Possiamo illuminare le nostre sofferenze

di Daisaku Ikeda

Nel momento della sofferenza, recitate Daimoku. Nel momento della gioia, recitate Daimoku. Poter recitare Daimoku è di per sé felicità. Ci sono inevitabilmente momenti di sofferenza e momenti di gioia nella storia di un'esistenza, ma senza il dolore non si apprezza la gioia e senza conoscere il sapore di entrambi non si percepisce appieno il gusto della vita.
«Quando c'è la sofferenza illuminati rispetto a essa», dice Nichiren Daishonin. La sofferenza è inevitabile nell'arco di una vita, quindi è necessario essere preparati e avere la forza interiore per elevarsi oltre i sentimenti di preoccupazione o di ansia. Dobbiamo fare in modo che la «luce serena della luna dell'Illuminazione» il mondo della Buddità risplenda in noi. Allora i desideri terreni si trasformano in Illuminazione e qualsiasi cosa ci capiti diventa un carburante per la felicità. [...]
Le profondità dell'oceano rimangono calme e immutabili anche quando la superficie è agitata. Ci sono sia la sofferenza sia la gioia nella vita, ma il punto è sviluppare un io profondo e indomabile che non sia sballottato dalle onde. Chi fa così, riceve la «gioia senza limiti della Legge».

Tratto da: Buddismo e Società n° 118 pag. 12
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Commenti

  1. Forse il mio commento (questione) è Betta ma lo pongo lo stesso. Sì sviluppa questo forza interiore solo recitando Daimoku? È da un po'che lavoro su me stessa ma sembra che niente non si muove e mi scoraggia. Grazie

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    1. Ciao recitare daimoku è un viaggio dentro di noi, ovviamente durante un viaggio ci si ferma per riposare , per ammirare un bel orizzonte durante il tramonto o un'alba e si traccia il percorso da affrontare.SFORZARSI DI CAMMINARE.SEMPRE ! CON CORAGGIOE.QUANDO ARRIVERAI ALLA META , NON CONTA IL TEMPO IMPIEGATO LA GIOIA DI AVER INIZIATO E CONCLUSO QUALCOSA NELLA TUA VITA SARÀ GRANDE.

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