Il Gosho nella vita: Mantenere la fede è la mia promessa

«Accettare è facile, continuare è difficile. Ma la Buddità si trova nel mantenere la fede. Colui che abbraccia questo sutra dovrebbe essere pronto a incontrare difficoltà. È comunque certo che "conseguirà rapidamente l'insuperata via del Budda". "Mantenere la fede" vuol dire serbare nel cuore Nam-myoho-renge-kyo»

La difficoltà di mantenere la fede, RSND, 1, 417

In questa lettera Nichiren affronta in modo diretto un dubbio fondamentale di un suo discepolo, il quale sembra dire al maestro: «Ho praticato con diligenza, ma più che godere dei benefici, mi sembra di essere sommerso dalle difficoltà».
In generale, credo che leggere gli scritti di Nichiren Daishonin e di Daisaku Ikeda sforzandoci di cogliere il cuore delle loro parole, come se stessimo dialogando seriamente con loro, sia ogni volta l'occasione per schiudere un tesoro di coraggio e speranza dentro di noi.
In particolare, un punto di questa lettera mi ha colpito profondamente: «La Buddità si trova nel mantenere la fede. Colui che abbraccia questo sutra dovrebbe essere pronto a incontrare difficoltà». Nichiren ribalta il modo usuale di pensare: la cosa più importante non è chiedersi per quale motivo incontriamo difficoltà o deprimerci perché non vediamo nessun beneficio; il punto cruciale è che un Budda è colui che, affrontando le difficoltà, mantiene la fede. Allenarci a sviluppare questo tipo di visione delle cose cambia completamente il nostro atteggiamento: da una predisposizione passiva rispetto alle difficoltà, passiamo all'atteggiamento attivo di chi, in mezzo alle sofferenze più grandi, decide di rafforzare la propria fede per superarle completamente.
Subito dopo, Nichiren continua dicendo: «"Mantenere la fede" vuol dire serbare nel cuore Nam-myoho-renge-kyo». Nam-myoho-renge-kyo è il nome della natura di Budda, ossia una forza presente da sempre nella nostra vita e vasta come l'universo, una forza che riesce a sovrastare qualunque sofferenza e difficoltà. Nichiren l'ha materializzata nel Gohonzon. Serbare nel cuore Nam-myoho-renge-kyo mentre recitiamo davanti al Gohonzon fa quindi emergere immediatamente un'incredibile forza vitale. Il presidente Ikeda spiega che nel cuore di ognuno di noi avviene una lotta continua, una lotta che durerà per sempre, perché riguarda due aspetti che sono indissolubili e connaturati alla vita stessa. È la lotta in cui coltiviamo la convinzione che tutti possediamo la natura di Budda. Questa convinzione emerge quando combattiamo quella che nel Buddismo viene chiamata oscurità fondamentale, ossia quella parte di noi che non crede che tutti possediamo senza eccezioni questa suprema forza e nobiltà.
Alla luce del Buddismo, la causa della nostra sofferenza non sono le difficoltà in se stesse, bensì dubitare della nostra e altrui natura di Budda e smettere di lottare nel cuore. Questa lotta interiore è la stessa lotta che portiamo avanti col comportamento, volto a risvegliare quante più persone possibili al loro supremo valore e al fatto che facendolo emergere possono superare qualunque difficoltà. Questa è la pratica dello shakubuku, che spezza le catene della sofferenza. Mantenere la fede è la vittoria più grande che possiamo realizzare come essere umani.
Per quanto riguarda la mia vita personale, ho venticinque anni. Mantenere la fede per tutta per tutta la vita è la mia promessa come discepolo e come figlio, sapendo, grazie al Buddismo, che questo è il modo più autentico di ripagare i debiti di gratitudine verso i miei amici, i miei genitori e il mio maestro.

di Mirko Lugli - Nuovo Rinascimento n° 551 del 1°  febbraio 2015



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