Risvegliarsi alla propria dignità

Per noi occidentali è difficile comprendere il concetto di diventare Budda perché abbiamo come riferimento l'idea di Dio, un essere sovrumano perfetto. Per Nichiren, invece, conseguire l'Illuminazione è vivere da esseri umani consapevoli della propria dignità, lottando contro l'oscurità innata e inchinandosi alla natura di Budda di tutti gli esseri viventi

Raggiungere la Buddità, ovvero conseguire l'Illuminazione, è un'aspirazione naturale per chi pratica il Buddismo, ma potrebbe essere difficile da comprendere per chi abbraccia altre religioni. Tale difficoltà può derivare dall'idea di percepire il Budda come un Dio, per cui l'obiettivo del conseguimento dell'Illuminazione da parte di un essere umano viene considerato come una sorta di desiderio di diventare come Dio.
Secondo le religioni monoteiste come il Cristianesimo, l'Islamismo e l'Ebraismo, Dio è creatore e onnipotente. Gli esseri umani creati da Dio sono esseri imperfetti, quindi non potranno mai diventare come lui, perfetto e assoluto. L'unica eccezione è Gesù Cristo, ma in questo caso non è l'essere umano a diventare Dio bensì Dio che si incarna nell'essere umano.
Anche nel Buddismo esistono figure simili al Dio delle religioni monoteiste, come ad esempio il Budda Amida descritto nei sutra della Pura terra. Ciò significa che anche nel Buddismo il Budda viene a volte percepito come un'entità separata dagli esseri umani.

Riguardo al Sutra del Loto la difficoltà di comprensione diventa ancora maggiore, perché tale sutra dichiara il grande ideale di portare tutti all'Illuminazione e insegna la possibilità del raggiungimento dell'Illuminazione nella propria forma presente. Il Sutra del Loto descrive il conseguimento della Buddità degli esseri dei due veicoli, dei malvagi e delle donne, che gli altri sutra invece negano. In particolare il conseguimento della Buddità della figlia del re drago rappresenta, oltre che l'Illuminazione delle donne, esattamente il raggiungimento della Buddità in forma presente. Ryunyo era una femmina di soli otto anni con il corpo di un serpente - simbolo di un essere che soffre per diverse discriminazioni - che ottenne l'Illuminazione senza trasformarsi in nessun altro. Ciò significa che qualunque individuo illuso che soffre, quando abbraccia la fede nel Sutra del Loto può ottenere l'Illuminazione senza trasformarsi in un altro essere.
Ma cosa significa ottenere la Buddità?
Conseguire l'Illuminazione nella propria forma presente vuol dire vivere con la piena consapevolezza della propria dignità, e per risvegliarsi profondamente alla propria dignità bisogna lottare contro la natura oscurata intrinseca alla vita.
Il concetto che il conseguimento dell'Illuminazione consista nel risvegliarsi alla propria dignità si basa sulla figura del bodhisattva Mai Sprezzante (Fukyo). Secondo il Sutra del Loto il bodhisattva Mai Sprezzante è una delle esistenze precedenti di Shakyamuni, e la sua pratica è stata la causa fondamentale per l'ottenimento dell'Illuminazione di Shakyamuni stesso.
Così viene descritto nel ventesimo capitolo del Sutra del Loto: «... Nel periodo della Legge formale c'erano monaci estremamente arroganti che godevano di grande autorità e potere. A quel tempo vi era un bodhisattva, il monaco chiamato Mai Sprezzante [...] Questo monaco, qualsiasi persona gli capitasse di incontrare, fosse un monaco, una monaca, un laico o una laica, si inchinava rispettosamente davanti a tutti costoro e pronunciava parole di lode, dicendo: "Nutro per voi un profondo rispetto; non oserei mai trattarvi con disprezzo o arroganza. Perché? Perché voi tutti state praticando la via del bodhisattva e conseguirete certamente la Buddità"» (SDL, 354-355).
L'azione del bodhisattva Mai Sprezzante, tuttavia, provocava la rabbia e la resistenza di monaci, monache, laici e laiche - le cosiddette "quattro categorie di credenti arroganti" - che lo insultavano e lo colpivano con sassi e bastoni. Ma il bodhisattva Mai Sprezzante, nonostante le persecuzioni subite, continuò a praticare la via del bodhisattva per tutta la vita e grazie a questa pratica riuscì a trasformare il proprio karma ottenendo il beneficio della purificazione dei sei organi di senso.1 I persecutori, alla fine, si commossero e non poterono fare altro che nutrire un profondo rispetto verso il bodhisattva Mai Sprezzante.
Nella Raccolta degli insegnamenti orali il Daishonin chiarisce il significato e il funzionamento dell'azione del bodhisattva Mai Sprezzante attraverso il principio di non dualità tra sé e gli altri: «Quando il bodhisattva Mai Sprezzante si inchina rispettosamente alle quattro categorie di credenti, la natura di Budda innata nelle quattro categorie di credenti prepotentemente arroganti si sta inchinando rispettosamente al bodhisattva Mai Sprezzante. È come il caso in cui ci si inchina rispettosamente davanti a uno specchio: l'immagine nello specchio allo stesso modo si inchina rispettosamente davanti a noi» (La raccolta degli insegnamenti orali, Buddismo e società, n. 120, p. 53).
Nel momento in cui mi inchino nutrendo rispetto per la persona che sta di fronte a me perché è un Budda, si inchina anche la natura di Budda di quella persona, pur non essendo ancora visibilmente manifesta. Rispettare l'altro è l'azione diretta per far emergere la Buddità in noi. Portando avanti la pratica di rispettare gli altri riusciamo a risvegliarci alla nostra dignità.
L'azione del bodhisattva Mai Sprezzante è l'espressione di una filosofia che più di ogni altra rispetta la vita e l'umanità, perché consiste nel credere fermamente nella possibilità di ottenere l'Illuminazione sia per sé che per gli altri e nel manifestare questa convinzione attraverso la pratica della via del bodhisattva, rispettando tutti gli esseri umani indistintamente come Budda.

Le caratteristiche del Budda

Il capitolo Espedienti del Sutra del Loto così descrive lo stato vitale del Budda: «Shariputra, la saggezza del Tathagata è vasta e profonda. Egli è dotato di infinita (compassione) e di illimitata (eloquenza), di potere, coraggio, concentrazione, emancipazione e samadhi; inoltre, è penetrato profondamente nell'infinito e si è risvegliato alla Legge finora mai conosciuta» (SDL, 30).
Tali caratteristiche - continua il sutra - derivano dall'aver compreso "il vero aspetto di tutti i fenomeni".
Il Buddismo parla di "diciotto proprietà non condivise", o esclusive, del Budda (vedi box), che sembrano poteri sovrannaturali ma, analizzandole bene, indicano la saggezza, il coraggio, la tranquillità interiore e la compassione necessarie per trasmettere la Legge a tutti gli esseri viventi. Quindi l'aspetto che riassume le qualità del Budda è la sua capacità di arrecare benefici agli altri.
«Poiché il Budda conosce la vera entità della propria vita - scrive Ikeda - quando si interessa a una persona è in grado di capirne i pensieri, le sofferenze e tutto ciò che occorre per condurla all'Illuminazione, e capisce anche quali sono gliinsegnamenti adatti a quella persona, per spingerla verso la Buddità.
In una delle prime scritture buddiste, il Suttanipata, Shakyamuni, spiegando come avrebbe dovuto comportarsi chi ha raggiunto lo stato ideale, afferma: "Che tutti gli esseri siano felici, sicuri e a loro agio! [...] Così come una madre protegge il suo unico figlio anche a rischio della propria vita, egli deve coltivare un amore illimitato per tutti gli esseri [...] un amore illimitato per tutto l'universo".
Chi ha ottenuto la vera Illuminazione non si isola in essa, ma manifesta uno spirito di infinita compassione desiderando la felicità di tutte le persone e la pace per il mondo intero. Esprimendosi in questo modo Shakyamuni esorta i praticanti a non fermarsi a una Illuminazione superficiale e a non confondere una falsa sensazione di Illuminazione con la verità.
L'Illuminazione e la saggezza del Budda sono inseparabili dalla sua infinita compassione. Parlando di saggezza onnicomprensiva, il sutra espone il principio della "compassione che si manifesta come saggezza" e della "saggezza che si manifesta come compassione"» (La saggezza del Sutra del Loto, Mondadori, vol. 1, pp. 181-2).
È grazie alla compassione che si può sviluppare la saggezza che racchiude gli altri poteri del Budda. Nella Soka Gakkai viene insegnato che è difficile avere compassione, ma che attraverso il coraggio emerge la compassione. Il coraggio contiene tutto.

Note

1) La purificazione dei sei organi di senso - occhi, orecchie, naso, lingua, corpo e mente - è la purificazione della vita oscurata da illusioni e desideri; di conseguenza i sei sensi cominciano a funzionare in modo efficiente e illimitato.

LE DICIOTTO PROPRIETÀ DEL BUDDA

Dieci poteri della saggezza:
- il potere di sapere ciò che è vero e ciò che non lo è;
- il potere di conoscere la causalità karmica operante nella vita di tutti gli esseri viventi nel passato, nel presente e nel futuro;
- il potere di conoscere tutti gli stadi della concentrazione, dell'emancipazione e della meditazione;
- il potere di conoscere le condizioni di vita di tutte le persone;
- il potere di giudicare il livello di comprensione di tutte le persone;
- il potere di discernere la superiorità o l'inferiorità delle capacità di tutte le persone;
- il potere di conoscere gli effetti delle azioni di tutte le persone;
- il potere di ricordare le esistenze passate;
- il potere di conoscere quando ogni persona nascerà e morirà, e in quale regno rinascerà;
- il potere di sradicare tutte le illusioni.

Quattro tipi di coraggio:
- il coraggio di dichiarare di essersi risvegliato alla verità di tutti i fenomeni;
- il coraggio di proclamare di aver estinto tutti i desideri e le illusioni;
- il coraggio di asserire di aver eliminato gli ostacoli alla pratica buddista e all'Illuminazione;
- il coraggio di affermare di aver compreso il sentiero della liberazione dal mondo della sofferenza e, dunque, la via per conseguire l'Illuminazione.

Tre tipi di tranquillità:
indicano la mente di un Budda che rimane tranquilla a prescindere dall'approvazione, dalla disapprovazione o dalle reazioni di coloro che lo ascoltano.

Una grande compassione:
avere un cuore di illimitata compassione nei confronti degli esseri viventi.

Buddismo e Società n.126 - gennaio febbraio 2008
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Commenti

  1. Ringrazio infinitamente per queste meravigliose riflessioni 😍

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