Dèi buddisti

Sono chiamati “divinità benevole” (shoten zenjin, dove sho = tutti, ten = cielo, zen = benevolenti, jin = divinità) e sono personificazioni delle funzioni o delle energie dell’universo. Possono essere considerate “divinità benevole” tutte le persone, le cose, le situazioni ambientali che sostengono la vita, che ci proteggono, ci aiutano nel bisogno, o che favoriscono i nostri sforzi verso il conseguimento dell’Illuminazione.
Come insegna il principio di esho funi, l’essere umano è in costante ed intima relazione con il suo ambiente e con tutto l’universo. Il sole, la luna, tutti i corpi celesti e tutto il nostro ambiente fanno parte dell’armonia cosmica, sono manifestazioni di Nam-myo-ho-renge-kyo, così come lo è la nostra vita. Recitando Nam-myo-ho-renge-kyo, poniamo la Legge mistica, che pervade tutto l’universo, alla base della nostra vita e attiviamo le energie protettive presenti in noi e nell’ambiente. Quando nella prima preghiera silenziosa del Gongyo ci rivolgiamo ad est, recitiamo Daimoku per ringraziare gli shoten zenjin e per sostenere e intensificare la loro azione protettiva.
Il Buddismo, che si sviluppò in India dove si credeva in numerose divinità, adottò le maggiori divinità brahmane, Bonten (Brahma), Taishaku (Indra), i quattro Re Celesti, come divinità guardiane del Buddismo. Lo stesso fece quando si propagò in Cina. Anche in Giappone, Hachiman e Tensho Daijin (la grande dea del sole) furono adottati come divinità tutelari buddiste. Molti di essi sono iscritti nel Gohonzon e rappresentano le diverse funzioni della Legge mistica.
Ma anche i cosiddetti diavoli e demoni, le energie negative che danneggiano la vita e ostacolano la ricerca dell’Illuminazione, nel capitolo Dharani si impegnarono a proteggere i credenti del Sutra del Loto e possono quindi operare come divinità benevolenti. Nel Gohonzon sono rappresentati da Kishimojin e le sue dieci figlie, le Jurasetsu.
Demoni e dèi di per sé sono neutri, esercitano un’influenza positiva o negativa, a seconda della positività o negatività del nostro ichinen.
Ne I tre tipi di tesori il Daishonin dice che «la fragranza interna otterrà protezione esterna», cioè, quando la natura di Budda si manifesta in noi, risveglierà la natura di Budda dell’ambiente. Per annullare le forze negative e attivare le forze protettive latenti in noi e presenti nell’ambiente, dobbiamo rafforzare la nostra fede e la nostra pratica. In Protesta contro Hachiman, dice: «Bonten, Taishaku, gli dèi del sole e della luna, i quattro Re Celesti e le altre divinità benevolenti proteggeranno giorno e notte chi recita Nam-myo-ho-renge-kyo». (da NR)
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