Il potere della recitazione di Nam-myoho-renge-kyo

Nichiren Daishonin scrive: «Anche se può accadere che uno miri alla terra e manchi il bersaglio, che qualcuno riesca a legare i cieli, che le maree cessino di fluire e rifluire o che il sole sorga a ovest, non accadrà mai che la preghiera di un praticante del Sutra del Loto rimanga senza risposta» (Sulle preghiere, RSND, 1, 306).
Questa è la promessa del Daishonin. Il presidente Ikeda sottolinea spesso il significato del Daimoku ricordandoci che, in qualsiasi momento, se vogliamo dare inizio a qualcosa di nuovo, a qualcosa di grande, è fondamentale partire dalla preghiera: «Perciò - scrive - vi esorto a chiarire ogni vostro singolo desiderio, a pregare con forza e a dare inizio a nuove sfide. Realizzate a ogni costo i vostri desideri. Le vostre prove concrete sono la mia gioia più grande» (dal Seikyo Shimbun del 4 gennaio 2013, traduzione provvisoria).
Ma perché il Daimoku ha questo potere senza limiti? Perché recitando Nam-myoho-renge-kyo si manifesta un risultato? Come funziona la preghiera nel Buddismo di Nichiren Daishonin?
Durante il corso estivo nazionale che si è tenuto a Chianciano il responsabile della Soka Gakkai europea Hideaki Takahashi ha tenuto una lezione proprio su questo argomento, alla quale questo articolo è ampiamente ispirato.
Potremmo presumere di sapere già la risposta ai precedenti interrogativi, ma in realtà è fondamentale non dare nulla per scontato e rinnovare continuamente la nostra comprensione del funzionamento del Daimoku e dell'importanza della preghiera, basandoci sul Gosho.
Tra gli scritti del Daishonin, Come coloro che inizialmente aspirano alla via possono conseguire la Buddità attraverso il Sutra del Loto contiene una delle spiegazioni più chiare a questo riguardo. In esso Nichiren scrive: «Quanto a Myoho-renge-kyo, si chiama Myoho-renge-kyo il principio per cui la natura di Budda di noi persone comuni, la natura di Budda di Brahma, Shakra e delle altre divinità, la natura di Budda di Shariputra, Maudgalyayana e degli altri ascoltatori della voce, la natura di Budda di Manjushri, Maitreya e degli altri bodhisattva, e la mistica Legge che è l'Illuminazione dei Budda delle tre esistenze, sono una sola identica cosa» (RSND, 1, 789).
Sta affermando che la natura di Budda di Nichiren Daishonin, di tutti i Budda e bodhisattva delle tre esistenze e la natura di Budda insita in noi persone comuni sono una sola identica cosa. Non c'è alcuna differenza. Questa è la dichiarazione di Nichiren, la sua assoluta convinzione, basata sul Sutra del Loto. Ciò significa che tutti gli esseri viventi nell'universo - non soltanto gli esseri umani - possiedono la natura di Budda, sono potenzialmente Budda.
Il punto è quanto noi stessi siamo convinti di queste parole: questa affermazione infatti non riguarda soltanto la nostra natura di Budda, ma anche quella della persona che ci siede accanto, del nostro partner o dei nostri familiari che non praticano. Riusciamo a credere veramente che la natura di Budda insita nella loro vita sia la stessa presente nella nostra vita e in quella del Daishonin? La stessa che esiste in ogni singolo essere vivente con cui condividiamo questo pianeta? In questo senso ciò che più conta non è tanto che una persona pratichi oppure no, ma quanto noi stessi siamo sinceramente convinti dell'esistenza della natura di Budda nella sua vita.
Una volta chiarito che la natura di Budda insita in ogni essere vivente è la stessa, nel passo successivo del Gosho Nichiren Daishonin spiega come si fa concretamente a rivelare e attivare questa potenzialità: «Perciò, quando recitiamo una volta Myoho-renge-kyo, con questo singolo suono chiamiamo e manifestiamo la natura di Budda di tutti i Budda, di tutte le esistenze, di tutti i bodhisattva e gli ascoltatori della voce, di tutte le divinità come Brahma, Shakra e re Yama, il sole, la luna e le miriadi di stelle, di tutti gli dèi celesti e terreni, di tutti gli abitanti dell'inferno, degli spiriti affamati, animali, asura, esseri umani e celesti e di tutti gli altri esseri viventi. Questo è un beneficio immenso, incalcolabile» (Ibidem).
Questo Gosho è indirizzato a una donna che praticava il Nembutsu, e il Daishonin cerca di spiegarle che invocando il nome del Budda Amida sarebbe forse riuscita ad attivare la natura di Budda di quel Budda, mentre recitando Nam-myoho-renge-kyo avrebbe potuto attivare la natura di Budda dei Budda di tutto l'universo, che sono infiniti.
Il Daimoku possiede davvero questo potere senza limiti. Quando recitiamo Nam-myoho-renge-kyo stiamo davvero risvegliando e attivando la natura di Budda non soltanto nostra, ma anche dei nostri familiari, degli amici, delle persone che stanno soffrendo nel mondo di Inferno, degli animali, dei gatti, dei cani e anche degli alberi, dell'erba, del sole, della luna, di tutti i compagni di fede, degli abitanti del quartiere e in generale di tutti gli esseri viventi.
Con questo singolo suono possiamo attivare la natura di Budda che esiste in tutto l'universo. Questa affermazione, davvero rivoluzionaria, è la base fondamentale del Buddismo del Daishonin e sarebbe bene leggere e rileggere questo passo del Gosho riconfermandone ogni volta la veridicità nella nostra vita.
Grazie al suono di Nam-myoho-renge-kyo tutti gli esseri iniziano a muoversi in armonia, e in questo modo ognuno può godere di immensi benefici e provare una profonda gioia. Questa è la "strategia del Sutra del Loto", l'unica veramente vincente che dovremmo utilizzare prima di ogni altra, in qualunque situazione. Ad esempio, nel caso di una persona che ci è "nemica", che ci sta ostacolando facendoci soffrire, la strategia migliore è recitare Daimoku per risvegliare la sua natura di Budda. Questo è il metodo più veloce per risolvere qualunque situazione. Utilizzando la strategia del Sutra del Loto prima di ogni altra, anche tutte le altre strategie acquistano efficacia. Ma il fatto di mettere o meno il Daimoku al primo posto fa una grande differenza.
Tornando all'esempio precedente, nel caso in cui affrontiamo una difficoltà di relazione che cosa significa vincere dal punto di vista del Buddismo? Certo non significa sconfiggere l'interlocutore: è importante dialogare, confrontarsi e rendersi conto che esistono differenti punti di vista sulle cose... ma soprattutto è fondamentale recitare Daimoku con forza, rivolgendo la nostra preghiera profonda alla natura di Budda di quella persona, per risvegliarla. Solo così possiamo trovare il punto di incontro sull'unico terreno che veramente ci accomuna, che è la Buddità. In questo modo scopriremo che è possibile diventare felici perfino insieme a chi ci sta creando difficoltà. Questa è la vera vittoria nel Buddismo.
Nichiren Daishonin scrive inoltre: «Quando veneriamo il Myoho-renge-kyo che è nella nostra vita come oggetto di culto, la natura di Budda che è in noi viene richiamata dalla nostra recitazione di Nam-myoho-renge-kyo e si manifesta. Questo si intende per "Budda". Per fare un esempio, quando un uccello in gabbia canta, gli uccelli che volano liberi nel cielo sono richiamati e si radunano intorno a lui. E quando gli uccelli che volano nel cielo si radunano, l'uccello in gabbia cerca di uscire fuori. Così, quando con la bocca recitiamo la mistica Legge, la nostra natura di Budda viene richiamata e immancabilmente emergerà. La natura di Budda di Brahma e di Shakra, richiamata, ci proteggerà e la natura di Budda dei Budda e dei bodhisattva, richiamata, gioirà. Questo intendeva il Budda quando disse: "Se qualcuno potrà sostenerlo [questo sutra] anche solo per breve tempo, certo io ne gioirò e così faranno tutti gli altri Budda"» (Ibidem).
Il punto fondamentale quindi è se ci rivolgiamo alla natura di Budda dentro la nostra vita oppure a qualcosa di esterno, se stiamo ricercando il Gohonzon dentro o fuori di noi. È una questione decisiva, che fa la differenza. Anche inconsciamente, accade spesso di aspettarsi un aiuto, una soluzione dall'esterno, assecondando una tendenza passiva molto comune nell'essere umano. Ma il Buddismo insegna che il punto fondamentale è basarsi sulla convinzione che il Gohonzon, la natura di Budda esiste dentro la mia vita. Questo è l'atteggiamento attivo, lo spirito del re leone che ci sta indicando Nichiren Daishonin: quello di alzarci da soli, sfidarci e prendere l'iniziativa.
Recitare Nam-myoho-renge-kyo è la più alta lode al Gohonzon rivelato dal Daishonin: significa lodare il Gohonzon che esiste nellanostra vita e il mondo di Buddità dentro di noi. Quando il mondo di Buddità viene così lodato, si manifesta.
Il presidente Ikeda scrive: «Siamo noi che richiamiamo la nostra Buddità dall'interno; il mondo di Buddità non è qualcosa che ci viene conferito dall'esterno. È un caso di "corrispondenza sensibile" tra noi e il Gohonzon. Tutti gli dei buddisti in tutto l'universo si muovono per rispondere alla nostra voce e agiscono per proteggere la nostra vita; tutti i Budda e i bodhisattva ne gioiscono. È questo che intende il Daishonin quando afferma: "Gioia si riferisce alla gioia sperimentata simultaneamente dall'intero regno del Dharma". L'universo intero trabocca di gioia» (Il mondo del Gosho, Esperia, 357).
Dunque la recitazione del Daimoku non riguarda soltanto la nostra felicità individuale: questa gioia pervade l'intero regno dei fenomeni, tutti gli esseri traboccano di gioia. In questo modo stiamo creando la pace a un livello fondamentale della vita. Per costruire la pace a livello sociale o politico, prima di tutto dobbiamo creare questo "contagio di gioia" tra tutti gli esseri viventi sul pianeta. Attraverso la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo noi attiviamo la natura di Budda della società facendola "traboccare di gioia".
Ne Il vero aspetto di tutti i fenomeni Nichiren Daishonin scrive: «Qualunque cosa accada, mantieni sempre la tua fede come devoto del Sutra del Loto e rimani mio discepolo per il resto della tua vita. Se hai la stessa mente di Nichiren, devi essere un Bodhisattva della Terra» (RSND, 1, 341).
Siamo tutti Bodhisattva della Terra apparsi in questo mondo condividendo un profondo legame. Il Sutra del Loto spiega che il numero delle persone guidate da ogni Bodhisattva della Terra «è incalcolabile, come le sabbie del Gange» (SDL, 284). Nel momento in cui prendiamo coscienza della nostra missione unica e insostituibile e ci dedichiamo con entusiasmo a realizzarla, possiamo sviluppare una forza vitale senza limiti. Tutte le persone con cui abbiamo intessuto legami karmici sin dal tempo senza inizio sicuramente emergeranno: la nostra attività per kosen-rufu ha l'effetto di richiamarle, risvegliando così tutti i compagni di fede con cui condividiamo la missione di Bodhisattva della Terra dal tempo senza inizio.

Al ritmo di un cavallo bianco al galoppo
di Daisaku Ikeda

La vita esiste per la felicità, e il Buddismo parla di eternità e di felicità assoluta.
Tra i versi del capitolo Durata della vita del Tathagata che recitiamo ogni giorno troviamo queste parole: «... e là gli esseri viventi sono felici e a proprio agio» (SDL, 303).
Se continuiamo a vivere fino in fondo basandoci sulla fede riusciamo a percepire la gioia della vita semplicemente per il fatto di vivere, e possiamo vincere e superare qualsiasi difficoltà con assoluta serenità e fiducia in noi stessi. La recitazione di Gongyo e Daimoku ci permette di manifestare questa condizione vitale del Budda.Le auree parole del Gosho affermano categoricamente: «Quando con la bocca recitiamo la mistica Legge, la nostra natura di Budda viene richiamata e immancabilmente emergerà» (RSND, 1, 789).Il suono della voce che recita la Legge meravigliosa risveglia la natura di Budda dell'intero universo e Gongyo è la sublime cerimonia che sincronizza noi stessi - che siamo il microcosmo - con il ritmo fondamentale del macrocosmo.Recitiamo un Gongyo squillante, con il ritmo di un cavallo bianco che galoppa su una vasta prateria, e con un ichinen così potente da risuonare in tutto il paese e in tutto il mondo mettiamo in moto le divinità protettrici dell'universo.Il Buddismo toglie la sofferenza e dà gioia. Assumendo la grande e benefica medicina della Legge meravigliosa possiamo eliminare il veleno della sofferenza dal nostro cuore e colmarlo di una copiosa forza vitale. Se continuiamo a pregare con tutti noi stessi, diventiamo immancabilmente pieni di vitalità.Anche oggi, grazie a un Gongyo vigoroso, facciamo sorgere nel nostro cuore il sole della speranza e viviamo raggianti una vita di assoluta vittoria.

(Anche oggi per kosen-rufu insieme al nostro maestro, 3 agosto 2013, www.ilvolocontinuo.it

a cura di Alessandra Fornasiero - Buddismo e Società n.161 - novembre dicembre 2013
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Commenti

  1. La sintesi più bella ed esauriente possibile da rivolgere a se stessi nei momenti foschi della vita e della pratica, ai principianti e ai simpatizzanti che indugiano nel Mondo di Studio alienandosi la vera direzione da intraprendere attraverso l'AZIONE

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