Una religione mondiale

«Non sono le persone che esistono per il bene della religione, è la religione che esiste per il bene delle persone. Lo scopo della religione è metterle in grado di diventare felici». Sono parole del presidente Ikeda, in un discorso del 1991 (30 novembre).
A chi non è buddista può sembrare strano sentir parlare di religione come di un qualcosa che esiste perché ha una sua specifica funzione e non come di una realtà che trascende e precede l'essere umano. E infatti il Buddismo, tra le grandi religioni mondiali, è l'unica "non rivelata" da un Dio ma nata - per sua precisa ammissione - dall'anelito di un essere umano a trovare risposte sull'esistenza.
Una religione umanistica. E proprio in quanto tale dalla vocazione universale.
«L'insegnamento più elevato del Buddismo mahayana riconosce che la natura di Budda - il potenziale intrinseco per la Buddità - esiste all'interno di tutti gli esseri viventi, rivela come manifestare la suprema dignità della vita e insegna la vera uguaglianza. Possiede un'universalità che si applica a tutta l'umanità. Proprio tale sua universalità si presta a una propagazione che si estende su tutto il globo. Il Buddismo di Nichiren Daishonin è naturalmente una religione mondiale, ed egli stesso lo dichiara apertamente» (26 gennaio 1992, 50esima riunione di Centro della Soka Gakkai).
La parola Jambudvipa, che indica il mondo intero e si trova nel Sutra del Loto,1 appare infatti in varie forme più di duecento volte negli scritti del Daishonin. Basterebbe solo questo per convincersi che il Daishonin stesso abbia inteso il suo insegnamento come un credo aperto al mondo intero.
«Lo spirito fondamentale del Daishonin è che ogni persona è figlia del Budda e la sua vita è una Torre preziosa. Questo è il motivo per cui il Buddismo può essere considerato una religione mondiale capace di condurre tutte le persone all'Illuminazione. Il suo scopo è la felicità della gente. Se perdiamo di vista questo punto, la nostra religione diventerà autoritaria» (Tokyo, 19 maggio 2007).
Se il Buddismo di Nichiren è una religione mondiale per illuminare tutta l'umanità, anche il movimento della Soka Gakkai, poiché mette in pratica e diffonde il Buddismo del Daishonin, ha la vocazione di essere universale.
«Siamo noi della Soka Gakkai che, per la prima volta, abbiamo reso la profezia del Budda di estendere kosen-rufu su scala planetaria una realtà, diffondendo il Buddismo del Daishonin in tutta la terra. Nessuno può mettere in dubbio questo fatto incontrovertibile» (26 gennaio 1992).

L'indipendenza spirituale della Soka Gakkai

Il 28 novembre 1991 venne notificata alla Soka Gakkai la scomunica da parte dei preti dalla Nichiren Shoshu.2 Questa, dice Ikeda, è diventata una data storica, «il giorno della nostra "indipendenza spirituale"» (30 novembre 1991). La Soka Gakkai da allora ha intrapreso un cammino assimilabile a una «rivoluzione religiosa, simile alla Riforma protestante nell'Europa del sedicesimo secolo, che rimise al centro la fede interiore dell'individuo e le scritture, senza bisogno di mediazione» (Ibidem), portando a più maturo compimento caratteristiche che già le erano proprie, in fedeltà alle sue radici. Nella Raccolta degli insegnamenti orali il Daishonin afferma infatti: «Ora quando Nichiren recita Nam-myoho-renge-kyo sta mettendo in grado tutti gli esseri viventi di conseguire la Buddità nei diecimila anni dell'Ultimo giorno della Legge» (BS, 110, 62). Per cui, come sottolineava il secondo presidente Josei Toda, la Soka Gakkai può creare una connessione diretta con il Daishonin attraverso il Gosho perché «le fondamenta della nostra fede non hanno bisogno di alcun intermediario. Non abbiamo alcuna necessità di una mediazione tra noi e il Daishonin, e non dobbiamo consentire a nessuno di provare a proporsi in tale modo» (30 novembre 1991).
A partire dall'inizio degli anni '90, staccandosi dalla Nichiren Shoshu che la teneva ancorata ad antiche tradizioni legate ai templi e ai preti, la Soka Gakkai ha avuto finalmente la possibilità di aprirsi a un mondo sempre più pluralistico, mostrando appieno la sua vera vocazione di insegnamento profondo, basato sull'essere umano e diretto al mondo intero, che la rende davvero universale.
Paradossalmente, proprio in occasione del discorso inaugurale dello Sho-Hondo nel 19723 Ikeda sottolinea: «Questo edificio non simboleggia un'autorità religiosa, ma una struttura che esiste per il bene delle persone, dove si prega per la pace duratura dell'umanità e lo sviluppo di una civiltà globale. Tutti [...] indipendentemente dalla nazionalità, l'età, il genere, possono visitarlo per offrire tali preghiere. [...] Credo che lo Sho-Hondo sia davvero il luogo più adatto per una futura religione mondiale priva di tendenze autoritarie. [...] Non sono gli edifici imponenti o la magnificenza esteriore che rendono grande una religione. [...] La nostra religione esiste per il bene degli esseri umani. È sempre stato così e così sarà in futuro. La Soka Gakkai eredita in linea diretta il lascito del Daishonin. Grazie alla sua comparsa il Buddismo del Daishonin si sta di fatto avviando a diventare una religione mondiale [...]» (8 dicembre 1991).
In un discorso di poco precedente (30 novembre, cit.) Daisaku Ikeda ha espressamente elencato quelli che ritiene siano i requisiti di una religione mondiale: avere un'organizzazione aperta e democratica; dare la possibilità di aderire ai fondamenti della fede mantenendo la libertà di parola; professare un egualitarismo che promuova il rispetto reciproco e la partecipazione di tutti i credenti; mettere l'accento sulla fede piuttosto che sul rituale; stabilire una leadership aperta, basata sulle capacità e non sul diritto di nascita; propagare dottrine universali usando metodi adatti ai tempi. Aggiungendo che, affinché un insegnamento o una religione siano accolti e apprezzati, oltre a una valida dottrina, deve esistere una pratica che chiunque possa espletare e una visibile prova concreta della sua bontà nella vita quotidiana.

La concretezza rende umana una religione

Il Buddismo indiano, nella sua forma originaria, era altamente filosofico e speculativo, e nell'insieme piuttosto difficile da capire. Presentava una spiccata tendenza all'astrazione e sembra improbabile che, nella sua forma più pura, potesse ricevere altrove una buona accoglienza, in particolare in Cina vista l'importanza attribuita dai cinesi alla realtà.
Il fatto di essere accettato e propagato nella più vasta civiltà dell'Oriente fu probabilmente una condizione indispensabile per poter diventare una religione mondiale: infatti da questi contatti con l'Asia centrale, dove molti popoli diversi si mescolavano nell'ambiente ostile del deserto, pare che abbia guadagnato in concretezza e aderenza alla realtà, anche quella di tutti i giorni. Dunque, quando alla fine penetrò in Cina, il Buddismo aveva già assunto una forma facilmente comprensibile.
La gente non crede in qualcosa che non la riguarda, fa notare Ikeda. Non intraprende azioni sincere e appassionate, né presta orecchio a qualcosa che non abbia a che vedere con la sua vita di ogni giorno. Persino la grandezza della Legge non viene percepita se non le si dà forma concreta. Per questo la Soka Gakkai ha diffuso la Legge mistica «tracciando delle linee guida che potesseroessere subito comprese e messe in pratica dal maggior numero di persone: chiamando a raccolta la nostra saggezza, esercitando sforzi tenaci, cercando costantemente nuove vie e nuovi metodi siamo usciti nella società, siamo andati in mezzo alla gente e abbiamo propagato la Legge mistica in ogni angolo del pianeta» (14 novembre 1992; cfr. NR, 132, 18-22).

Il Gohonzon e la Legge sono universali

«Il Gohonzon è l'oggetto di culto per osservare la propria mente. "Osservare la mente" significa conoscere se stessi, e nel conoscere se stessi, capire gli esseri umani e i meccanismi della loro natura, oltre che nell'essere consapevoli della santità della vita, risiede l'importanza di una religione» dice Ikeda in un discorso del 3 aprile 1993 (cfr. NR, 136, 21-24). Qualcosa che la rende interessante e utile per tutti, intramontabile.
Se dietro l'iscrizione del mandala - in quanto oggetto fisico di devozione - c'è l'intento profondo di Nichiren Daishonin di rendere universale nel tempo e nello spazio il suo insegnamento, è la Legge che viene rivelata nel mandala che è eterna.
In un discorso del 3 maggio 1993 Daisaku Ikeda ricorda un'osservazione che Shin Anzai, esperto giapponese di religioni, fece in seguito a un loro incontro avvenuto circa venti anni prima. «Quando chiesi al presidente Ikeda cosa fosse per lui la cosa più importante - racconta lo studioso - pensavo mi avrebbe risposto: "il Gohonzon", ma invece disse: "la Legge eterna e fondamentale che esiste dal tempo senza inizio". Fui molto colpito dal fatto che la sua attenzione non fosse concentrata su qualche cosa di circoscritto come un mandala di legno, ma che invece ricercasse la fonte dell'eternità. Sentii di aver scoperto il cuore dell'universalità della Soka Gakkai e la ragione della sua formidabile crescita».
«Quando ci basiamo sulla Legge eterna e fondamentale, il cuore degli insegnamenti di Nichiren Daishonin - commenta Ikeda - si apre davanti a noi l'eterno sentiero dell'ampia propagazione della Legge mistica. Lo studioso delle religioni vide qualcosa di "universale" in questo aspetto del nostro credo» (Ibidem).
Ma come afferma Nichiren Daishonin «la Legge non può propagarsi da sola» (Hyaku Rokka Sho, Le centosei comparazioni, GZ, 856). E altrove dichiara: «Proprio come tutte le piante e gli alberi sorgono dalla terra, così tutti i vari insegnamenti del Budda vengono diffusi da persone» (Domande e risposte riguardo all'abbracciare il Sutra del Loto, RSND, 1, 54-55).
Dunque, se la Legge può raggiungere e salvare la gente solamente grazie alle persone che la propagano, «oggi, per merito della Soka Gakkai, il maestoso albero di kosen-rufu sta crescendo dalla terra dell'impegno di tutti i figli del Budda in ogni parte del mondo. La missione della Soka Gakkai, che ha un profondissimo legame con il Daishonin, è e sarà sempre "l'ampia propagazione degli insegnamenti del Daishonin" in accordo con il mandato del Budda» (3 maggio 1993).

Quanto riportato fin qui dà la dimensione dello spessore dell'impegno e della missione che la Soka Gakkai ha assunto su di sé fin dall'inizio e rafforzato nel corso degli anni.
Il 12 novembre scorso Daisaku Ikeda ha ribadito, in un messaggio rivolto ai partecipanti provenienti da tutto il mondo durante un corso a Tokyo, che il 2014 segna «una nuova partenza, un grande balzo in avanti per la Soka Gakkai nella sua veste di religione mondiale [...]. È finalmente giunta l'epoca d'oro della Soka Gakkai [...] che ci spinge da oggi ad aprire una nuova pagina della propagazione di kosen-rufu con la stessa determinazione che avremmo se fossimo rinati».

a cura di Marina Marrazzi - Buddismo e Società n.162 - gennaio febbraio 2014
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