 31). Questa fu la sua lotta interiore contro il demone, contro l'egoismo annidato anche nella sua vita.
Il Buddismo nasce con questa difficoltà essenziale: "Parlo o non parlo? Propago o non propago?". Se decido di farlo, vado avanti fino in fondo.
Il "desiderio di diventare felici insieme agli altri" esiste sì nella profondità della nostra vita, ma è necessario risvegliarlo con una profonda decisione. Lo stesso si può dire del voto di Nichiren Daishonin. Ne L'apertura degli occhi egli dichiara: «Feci il voto di risvegliare in me il potente e invincibile desiderio della salvezza di tutti gli esseri viventi. E di non esitare mai nei miei sforzi» (L'apertura degli occhi, SND, 1, 194).
«Fare il voto di risvegliare in sé un potente e invincibile desiderio della salvezza di tutti gli esseri viventi - scrive Daisaku Ikeda - ­­indica lo spirito di conseguire la Buddità a qualunque costo. Questo è il voto di un bodhisattva» (Daisaku Ikeda, Buddismo e società, n. 111, p. 38).

Nel Gosho Il raggiungimento della Buddità in questa esistenza, dopo aver affermato che «recitare Myoho-renge-kyo ti permetterà di percepire la mistica verità dentro di te», Nichiren Daishonin aggiunge: «La meraviglia di questa Legge è esemplificata da renge, il fiore del loto. Una volta compreso che la tua vita stessa è la Legge mistica, comprenderai che lo è anche la vita di tutti gli altri. Tale comprensione è il mistico kyo, o sutra» (SND, 4, 6).
L'essenza del Sutra del Loto è la fede nell'illimitato potenziale degli esseri umani in quanto entità della Legge mistica. Non si tratta soltanto di una fede assoluta nella Legge mistica, ma anche di una fiducia e di un rispetto profondi verso tutti gli esseri viventi.
Nel Gosho I tre tipi di tesori il Daishonin afferma che il profondo rispetto per le persone costituisce il nucleo centrale della pratica del Sutra del Loto e lo scopo stesso dell'apparizione del Budda Shakyamuni in questo mondo.
Il bodhisattva Mai Sprezzante descritto nel Sutra del Loto, indicato da Nichiren stesso come il modello per la propagazione nell'Ultimo giorno, era motivato da questo spirito. Benché venisse ripetutamente attaccato egli perseverava nella pratica di riverire gli altri.
«La pratica del bodhisattva Mai Sprezzante (Fukyo) si basa sul concetto che tutti gli esseri umanisenza alcuna eccezione possiedono la natura di Budda. Soprattutto, lui stesso mostrava di avere un'incrollabile convinzione dell'esistenza della natura buddica nella vita di tutte le persone.
In netto contrasto c'è il caso di Shariputra [...]: quando le sue buone intenzioni furono letteralmente calpestate, egli gridò: "Questa persona è troppo difficile da salvare!". In definitiva, perse la fede nell'esistenza della natura di Budda in tutte le persone» (D. Ikeda, op. cit., p. 39).

I BENEFICI DELLA PRATICA DI SHAKUBUKU
Il Sutra del Loto insegna che la vita di tutti gli esseri viventi è intrinsecamente dotata della natura di Budda. Questa è la causa per ottenere la Buddità. Ma ciò che attiva questa natura di Budda è l'azione specifica della "semina".
Ascoltare la Legge mistica, l'unico insegnamento che permette alle persone di ottenere la Buddità, è la "condizione". Quando una persona incontra questa condizione il seme della Buddità prende forma nella sua vita, fino a germogliare.
Parlare a qualcuno del Buddismo di Nichiren Daishonin è un'azione del massimo valore che crea la condizione necessaria affinché quella persona possa ottenere l'Illuminazione. Perciò il beneficio di fare shakubuku è infinito (cfr. MDG, 2, 130).

Il presidente Toda osservò a questo proposito: «Ci sono due tipi di semina [nel Buddismo]: seminare permettendo alle persone di ascoltare l'insegnamento e seminare conducendo le persone a prender fede nell'insegnamento. Poniamo che incontriate per la prima volta qualcuno e gli parliate del Buddismo del Daishonin, ma quella persona non si converta. Questo è "seminare permettendo alle persone di ascoltare l'insegnamento". Ma supponiamo che in seguito un altro praticante si avvicini a quella persona parlandogli nuovamente della fede nella Legge mistica e questa decida di ricevere il Gohonzon. Questo è "seminare conducendo le persone a prender fede nell'insegnamento". Si tratta sempre di seminare i semi della Buddità e il beneficio è lo stesso» (ibidem).
Si tratta sempre della stessa nobile azione di insegnare la Legge mistica agli altri. In entrambi i casi il beneficio che si riceve, agendo come inviati del Budda, è illimitato.
Detto questo però il Daishonin insiste sull'importanza di piantare comunque il seme parlando agli altri della Legge mistica, in modo che possano creare un legame con il Buddismo: «[...] Quelli che prendono fede otterranno la Buddità, quelli che lo insultano stabiliscono la "relazione del tamburo letale" e otterranno egualmente la Buddità» (Il Sutra del Loto porta all'Illuminazione coloro che per la prima volta aspirano alla strada, SND, 8, 24).
La "relazione del tamburo letale" è chiamata anche "relazione inversa". L'aver avuto la possibilità di udire predicare il Sutra del Loto fa sì che quella persona stabilisca una relazione con la Legge mistica. Quando permettiamo a una persona di udire la Legge, la natura di Budda che esiste profondamente nella sua vita viene immancabilmente attivata. Può succedere che non riesca a credere immediatamente, ma verrà il momento in cui, avendo ricevuto nella sua vita il seme della Legge mistica, incontrando le condizioni adatte questo seme germoglierà.
Indipendentemente dal risultato immediato, la cosa importante è pregare per la felicità delle persone, sforzarci sinceramente per il loro bene e spiegare coraggiosamente la grandezza del Buddismo, fiduciosi che queste nostre azioni per diffondere la Legge mistica in accordo col cuore del Budda stanno creando nella nostra vita una fortuna grande come l'universo (cfr. MDG, 2, 131-133).

Scrive Daisaku Ikeda: «La vita, apparentemente lunga, in realtà è breve. C'è un limite alle esperienze che possiamo vivere in una sola vita. Ma quando consideriamo le sofferenze degli altri come se fossero le nostre, pregando e lottando con una persona dopo l'altra, e vincendo insieme a loro, allora la ricchezza della nostra vita aumenta senza limiti, di due, tre, mille, diecimila volte.
Solo nella misura in cui ci preoccupiamo dei problemi e delle sofferenze degli altri e agiamo per la loro felicità e il loro benessere, possiamo accumulare i "tesori del cuore" e stabilire una condizione di felicità nella nostra vita che nessuna difficoltà o avversità potrà distruggere» (MDG, 2, 129).

di Alessandra Fornasiero - Buddismo e Società n.114 - gennaio febbraio 2006
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