Come il sorgere del sole

Non c'è niente da fare: per quanto ci impegniamo a tenere sotto controllo lo sviluppo degli eventi, per quanta saggezza possiamo mettere in gioco nel nostro vivere quotidiano, per quanta attenzione possiamo dedicare a tutti gli ambiti della nostra esistenza, le cose talvolta non vanno come avevamo sperato, come avevamo previsto o sognato. Alla luce degli insegnamenti buddisti, incontrare difficoltà non è soltanto una questione di sfortuna o di mancanza di saggezza, dopotutto «nemmeno i santi o i saggi possono evitarle» (Felicità in questo mondo, RSND, 1, 607).
Quando incontriamo un ostacolo o un problema sperimentiamo sofferenza, riceviamo la retribuzione del karma negativo che avevamo custodito (assieme a quello positivo) nel magazzino dell'ottava coscienza (vedi box a p. 12).
A questo punto, ciò che conta è la nostra reazione in questi momenti.

In genere, dopo aver accusato il colpo, mettiamo in moto le nostre capacità razionali, cercando di trovare soluzioni logiche, immaginando e mettendo in atto strategie ragionevoli. Se poi capiamo di esser vittime di tendenze che si ripetono, generando sempre le stesse situazioni spiacevoli, cercheremo di mettere in gioco soluzioni nuove, creando "una controtendenza". Tutto questo, naturalmente, è corretto e condivisibile. Ma è importante rendersi conto che così facendo stiamo operando all'interno dell'ottava coscienza, all'interno del karma, cercando di far funzionare a nostro vantaggio la Legge generale di causa ed effetto (vedi pp. 13-15). Stiamo utilizzando, nella migliore delle ipotesi, il Buddismo a livello teorico, ma non ancora la forza straordinaria del Budda. Stiamo operando ancora nei nove mondi. Il presidente Ikeda afferma che «finché si parte dalla Legge generale di causa ed effetto, il modo per cambiare il karma continuerà a sfuggirci. Il Daishonin afferma chiaramente che il suo insegnamento non si basa su questo tipo di causalità» (MDG, 459).
Accade talvolta che queste strategie logico-razionali non portino ad alcun risultato. Questo può avvenire perché abbiamo esaurito la nostra fortuna o perché il karma che abbiamo incontrato, per essere trasformato in questo modo, avrebbe bisogno di un tempo incalcolabile. Piangere o lamentarci non ci porta da nessuna parte. Siamo allora "costretti" ad attingere al potere del Budda. Certo occorrerebbe prendere l'abitudine di "usare la Strategia del Sutra del Loto prima di ogni altra", per risparmiare un sacco di tempo e vivere decisamente più felici.
In ogni caso, quando finalmente ci affidiamo al Gohonzon, ecco che allora abbandoniamo i nove mondi ed entriamo nel mondo di Buddità, abbandoniamo l'ottava coscienza e ci connettiamo al potere puro, immacolato, libero e straordinario della nona coscienza. Non si tratta di un processo automatico. Per permettere al mondo di Buddità di emergere occorre sconfiggere il dubbio: è questa la sfida più importante, quella che richiede coraggio. Questo è l'ambito in cui si vince o si perde. «In sostanza offendere la Legge significa non credere, dubitare dell'esistenza della natura di Budda in noi e negli altri. Questo dubbio è la causa fondamentale che impedisce al mondo di Buddità di emergere e che genera vari tipi di karma negativo. Sradicare questo dubbio e far emergere il mondo di Buddità è la legge causale più importante che ci rende possibile cambiare il karma» (Ibidem).
Cosa succedequando riusciamo a recitare Daimoku vincendo questo dubbio? Spezziamo le catene opprimenti del karma, liberiamo la nostra mente e il nostro cuore dai pensieri che ci soffocano e vediamo i nostri problemi dall'alto, senza esserne schiavi. Possiamo addirittura divertirci ad affrontare le avversità come un surfista esperto che, cavalcando le onde, compie spettacolari acrobazie. «Se consideriamo le difficoltà che incontriamo come sfortuna o fortuna - scrive Daisaku Ikeda - dipende da quanta determinazione abbiamo, dal nostro atteggiamento o dallo stato vitale. Con il coraggio possiamo condurre una vita divertente. Riusciremo a sviluppare un io di una solidità tale che potremo pensare alle prove della vita con un profondo senso di gioia: "Forza ostacoli! Vi stavo aspettando! Questa è l'occasione che attendevo"» (D. Ikeda, Giorno per giorno, 27 ottobre).
Quando attiviamo tutto il nostro potenziale con il potere della fede, forza, saggezza e coraggio scaturiscono dalla nostra vita e noi cessiamo di soffrire per gli effetti negativi del nostro passato: «Il karma negativo viene avvolto dal mondo di Buddità e purificato dal suo potere. Per fare un'analogia, l'apparizione del mondo di Buddità è come il sorgere del sole. Quando il sole sorge a est, le stelle che brillavano così vividamente nel cielo notturno svaniscono immediatamente, come se non esistessero» (MDG, 460). Siamo allora in grado di vedere i nostri problemi come occasioni per essere più felici, per sperimentare una condizione libera e mostrare attraverso la nostra lotta e la nostra vittoria il potere e la bellezza del Buddismo, il potere insito nella nostra vita, il valore assoluto della nostra esistenza.

di Lodovico Prola - Buddismo e Società n.169 - marzo aprile 2015
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